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Ci fate suonare?

Ad oggi la richiesta più frequente da parte delle band è: “ci organizzate un live?”. La frase viene declinata in tutti i modi possibili, il senso è sempre quello.

Comprendo appieno la voglia di suonare, fulcro dell’attività musicale, se non ci fosse mancherebbe la base stessa su cui poggia la carriera artistica di una band. Eppure c’è qualcosa di profondamente sbagliato in questa richiesta.
L’obiettivo di “voler suonare” è facilmente raggiunto con l’affitto di una sala prova. E a dire il vero anche trovare un palco su cui suonare ormai è alla portata di tutti. Quello che fa la differenza è l’organizzazione, il coinvolgimento del pubblico che, come tutti sanno, è sempre meno numeroso, in alcuni casi prossimo allo zero.
E’ evidente che la domanda è mal posta, la vera richiesta è: “ci portate un po’ di pubblico?”. Ed è qui che si apre un mondo: mille possibili strade, idee creative, festival a più band, contest… una grande quantità di meccanismi messi in atto per aumentare il numero di biglietti staccati. Non si tratta quindi, necessariamente  di un mero sfruttamento delle band, come spesso sento dire.

La mia formazione mi porta a cercare risposte in un’analisi oggettiva della situazione e, come ho già espresso nell’articolo “Altri tempi, una volta c’era Mtv” credo che la massa si sia disinteressata alla musica. Ma non è tutto, il mondo in cui viviamo richiede velocità, immediatezza e, per quanto la cosa possa sembrare qualunquista, ognuno di noi è talmente impegnato da non riuscire a dedicarsi davvero all’ascolto di un buon album, figuriamoci all’ascolto di uno mediocre. In più, come sottolineava anche Jack dei Tygers of Pan Tang, proprio durante l’intervista con Rome by Wild, la differenza tra il prendersi il tempo di ascoltare un disco e il mettere un po’ di musica in sottofondo è enorme.
Ecco, probabilmente il mainstream di oggi rispecchia esattamente la necessità, e il piacere, di avere un po’ di musica di sottofondo: lounge bar, discoteche, spot televisivi, trasmissioni tv, videogiochi etc. Gli stessi programmi musicali, quelli di successo,  dedicano  molto poco spazio all’ascolto vero e proprio della musica, per favorire piuttosto lo spettacolo visivo e mediatico.

E’ in questo contesto che si inserisce la voglia di suonare delle band oggi. Ed è proprio a causa di questo contesto che la promozione pre-concerto diventa fondamentale: suscitare interesse e voglia di ascoltare quella band in un live, questo dovrebbe essere l’obiettivo principale di una band e in quest’ottica dovrebbero lavorare anche i direttori artistici che vogliono portare avanti un progetto-evento. Parlo di nomi piccoli e medio-grandi, è evidente che i grandi nomi si vendono da soli.

Allora forse una buona idea è quella di suonare poco, anche gratuitamente, (a patto di saper scegliere le giuste situazioni), ma evitare assolutamente di sparire dai radar tra un concerto e l’altro. In questo le agenzie di comunicazione, gli uffici stampa, le webzine, i media tradizionali sono un sostegno imprescindibile.
Tuttavia non c’è spinta promozionale che tenga quando il prodotto è di scarso livello. Un album ben registrato, un musicista grandioso, una collaborazione illustre, un ottimo impatto visivo, qualsiasi sforzo può essere azzerato dalla mancanza di una buona proposta artistica. E anche quando si sia riusciti a portare una buona quantità di pubblico la prima volta, sulla fiducia, le possibilità di riuscirci una seconda volta calano sensibilmente.

Tutto considerato, la risposta che trovo più sensata alla domanda “ci organizzate un live?” è un’altra domanda: “pensate di essere pronti?”. Credo che il 99,9% dei gruppi risponderebbe “si”, senza neanche pensarci, ma a volte il senso di autocritica può davvero fare la differenza tra il successo e l’insuccesso. Quando invece una band voglia solo suonare per divertirsi allora penso che le polemiche sullo sfruttamento da parte dei locali e degli organizzatori di contest non trovino appigli. Basta essere sinceri, nei confronti di se stessi e del proprio progetto in primis.

Se invece siete pronti e pensate di poter dire la vostra nel marasma musicale odierno, allora Rock by Wild è con voi! Sapete cosa fare 😉

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