Live Report Locali 

Eden live @ Cocorico – 22 05 2014

San Lorenzo, mai più, da oggi si chiamerà San ZTL. Dopo infiniti casini per arrivare qui, ci accomodiamo nella pratica saletta fumatori, dove gli Eden suoneranno. Ma del pub ne riparliamo.

Si parte con “Dreamin’” e un tappeto di pad, per poi sfociare nell’AOR di vecchia stampo. Penso: “a metà serata inizieranno a volare lustrini qui e li”, ma aspettiamo e vediamo. Seppur il nome non sia nuovo non li conosco.

Per “Fear Has Gone” sono sempre i synth a dare il LA, in un intro che ricorda vagamente la sonorità di “Separate Ways” dei Journey, anche se poi il pezzo evolve in maniera completamente diversa. Si nota fin da subito il buon uso dei cori, studiati e soprattutto intonati, rarità nel panorama delle band italiane. La chitarra è una sola e “ben dotata”, il sound mi colpisce subito: è particolarmente azzeccato, magari standard, ma perfetto (relativamente a se stesso), altra rarità nel panorama locale. Personale, ma giusto quel che basta per distinguersi. Sinceramente non saprei come descriverlo, posso solo esprimere il mio apprezzamento al 100%.
La teoria dei lustrini diventa sempre più un’ipotesi realista. Sento molto in loro i tardi Europe, specialmente sull’intro di questo terzo brano, “My Time”, il quale si sarebbe incastrato perfettamente in “Last Look at the Eden”.

Strano ma vero, il locale è uno sputo rispetto a tanti altri che ho visto e/o nei quali ho suonato, eppure il missaggio esce perfettamente, tutto perfettamente chiaro, niente sta invadendo nient’altro, voce riprodotta più che onestamente, diciamo un live vicino alla perfezione, parlando di “fedeltà” del missaggio. Nella botte piccola, a volte c’è il vino buono.

E ora “A Change in Life”, LA BALLAD, il brano più richiesto da tutti gli intrepidi palpatori di fondoschiena innocenti fin dal 1963. Peccato la pista stasera sia vuota. No, non c’è una pista. Però ragazzi, voglio dire, ballate un pochino, a volte basta veramente un po’ di buona volontà e si fa tutto!
Gioventù bruciata.

Bel brano, brava la band, la voce del cantante si può riassumere in due aggettivi: perfetta e appropriata. Notevole estensione in alto, presenza, vibrato semi-lirico in buone condizioni, interpretazione, timbro che pare cucito attorno alla band, polmoni pompanti al 100%, che dire… Vediamo se a fine corsa le corde sono da cambiare o no!

Il brano successivo è più movimentato, nella sala fa caldo e la stanchezza sta salendo, insieme alla nube di fumo delle sigarette, giustamente siamo in una sala fumatori. Forza EDEN, dovete tenere tutti svegli!

Le presentazioni, più o meno comiche, a seconda dei punti di vista, arrivano a questo punto della scaletta, il che significa che o sta finendo il live, o siamo a metà, o stanno li per caso.
Il combo si compone di: batteria (Alessandro Iovannitti), basso (Giordano Latini), chitarra (Stefano Mastrangeli), tastiere (Paolo Castellani) e voce (Patrizio Izzo), ed eccezion fatta per il batterista cantano tutti. Sicuramente una polifonia a 4 voci consente molte possibilità e i 5 favolosi non mancano di sfruttarle.

Ad ogni modo ancora AOR su Radio Eden 108.4 FM, stavolta piazzato come il primo brano, duro come un martello nella strofa per addolcirsi nel pre-ritornello che esplode rigoglioso come Miami ad Agosto, sfocia poi in un solo, e via così. Lustrini are coming.

“Into The Night” è annunciato come l’ultimo pezzo…originale. Poi seguirà “il lato B della serata”: una serie di cover AOR, che confermano ancora di più la teoria del lustrino. In effetti sia sul primo che sull’ultimo pezzo della band l’influenza dei Bon Jovi è molto presente. I pezzi sono molto orecchiabili e fedeli al genere che definisce il gruppo.

Il B Side, anche questo aperto dalle tastiere, inizia con “One Vision” dei Queen e “No Easy Way Out” di Robert Tepper, entrambe interpretate con molta, molta energia e cura di esecuzione.
Poi arrivano i classiconi come “Livin’ on a Prayer” e “You Give Love a Bad Name”, dell’ormai pluricitato Bon Jovi, alle quali si unisce anche Ilaria Cafarelli, a sostegno dell’ormai seriamente (e giustamente) provato cantante.
Finisce il brano a cappella.

Cambio di chitarrista e cantante sul prossimo pezzo, inaspettato! Paolo Castellani, prende in mano il microfono per eseguire “Tie Your Mother Down” dei Queen, mentre Stefano Mastrangeli tenta qualcosa alle tastiere e lascia la sei corde alla “guest star” Marco Capasso, tra il pubblico. Patrizio Izzo intanto si fuma una sigaretta e diventa poi direttore d’orchestra a metà del brano.
Scambisti.

Torna su poi la formazione originale con “Hold The Line” dei Toto, inconfondibile sin dall’intro. Ancora da notare i cori, eseguiti con la cura che ormai li contraddistingue sin dal primo pezzo.

Faccio finalmente la conoscenza del fonico e posso fargli i miei complimenti dal vivo.

A questo punto la band esita un po’ tra un pezzo e l’altro, io una scaletta per terra l’ho vista, ma stanno modificando all’impronta ora, ROCK N ROLL!!

Torniamo sulle note di Bon Jovi, con “Always”, chiusa con un piano e voce che ha emozionato anche il bassista, seguita poi da “Rock The Night” degli Europe. Io i lustrini li vedo, o al massimo li sto immaginando.

Avevo promesso che avremmo parlato del locale, e ogni promessa è debito: il posto è il CocoRico, siamo a San Lorenzo, immersi tra la birra in strada e le ZTL, all’entrata il posto si presenta come tutto tranne che un locale per musica rock, la sala dei live è in fondo. Il personale è molto gentile e disponibile, non ho modo di assaggiare la cucina, avendo già cenato ed essendo a dieta, ma mi giungono commenti positivi anche su questa. La sala live music è anche sala fumatori, (chissà perché?), e l’atmosfera che si respira è molto tranquilla, pronta ad accogliere qualsiasi cosa sia sul palco, scatenata o tranquilla che sia. Quello, e il catrame, ma è una scelta stare qui; l’altra sala, la principale, è ben isolata da questa e consente una tranquilla serata con vista su San Lorenzo. 5 stelle CocoRico, vorrei dire che ci rivedremo presto, ma prima mi fate togliere qualche ZTL dal comune!

(Da Rome By Wild a Trip Advisor, così, con nonchalance)

Sul palco sale Matteo Rossetti, anche lui tra il pubblico, guest star all’impronta, prende possesso della batteria per “The Final Countdown” degli E..ma che ve lo dico a fare, lo sapete. Intro di tastiere perfetto, sembra di averli davanti, e non che gli altri strumenti siamo da meno, specialmente questo nuovo batterista, il cui rullante è così forte che mio padre, ad Anzio, mi ha scritto un sms per chiedere di suonare più piano.
Il brano è perfetto, e non contento della performance, Matteo sbrocca in un assolo di batteria che prende tanti di quegli applausi che la metà basta. BRAVO!

E’ l’ora dell’ultimo pezzo, anche lui inconfondibile dalle prime note, per chiudere in bellezza: “Jump”.

(Lezione di stasera: Se volete rendere riconoscibile un vostro brano, mettete un intro di tastiere)

E che dire, sembrano davvero i Van Halen, il povero cantante si è anche quasi strappato le parti intime nel tentativo di rifare il volo di Dave Lee Roth, ma con i jeans: close enough my friend. Prossima volta leggins!!
L’assolo è la fotocopia dell’originale, tastiere così precise che sembrano pilotate via sequenze. Una nota di merito va anche ai poco menzionati basso e batteria!

In generale il live degli Eden si presenta perfetto per chi è ama il rock melodico, e questa può essere un’arma a doppio taglio; ma se c’è qualcosa di loro di indiscutibile è la capacità singola di ognuno di suonare il proprio strumento con grande maestria e l’amalgama che si è creata tra i 5.

Sex, Drugs, Lustrini & Rock n Roll!

Ci salutiamo così con gli Eden, noi torniamo alla nostra macchina (distante 850 metri, da fare rigorosamente a piedi) e torniamo a casa in questo giovedì notte. Programmi per il ritorno, sosta all’autogrill di Pomezia, rigorosa.

Buona notte a tutti da Alfredo, di Rome by Wild, la vostra voce sul panorama rock di Roma!

P.S. Un saluto a Fabietto che è stato con me tutta la sera, voglio vede’ quando le scrivi te due righe!! Svergognato!!

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