Satyricon - Deep Calleth Upon Deep - Album CoverNews 

Satyricon: il nuovo album “Deep Calleth Upon Deep” in uscita il 22 Settembre 2017

Deep Calleth Upon Deep” è il titolo del nuovo album che i Satyricon pubblicheranno il prossimo 22 settembre tramite Napalm Records. Il full length è stato registrato tra Oslo e Vancouver e mixato insieme a Mike Fraser, che aveva già precedentemente lavorato con la band in occasione dell’uscita di “Now, Diabolical“. L’artwork di copertina è un omaggio ad un dipinto risalente al 1898 realizzato da Edvard Munch.

Di seguito il commento del cantante Sigurd “Satyr” Wongraven:

“Quando mi sono approcciato per la prima volta a questa release ho sempre avuto chiaro che sarebbe potuto essere due cose: l’inizio di una nuova era o il mio ultimo lavoro. Se deve essere l’ultimo ho pensato che doveva essere speciale. Se ci saranno nuovi album mi impegnerò perché questo disco sia veramente differente dall’ultimo. Credo che si possa definire molto, molto oscuro, molto spirituale e colmo di energia”.

Di seguito le parole del batterista Kjetil-Vidar “Frost” Haraldstad:

“Questo è un album sul quale abbiamo lavorato sodo e da un sacco di tempo. Abbiamo dato il massimo per donare la giusta espressione a ciascuna canzone. In realtà non abbiamo mai discusso di questo aspetto con la band, ma credo che ogni brano abbia una sua identità. Come tutti gli album dei Satyricon ritengo che sia molto diverso da tutti gli altri album e in un certo senso più autentico”.

I Satyricon sono un gruppo black metal norvegese formatosi a Oslo nel 1991. Il loro primo album, “Dark Medieval Times” è datato 1994 ed evidenzia come i componenti del gruppo fossero affascinati da tutto ciò che concerneva il medioevo, ed era forte la presenza di strumenti acustici e a fiato, atipici per il genere da loro suonato. I due dischi successivi, “The Shadowthrone” (1994) e “Nemesis Divina” (1996), continuarono su quella strada esplorando sonorità differenti, ricevendo riscontri critici molto positivi e riuscendo a vendere parecchie copie per un genere come il black metal. Da sempre un duo che ruota attorno alle figure carismatiche di Satyr e Frost, la band si avvale spesso di collaboratori sia in studio che dal vivo, su “The Shadowthrone” la chitarra è suonata da Samoth degli Emperor e sul successivo “Nemesis Divina” è presente Nocturno Culto dei Darkthrone con lo pseudonimo di Kveldulv, per ovviare alla mancanza dello stesso Samoth, che si trovava in carcere. “Nemesis Divina” è considerato da molti critici il capolavoro della band e una pietra miliare del black metal. L’album contiene la celebre “Mother North“, ancora oggi considerata un classico del genere e cavallo di battaglia della band. Questo brano esalta la componente più epica con un coro solenne e maestoso in contrapposizione al ritmo furioso della canzone; da essa venne anche tratto un videoclip.
La forma di black metal fino a qui proposta è tipicamente norvegese, fatta quindi di atmosfere cupe e fredde che richiamano paesaggi tipicamente nordici. Momenti di furia cieca fatta di tempi ultraveloci, chitarre “a zanzara” e voce cattiva e glaciale si alternano a passaggi più epici fatti di cori vichinghi e momenti acustici. Satyr svilupperà in seguito questi aspetti della sua musica nei progetti paralleli Storm e Wongraven, accompagnato rispettivamente da Fenriz e da Ihsahn, altri due nomi storici del black norvegese.

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