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Recensione di Eric Clapton – “Clapton”

E’ uscito l’album di una leggenda del Blues inglese: Eric Clapton.

Sembra un frase retorica, ma sicuramente lui è realmente un artista che non ha bisogno di presentazioni. Dagli Yardbirds alla sua carriera solista passando per Cream, John Mayall & The Bluesbreaker, Blind Faith (con Steve Winwood, già conosciuto per aver militato nei Traffic) Derek & The Dominos, Delaney & Bonnie etc etc ha affrontato molti generi dal vecchio Blues con gli Yardbirds (andando in tour con Sonny Boy Williamson II) al country con canzoni tipo “Lay Down Sally” e “Slow Down Linda”, al Delta Blues di Robert Johnson ed il Blues di Big Bill Broonzy (ricordiamo album come “Session For Robert J.” e “From The Cradle”) fino al Rock nei suoi anni ’80 con canzoni tipo: “Miss You”, “Tearing Us Apart” (collaborazione con la grande Tina Turner), “I Wanna Make Love To You” e “Behind The Mask”, passando poi per il reagge con la conoscenza di Bob Marley, concludendo infine con il recente pop.

Oltretutto vogliamo ricordare canzoni che rimarranno nella storia della musica per ancora molto molto tempo? “Crossroads” (riarrangiata in diverse maniere rispetto all’originale di Robert Johnson), “White Room”, “Sunshine Of Your Love”, “Layla”, “Wonderful Tonight” ed altre…

Oltre a vantare numerose collaborazioni (Phil Collins è stato il suo batterista per qualche tour negli anni ’80) insieme al grande leader dei Dire Straits: Mark Knopfler. Possiamo ricordare, tra le sue collaborazioni: George Harrison, Elton John, Tina Turner, Beatles, Howlin Wolf, Zucchero, Frank Zappa, Leon Russell, Dr John, The Who, Sting, Richie Sambora, Buddy Guy, BB King, JJ Cale, Santana, Roger Waters, The Band e moltissimi altri!

Dopo questa brevissima introduzione, veniamo all’album: “Clapton”: la prima notizia che uscì fu la copertina che mostra il suo volto, ormai evidentemente segnato dai suoi 65 anni.

01. Traveling Alone
02. Rocking Chair
03. River Runs Deep
04. Judgement Day
05. How Deep Is The Ocean
06. My Very Good Friend The Milkman
07. Can’t Hold Out Much Longer
08. That’s No Way To Get Along
09. Everything Will Be Alright
10. Diamonds Made From Rain
11. When Somebody Thinks You’re Wonderful
12. Hard Times Blues
13. Run Back To Your Side
14. Autumn Leaves

Naturalmente leggendo questi titoli la nostra prima considerazione potrebbe essere deludente. Questo perché molti fans si aspettavano un bell’album Rock-Blues di quelli che solo lui, con il suo tocco originale ci può donare ed inoltre perché molti brani risultano semi-sconosciuti al grande pubblico.
All’ascolto si può comprendere l’atmosfera, in alcuni casi, propria degli inizi del ventesimo secolo con la musica che lui stesso ha dichiarato essere “vecchia”, ma allo stesso tempo quella che più preferisce.
Naturalmente non è affatto un disco tendente verso “From The Cradle” o “Session For Robert J.”, semplicemente per l’impronta decisamente più jazz/swing.
Per comprendere meglio di che tipologia di musica stiamo parlando sarebbe giusto che magari vi facessi i nomi di coloro che hanno scritto o diffuso originariamente le canzoni facenti parte di questo album: The Pretty Things, Nat King Cole (non è naturalmente l’autore di “Autumn Leaves” ma è uno di quelli che più l’ha diffusa), Louis Armstrong (anche se “Rocking Chair” è stata scritta da Hoagland Howard “Hoagy” Carmichael), Irving Berlin che ha scritto “How Deep Is The Ocean” nel 1932 e che è stata interpretata da altri numerosi artisti come: Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, The Isley Brothers, Bill Evans Trio e Billy Holiday. Poi c’è il Blues di Sonny Boy Williamson in “Can’t Hold Out Much Longer ” etc etc
Esaminando l’album sotto il profilo strettamente musicale c’è da dire che, nelle canzoni “meno blues”, Clapton riesce con una presenza eccellente dei fiati a far rivivere realmente l’epoca originale di quelle canzoni. Persino nel pezzo forte dell’album “Autumn Leaves”, la presenza di uno struggente assolo con una chitarra dal tono ovattato riesce ad evocare esattamente quei localetti dove la musica jazz rappresentava il contorno di una bella seratina da passare in compagnia con una “pupa”, sorseggiando dell’ottimo Scotch o fumando un pregiato sigaro.
Gli stessi fans di Eric non son rimasti molto contenti del risultato dell’ultimo album del “God” trovando, dopo il secondo o terzo ascolto, come uno tra i pochi aspetti negativi, la scelta della successione dei brani all’interno della scaletta.

In conclusione, anche a chi non piace il genere ma ama questo artista è bene che si adegui all’evoluzione (per molti involuzione) della carriera solistica di Eric Clapton, visto che, dalle recenti sue dichiarazioni, la sua intenzione è quella di continuare su queste orme…

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