Christopher LeeIl Suono della Paura 

Christopher Lee: un omaggio a “Dracula il Vampiro”

È morto a Londra il leggendario vampiro dello schermo, Christopher Lee.

Famoso per la sua interpretazione di “Dracula il Vampiro” di Terence Fisher, film che nel 1958 ne fece una star, Lee cambiò per sempre l’immagine del personaggio creato da Bram Stoker, rivestendo il famigerato mantello e i canini per altri undici film su un totale di 278 produzioni, tra cinema e televisione, a cui partecipò in veste di attore.

Anche se inglese, le sue origini sono nobili e italiane, e con l’aristocrazia nel sangue, non gli fu difficile interpretare un ruolo così radicato nell’immaginario collettivo, reiventandolo. La sua naturalezza, altra virtù che gli regalò il successo con altri ruoli horror, che pure non amava, (come in La maschera di Frankenstein, L’uomo che ingannò la morte, La mummia, il mostro di Londra), lo portò ad essere uno straordinario cattivo in gran parte dei suoi film, riuscendo ad impressionare anche il pubblico più moderno e smaliziato, in produzioni di lusso come Star Wars (L’Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith), Sleepy Hollow, e fino al suo indimenticabile Saruman della trilogia dell’anello di Peter Jackson.

Accanto all’attività di attore e doppiatore però, ha sempre mantenuto un forte contatto con la musica, in particolare con quella heavy metal. Si perché Christopher Frank Carandini Lee, avendo ereditato una voce incredibilmente elastica, (la sua bisnonna era un’importante cantante d’opera), calcò i rotocalchi facendo parlare di sé con le sue pubblicazioni e con la sua più grande passione, il basso (voce).

Dopo la sua prima esperienza in sala di ripresa – come voce narrante in “The Tinker of Rye” di Paul Giovanni per la colonna sonora di “The Wicker Man” del ’73 – la star luciferina non mancò mai di rifiutare comparsate, collaborando tra gli altri con Peter Knight e Bob Johnson degli Steeleye Span per il concept album “The King of Elfland’s Daughter“, (con Alexis Korner, Chris Farlowe, Chris Spedding, Ray Cooper e altri), e con Kathy Joe Daylor su “Little Witch“. A consacrare l’inizio del Dracula Metal, fu una band italiana, i Rhapsody of Fire, che lo ospitarono alla voce sul singolo “The Magic of The Wizard’s Dream“, nel 2005. Successivamente furono i Manowar a chiamarlo, come voce narrante nel remake del loro primo disco, “Battle Hymns“.

Nel 2010, mise la sua firma registrando il progetto “Charlemagne: by The Sword and The Cross“, album accolto con affetto da critica e pubblico, (tanto da meritarsi un seguito nel 2013 con “Charlemagne: The Omens of Death“), e che nello stesso anno gli valse un Metal Hammer award. Seguirono, nel 2012, il singolo “Let Legend Mark Me as The King” e – nel dicembre dello stesso anno – l’EP di cover natalizie rivisitate “A Heavy Metal Christmas“, “ripetuto” anche durante le successive festività con il sequel “A Heavy Metal Christmas Too“.  Lee pubblicò “Metal Knight“, EP di cover che conteneva, tra le altre, una rilettura – in chiave metal – dello storica “My Way” di Frank Sinatra. Questa fu la sua ultima prova in occasione del suo novantunesimo compleanno.

Un gran finale per una vita e una carriera uniche, con le musiche e i film a testimonianza  dell’immensa ricchezza della sua storia, lasciando a noi tutti un ricordo nato con Dracula il vampiro. Un vampiro che ad oggi può sembrare banale, ma che all’epoca suscitò “Paura e suspense”.

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