Live Report Locali 

Fuck The Granny + The Core @ Crossroads – 20 03 2014

Giovedì 20 marzo, serata memorabile per il pubblico di rock ‘n’ art e tutti gli amanti della musica emergente. Il Crossroads Live Club ha infatti ospitato il live delle 2 band rivelazione di questa stagione di Rock ‘N’ Art: The Core e Fuck The Granny finalmente insieme sullo stesso palco per un live attesissimo.
Le band sono praticamente “gemellate” e legate in maniera profonda da quella sera di giovedì 20 gennaio, quando al termine della prima edizione 2014 di Rock ‘n’ Art, vennero in contatto per la prima volta; una birra, quattro chiacchiere e l’inizio di una bella amicizia. Da allora, tanti sono stati i contatti tramite i social network, attestati di stima reciproca e progetti, tra i quali proprio il desiderio di dividere ancora un volta il palco, per un live tutto loro. Da qui, l’idea del direttore artistico di Rock ‘n’ Art di assecondare questo loro desiderio e vedere come andava a finire. In fondo Giovedì Emergenti e Rock ‘N’ Art servono a questo: aiutare le band emergenti ad esprimere il massimo del loro potenziale e permettere loro di avere una vetrina su un palco importante come quel Crossroads.
Risultato: oltre 2 ore e mezzo di delirio e un palco dato alle fiamme da 2 band che c’hanno messo cuore e anima. Chi c’era ha visto e ha creduto, chi non c’era dovrà accontentarsi di foto, report e del racconto dei presenti. Tecnica, passione, divertimento e rabbia: questi i 4 elementi in comune tra le 2 band, così diverse tra loro per il sound proposto, eppure così vicine per quanto capaci di dare sul palco.
Aprono i Fuck The Granny: per loro terza presenza in tre mesi sul palco del Crossroads, e ormai padroni di casa del locale che li ha consacrati come una delle realtà emergenti più attive sul territorio laziale. La band, in attività da tre anni, suona un hard rock sanguigno sconfinando spesso e volenteri nel ben più duro heavy metal. Sempre più sicuri delle loro capacità e ormai forti di una certa esperienza ed affiatamento, salgono sul palco con calma apparente: è la quiete prima della tempesta. Nello stile Fuck The Granny, ossia ironici, irriverenti, però mai scontati o banali, si presentano con una scaletta di 7 pezzi originali, contenuti in buona parte nel loro EP omonimo, Fuck The Granny.
Aprono con Bikers From Hell, pezzo tipicamente hard rock in cui la voce aspra e pungente del carismatico vocalist e bassista Edoardo Zanetti, in versione ragazzo della porta accanto (via la barba e I capelli lunghi), si alterna ai poderosi e veloci riff di chitarra di Giampaolo Flamini.
Dopo una serie di pezzi veloci, alternati come sempre dal consueto intercalare di Zanetti col pubblico, si arriva al pezzo lento, “H.O.T.”, ballad proposta per la prima volta al pubblico del Crossroads, in cui Flamini si sposta all’acustica. Il tempo di far riprendere fiato al pubblico e si torna su ritmi e sonorità tipiche del repertorio dei Fuck The Granny, che chiudono il loro strepitoso live con “Black Lady”, brano di difficile interpretazione, in cui ancora una volta i riff di chitarra di Flamini si alternano a parti decisamente più melodiche ed elaborate.
Nel complesso i Fuck The Granny hanno proposto un live senza sbavature, entusiasmante ed intriso della loro grinta, impreziosito anche dall’abilità tecnica di Alessandro Lucarini dietro le pelli ed Emanuele Innocenzi, impegnato anch’egli alla sei corde.

Dieci minuti di cambio palco e tocca agli headliners della serata, i The Core, ossia il cuore, il centro, il nucleo: queste le origini delle loro musica, un sound che proviene dal cuore.
Band costituitasi da un anno e formata da ragazzi con capacità tecniche, personalità e un carisma decisamente fuori dalle righe. Abituati ad apparizioni per lo più di 20 minuti, preparano un live in meno di un mese, aggiungendo al loro repertorio nuovi brani ed una serie di cover azzeccatissime, presentandosi così al Crossroads con una scaletta davvero bella ed entusiasmante. Risultato davvero notevole.
Indirizzati ormai verso il post grunge, la loro musica non segue schemi: all’interno della band non c’è una figura predominante che scrive i pezzi, ma vige la “democrazia” in questo senso. Il risultato è un sound che risente delle influenze provenienti da ogni area e sottogenere della musica rock e generi limitrofi, con una direzione, come detto, ormai marcatamente tra post grunge e forse un alternative rock di stampo Tool.
I The Core sono alla loro seconda presenza al Crossroads, considerata anche per loro un’apparizione sul palco di Rock ‘n’ Art, anche se in realtà potremmo parlare di una seconda volta e mezzo, vista la presenza di Mattia Pilloni (batteria) e Stefano Russo (basso) con l’altra loro band, i “Li Scordi Domani” (LSD).
Impegnati 24 ore prima al Contestaccio in una sorta di concerto-prova generale per rodare gli ultimi meccanismi, aprono il live al Crossroads in maniera decisamente colorita e fiabesca con la colonna sonora di Dumbo!
Pochi minuti di intro registrata, a cui fa seguito il “fanciullesco” ingresso del singer Erik Martinez, che si fa strada saltellando, ed esplode poi all’improvviso il loro rock duro e grintoso. Giù col primo pezzo: una rivisitazione decisamente dura di “Wicked Game” (Chris Isaak). Scelta ottima per dare modo al pubblico di prendere da subito confidenza col carisma e la voce di Erik Martinez, accostabile per tono e timbro a un Chris Cornell o ad un Eddie Vedder.
Si passa al pezzo originale, “Blues For a Tool”, quello che da mesi gira su Youtube e che ci ha accompagnati sino alla sera del live. Il pezzo mette ancora in risalto la voce di Erik Martinez, profonda e graffiante, mentre inizia ad emergere la tecnica e il temperamento di Mattia Pilloni dietro le pelli e Andrea Capitoni alla chitarra, straordinario nei riff, poi ancora la grinta e il carattere di Stefano Russo, basso e seconda voce.
Nemmeno un attimo di tregua e sotto con “My Hero” (Foo Fighters): esecuzione veloce e impeccabile, con Erik Martinez che inizia a prodursi in quella serie di salti che caratterizzano i suoi live.
E’ bene precisare che nonostante la scaletta proposta sia caratterizzata da un numero maggiore di cover rispetto ai pezzi originali, queste sono sempre riproposte in una chiave originalissima. Pezzi che rivivono ed emanano un’energia propria. Le origini insulari di Erik Martinez, così come di Mattia Pilloni, donano al sound una buona dose di mediterraneità, come nel caso di “Knights Of Cydonia”, pezzo in cui la voce di Erik e il suo particolarissimo modo di reinterpretarla conferiscono al pezzo un’indelebile impronta mediterranea.
Cosa altro c’è di originale nel live dei The Core? Veramente tanto: l’immancabile “The Room In The Man”, poi ancora il nuovo singolo, “Mermaid”, in cui spicca ancora una volta un poderoso assolo di chitarra di Andrea Capitoni, poi un solo tra il basso di Stefano Russo e lo djembè di Martinez, sempre a rimarcare quell’indelebile traccia di musica mediterranea che caratterizza la musica dei The Core.
Lo djembè di Martinez è ancora protagonista sul finale del brano “Into The Storm”, in cui il frontman si lascia andare a un ritmo tanto ossessivo, quanto martellante. Applausi per loro.

Si va verso le fine e c’è una vera e propria perla: è “Mad World”, brano dei Tears For Fears, reso celebre da Galy Jules. Esecuzione in perfetto stile post grunge e ancora applausi per la band che a questo punto invita il pubblico a radunarsi sotto al palco per il gran finale con l’omonimo pezzo “The Core”. Finale convulso, con Russo e Martinez che incarnano lo spirito del rock e arrivano a sbracciarsi e dimenarsi per terra sul finale del pezzo.
Il live termina con gli applausi del pubblico ai The Core, meritevoli non solo di aver dato vita ad un performance assolutamente sopra le righe, ma soprattutto di averci messo il “Core”, per dirla alla loro maniera. Un live voluto, studiato nei minimi dettagli da una band che ha fatto di tutto per presentarsi al top e dare il meglio di sè. Ringraziamo entrambe le band per lo spettacolo offerto, Riccardo Nifosì, Rock ‘n’ Art Eventi e il Crossroads Live Club per la disponibilità e la mamma di Erik Martinez, senza il cui permesso Erik non sarebbe potuto essere presente. Parola di Erik!

Line-up Fuck The Granny:

Edoardo Zanetti – Vocals & Bass
Alessandro Lucarini – Drums
Giampaolo Flamini – Guitar
Emanuele Innocenzi – Guitar

Line-up The Core

Erik Martinez – Vacals & Guitar
Andrea Capitoni – Guitars
Stefano Russo – Bass
Mattia Pilloni – Drums

Scaletta Fuck The Granny: Intro, Bikers From Hell, Master ‘N’ Slave, Give Me Your Ass, Farewell, H.O.T., Fuck The Granny, Black Lady.

Scaletta The Core: Intro, Wicked Game, Blues For a Tool, My Hero, To Nowhere, Comic, Solo (basso/Djembè), Mermaid, Knights Of Cybonia, Like A Storm, Would, The Room In The Man, Mad World, The Core.

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