Cinderella @ Estragon – 13 06 2011Live Report Internazionali 

Cinderella: la prima volta in Italia @ Estragon – 13 06 2011

25 anni fa usciva il loro primo album: “Night Songs“, seguito da “Long Cold Winter“, “Heartbreak Station” ed infine il troppo sottovalutato “Still Climbing“. Poco meno di un decennio per consegnare al mondo della musica una delle band più rappresentative della scena Hair Metal degli anni ’80.
I Cinderella rappresentano la fusione perfetta tra il Blues e tutte le possibili sfumature del Rock. Tom Keifer, frontman del gruppo, compone musica e testi come pochi sanno fare,. Grazie alla sua versatilità strumentistica è in grado di mescolare e bilanciare perfettamente suoni duri e pesanti con armonie più ricercate e melodiche. Il suo stile compositivo fonde perfettamente i ritmi incalzanti dell’hard rock ed incredibili assoli di chitarra elettrica, con melodie più leggere ed accattivanti, tipiche del mondo pop. Dotato inoltre di un’innegabile profondità personale è in grado di scrivere testi spesso irriverenti e leggeri, a volte estremamente sintetici come nel caso di “Push Push“, ma mai banali.
Purtroppo come tutti gli incantesimi anche questo è destinato a finire. Nel ’91 qualcosa va storto e Tom perde completamente la voce, che è sempre stato uno dei maggiori vanti di questo gruppo. Una voce la cui versatilità armonica è più unica che rara, capace di portare all’estremo lo stile aspro-acuto dei cantanti metal, arricchendolo con un’invidiabile varietà di colori tonali. I Cinderella sono costretti al ritiro dalla scena musicale fino al ’94, anno in cui esce “Still Climbing“, ultima grande fatica di Keifer. Un album pieno e completo, che sancisce la maturità dell’uomo e del musicista, ma purtroppo sottovalutato sia dalla stampa che dal pubblico, è l’epoca in cui non c’è più spazio per le band Hair Metal, il Grunge ha preso il sopravvento e quei suoni che avevano caratterizzato e reso indimenticabili gli anni ’80 vengono congedati senza troppi complimenti.

Eppure il 13 giugno a Bologna la comunità glam si ritrova compatta, in attesa della prima volta dei Cinderella in Italia. Pochi coloro i quali hanno vissuto quegli anni, tantissimi i ragazzi della “nuova generazione” in attesa di uno spettacolo d’altri tempi. E di certo le loro aspettative non sono state deluse.
Una lunga attesa separa il pubblico dai Cinderella: si inizia con l’aspettare che i cancelli si aprano, tra una nuova conoscenza e l’altra; poi è il turno delle esibizioni delle band che aprono il concerto, i Rain e i Sibyllax, ma oggi non c’è molto spazio per altri artisti, il pubblico ha un unico pensiero fisso: Cinderella. Seguono altri minuti interminabili, in cui i tecnici testano il suono dei vari strumenti e i più furbi approfittano dell’apparente calma per guadagnare qualche posizione, ma i posti migliori, quelli sotto al palco, sono già presi.

Finalmente le luci si spengono, appena il tempo di un sussulto ed ecco esplodere le note di “Once Around The Ride” che carica il pubblico di un’energia intesa, se mai ce ne fosse stato bisogno. Tom Keifer, Eric Brittingham, Jeff Labar e Fred Coury sul palco sembrano dei ragazzini, proprio come 25 anni fa. Provate a chiedere a chi c’era se hanno percepito il passare del tempo o se si sono accorti che quelli sul palco hanno “ormai” 50 anni. Raramente si assiste a concerti di questa qualità artistica. Niente scenografie, niente eccessi, nulla che potesse distogliere l’attenzione da una grande musica e da grandi musicisti. Gli assoli di chitarra ti entrano dentro, mentre la batteria e il basso creano un tappeto perfetto per la voce di Tom, tornata quasi quella di una volta nel suono e decisamente molto migliore nella qualità della tecnica vocale.
Il pubblico si scatena ed urla a squarciagola tutte le hit di quel gruppo che così tanto ha regalato alla musica. Quando partono “Shake me“, “Somebody Save Me” e “Gypsy Road” la folla sembra un’onda impazzita, in un lampo ci si trova 10 metri più in la’ senza aver fatto un passo. Le mani si alzano al cielo senza soluzione di continuità e per un attimo si perde il controllo, trascinati da quelle canzoni conosciute a memoria, ma ancora piene di sorprese. Neanche le ballate riescono a sedare l’adrenalina, la prima nota di “Heartbreak Station“, “Coming Home” e “Don’t Know What You’ve Got (Till It’s Gone)” da il segnale per preparare la ripresa video. A questo punto è difficile far arrivare lo sguardo al palco: mani alzate, telefonini e capelli cotonati rendono la visuale complicata, ma si percepisce comunque l’affetto e la riconoscenza di grandi musicisti che coinvolgono continuamente l’audience rendendola non solo spettatrice, ma parte dello spettacolo stesso.
All’appello sono mancate solo le classiche “Bad Seamstress Blues/Fallin’ Apart At The Seams” e “Push Push“, sostituite dalle meno suonate “Long Cold Winter” e “The More Things Change“.

Ancora una volta l’incantesimo della Cenerentola di Philadelphia si rompe. La voce di Tom non può sostenere un concerto troppo lungo e quindi il gruppo si ritira quando sembra di essere appena all’inizio. Il pubblico chiede il bis, ma in realtà vorrebbe che quel concerto non finisse mai. La fatica, la sete, le ore in piedi, il quasi digiuno non hanno importanza, la qualità di questa musica e l’aver atteso ben 25 anni valgono qualche sacrificio.
Concludono il concerto “Second Wind” e “Shelter Me“, che caricano ancora di più il pubblico con il ritmo coinvolgente ed incalzante che le contraddistinguono, ma purtroppo la mezzanotte è scoccata.. un inchino, un ringraziamento al “nuovo” pubblico italiano e il gruppo sparisce dietro le quinte.
Mentre da sotto il palco si continua ad urlare “Cinderella!” a gran voce, ormai le luci sono accese e i tecnici ripuliscono il palco… quando la folla comincia a dissolversi probabilmente il gruppo è già in albergo a prepararsi per la prossima data. E’ rimasto solo un po’ di tempo per fare due chiacchiere con chi, pur essendo sconosciuto, ha condiviso le stesse emozioni, prendere da bere e scambiarsi commenti su uno degli spettacoli più belli che si possano vedere, finché la sicurezza invitata tutti ad andarsene. A questo punto è proprio tutto finito… ce ne andiamo con la consapevolezza di aver partecipato ad un evento più unico che raro e la speranza che non sia anche irripetibile.

Galleria Fotografica a cura di Francesca Keifer

Video del Concerto








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