Radio Beat con i Riding Sixties @ Teatro Trastevere dal 12 al 22 febbraio

Riding Sixties (Beatles vs Rolling Stones) – Roma

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Quando:
22 Aprile 2017@21:00
2017-04-22T21:00:00+02:00
2017-04-22T21:15:00+02:00
Dove:
Big Mama
Vicolo di S. Francesco a Ripa
18, 00153 Roma
Italia
Costo:
Gratuito
Riding Sixties (Beatles vs Rolling Stones) - Roma @ Big Mama | Roma | Lazio | Italia

Tornano i Riding Sixties, alfieri del suono “Beat”. Gli anni ’60 e ’70 non hanno segreti per la band. I Riding Sixties propongono una performance che fonde il meglio della produzione degli Stones e Beatles, in una ‘gara’ in cui viene coinvolto il pubblico, che poi decreta il brano vincitore della serata. La performance si chiama appunto “Beatles VS Rolling Stones”.

Apertura ore 21,00
concerto ore 22

Riding Sixties – cenni di biografia

La band – in attività da oltre 20 anni – nata per un concerto di fine anno in una scuola, si è distinta nel tempo per la sua ricerca musicale e il sound. Il repertorio enciclopedico dei Riding spazia dai Rolling Stones, di cui sono la prima coverband italiana, ai Beatles.

Sono stati il primo gruppo (o “complesso” come preferiscono definirsi con un termine ironicamente vintage), a fare delle sonorità e del mondo Beat un genere della musica live di oggi in Italia. Il loro menù include i grandi protagonisti della British Invasion. Kinks, Who, Animals, Them, Troggs e gli artisti di quel movimento anglo-italiano che è il Beat nostrano: Equipe 84, Rokes, Corvi, Primitives, Caselli. Infine Dylan, il Maestro americano, a cui possono dedicare un’intera serata (Mr Tambourine Band). Il loro ultimo CD “Coverband” esprime il loro orgoglio nell’essere stati tra i primi in Italia a promuovere il fenomeno delle cover.

Su questo punto intendono essere chiari: “Si parla di Cover e Tribute band a seconda che la band presenti una sua versione dei brani o punti pedissequamente a riprodurre sound e aspetto scenico degli artisti originali, imitandone gesti, posture, costumi fino ad arrivare all’uso delle parrucche. Ora, alcuni sono talmente bravi che riescono veramente nell’illusione scenica, che però nella maggior parte dei casi accentua drammaticamente le differenze tra “copia” e originale.

Riding Sixties & le Cover

Per i Riding Sixties il Rock dei ’60, partendo da Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan fa parte del repertorio della musica classica in senso stretto. Sui manifesti alla Scala in occasione dei concerti del maestro Muti non c’è scritto “Cover Beethoven”. E il maestro non si mette la parrucca alla Mozart o alla Bach a seconda del repertorio che esegue. La musica è un’arte interpretativa. Prende vita nel momento in cui qualcuno la suona. Si può eseguire ed interpretare in modo più o meno corretto, convincente e personale. E gli ascoltatori devono giustamente giudicare le differenze tra chi suona, e trarne le conseguenze”. Il pubblico ha dimostrato negli anni un affetto ed una stima sempre maggiori per le esibizioni dei Riding Sixties, interessanti come una lezione-concerto e divertenti come una festa liceale.

Le personalità che compongono il gruppo diverse. I due “vecchi” testimoni dell’epoca, Pietro Maria Tirabassi, voce e chitarra, e Enzo Civitareale, batteria e voce, che ha suonato con i mitici Corvi nel 1970. I “giovani” aggiungono un tocco di attualità al sound del gruppo: Marco Bertogna (monsieur Bertognaque), basso e voce, Simone Rauso (il Rauso), voce e chitarra, e “il maestro” Alberto Bolli al piano e voce. Il “complesso” dei Riding Sixties, oggi imitatissimo, ha raccolto anche il consenso e, a volte, la collaborazione di artisti come Francesco De Gregori, Shel Shapiro, Luigi Grechi, Roberto Ciotti, Lello Panico, Fulvio Tomaino.

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