Rock by Wild intervista Dave Meniketti dei Y&TEnglish New Interviste Internazionali 

Y&T: l’intervista di Rome by Wild a Dave Meniketti

English Version follows

Rome by Wild incontra Dave Meniketti degli Y&T per una chiacchierata.
Il 7 ottobre, infatti, gli Y&T si esibiranno sul palco del Crossroads per festeggiare i loro 40 anni di carriera nell’unica data italiana del tour. Non potevamo farci sfuggire l’occasione e abbiamo chiesto a Dave Meniketti quali sono i segreti della band, attiva dal 1974 e diventata subito ispirazione per tutti i gruppo a venire.
(L’intervista è stata fatta in collaborazione con Roberto Manenti)

Prima di tutto vorremmo davvero ringraziarti per aver accettato di rispondere alle nostre domande! E’ veramente un onore per noi.
Partiamo dall’inizio: come è nata la tua passione per la musica e cosa ricordi di quando eri piccolo?

Da che mi ricordo la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato ascoltando i dischi a casa, già da quando ero molto piccolo. All’età di 10 anni ho deciso di mettermi alla prova e fare il musicista, ho suonato la fisarmonica per 2 anni. Però sentivo che non avevo ancora trovato la mia strada e ho perso subito interesse. Quando ho compiuto 16 anni avevo un grande desiderio di suonare la chitarra così ne ho comprata una elettrica molto economica, ho imparato e non ho più smesso. Nel giro di 4 anni da quando ho preso la chitarra per la prima volta ho firmato il mio primo contratto per un disco. Da allora ho continuato a fare cd e tour ogni anno.
La musica continua ad essere una grandissima parte della mia vita, anche quando non sono in tour. Ho sempre la musica in sottofondo durante tutta la giornata e ho ancora una passione fortissima.

Quando hai deciso di formare gli Y&T?

La band è nata ed ha iniziato a comporre materiale originale nel gennaio del 1974.

Puoi dirci qual è stato il punto di svolta per gli Y&T? Quand’è che la band è diventata importante?

Nella metà degli anni ’70 gli Y&T diventarono piuttosto popolari in California e in alcune zone degli USA, mentre eravamo in tour per i nostri primi 2 dischi. Ma a causa di un pessimo accordo discografico e un management scarso, ci è voluto fino al 1982 prima di iniziare davvero a prendere il volo. Mentre registravamo il disco “Black Tiger” in Inghilterra, abbiamo preso un paio di settimane di vacanza e abbiamo iniziato un tour degli UK, che è stato fantastico ed ha creato molta attenzione su di noi. Questo ha fatto sì che un agente importante si occupasse del nostro tour e ci hanno inserito direttamente nel bill del Reading Festival, dopo solo poche settimane che eravamo on the road. Quel festival ha catturato l’attenzione degli AC/DC che ci hanno chiesto di fare il tour con loro in Europa e negli UK nell’autunno/inverno del 1982.
Quello è stato uno dei nostri maggiori punti di svolta perché nel giro di un anno siamo diventati headliner negli UK e abbiamo avuto un ottimo seguito in ogni parte dell’Europa.
La nostra popolarità negli Stati Uniti è cresciuta dopo la pubblicazione dei singoli Meanstreak, Rescue Me, Don’t Stop Running and Summertime Girls. Dal 1983 al 1986 siamo stati tournée negli Stati Uniti con molte band tra cui Dio, Twisted Sister, Rush, Aerosmith, Motley Crue e altri. Questo, unito alla popolarità dei video su MTV, ci ha aiutato a radicare il nostro seguito negli USA.

I Y&T sono stati un esempio per tutte le band venute dopo; quali sono invece le band (o i musicisti) a cui tu ti ispiri (sia come chitarrista che come cantante)?

Il mio amore per il rhythm and blues e il rock mi portano ad avere tante diverse influenze. Per quanto riguarda la chitarra alcuni dei miei modelli all’inizio erano Hendrix, Duane Allman, Dicky Betts, Leslie West, Jeff Beck, Jimmy Page, Billy Gibbons e molti altri. Per quanto riguarda la voce invece mi ispiro soprattutto ai cantanti blues come Paul Rodgers, David Coverdale, Ronnie Dio, Sammy Hagar, e cantanti r&b come Marvin Gaye e James Brown.

Che tipo di musica ascolti oggi? c’è qualche nuova band che ti piace particolarmente?

Ascolto soprattutto rhythm and blues e jazz. Anche rock e i classici. Ne ho davvero troppe di band preferite, ultimamente mi piacciono molto gli Electric Mary e gli It Bites, tra le altre.

Siamo stati testimoni della parabola discendente del music business e in genere si da la colpa ad internet. Che idea ti sei fatto della situazione?

Credo che internet abbia sia aiutato che colpito le band. Le ha aiutate nel contatto diretto con i fan attraverso i siti internet e i social network, in più ha fatto sì che i gruppi possano gestire autonomamente la propria pubblicità e le date dei tour.
Certo, le case discografiche indipendenti che sono arrivate negli anni ’90 hanno cambiato tantissime cose. Le band non hanno più ricevuto grandi contratti discografici o fondi per i loro tour, quindi è diventato molto più difficile suonare in tutto il mondo.
Tuttavia per una band come la nostra, che aveva già un seguito prima di tutti questi cambiamenti, la rete e le case discografiche indipendenti sono in realtà una cosa molto positiva.

Cosa ricordi con più affetto degli anni ’70 e ’80? Ti manca qualcosa?

Oggi andare in tour è molto meglio di quanto non lo fosse mai stato negli anni ’70 e ’80. Detto questo, c’era un grande entusiasmo in quegli anni che non si ripeterà più perché all’epoca cercavamo in ogni modo di fare il grande salto. Molte persone dicono che la scalata verso il successo sia la parte migliore e sicuramente è stato divertente e strano.
Ad ogni modo, mi sto godendo molto questa ultima decade, tanto quanto gli inizi. Si tratta di un diverso entusiasmo e di una diversa soddisfazione. Si tratta semplicemente di godersi i fan e suonare al meglio ogni notte, con passione ed energia. Non c’è la preoccupazione di combattere per arrivare in cima alle classifiche o di dover ascoltare le direttive della casa discografica che ci dicono come dovremmo scrivere le canzoni. Adesso siamo liberi di fare quello che desideriamo ed è stupendo.

C’è un album, o una canzone, di cui sei più fiero?

Mi piacciono tutti i nostri album per motivi diversi, ma se dovessi sceglierne 3 penso che sarebbero “Black Tiger”, “Ten” e “Facemelter”. Per quanto riguarda la canzone perfetta, sceglierei “Forever”, ha molto delle nostre migliori caratteristiche – energia, melodia e passione.

Quali sono i prossimi progetti per gli Y&T? Forse un nuovo album?

Si, l’anno prossimo ci prenderemo del tempo per scrivere per il nuovo album degli Y&T. Stiamo anche pensando ad un nuovo DVD live nel futuro prossimo. E, sicuramente, saremo in tour tutto il tempo perché è quello che più ci piace fare.

Siete attivi dal 1973, se potessi tornare indietro, cosa faresti di diverso?

Sicuramente, se avessi saputo quello che so ora, avrei preso alcune decisioni diverse sulla nostra carriera. Ma la cosa più importante che avrei fatto diversamente è che avrei rifiutato di farmi dire di non fare più tour negli UK e in Europa dopo il 1984. Quella decisione fu un grande errore del management e di alcuni membri della band. Penso che le cose sarebbero state diverse per noi se fossimo tornati tutti gli anni, invece di aspettare fino al 2003 per ripresentarci dopo i tour del 1982 e 1983.

Nel 2011 la musica rock ha dovuto dire addio a Phil Kennemore, bassista del gruppo e tuo amico. Puoi condividere con noi qualche ricordo del tempo che avete passato insieme?

Tanti bei momenti e molti ricordi sono stati condivisi con Phil e i ragazzi della band. Era un ottimo paroliere, aveva un ottimo orecchio per le melodie, ma la cosa più importante è che era soprattutto un ragazzo con cui divertirsi. Io e lui avevamo pensavamo sempre al miglior interesse per la band e abbiamo condiviso la crescita degli Y&T durante tante decadi e i cambiamenti del music business. Mi manca, ma lo ricordiamo ogni sera perché continuiamo a far crescere la band.

Hai mai pensato di sciogliere gli Y&T dopo l’accaduto?

L’ho pensato solo per un momento, quando Phil stava combattendo contro il cancro. Ma dopo molte riflessioni e discussioni con Phil sapevo che la cosa migliore da fare era tenere viva la musica e continuare a girare in tour e suonare quelle grandi canzoni che abbiamo scritto, e continuare a scrivere.

Tra tutti i grandi artisti con cui hai collaborato, quali sono le band (o i progetti) a cui sei più affezionato?

Troppe collaborazioni da ricordare, ma alcune delle più rilevanti sono state con Sammy Hagar, Ronnie Montrose, Neal Schon, Stef Burns, Geoff Tate, Vinny Appice e i ragazzi della mia band solista nei primi anni 2000.

Dai sempre il massimo nei tuoi concerti, cosa ti fa essere ancora così carico dopo tutti questi anni?

La necessità di suonare dal vivo scorre nelle mie vene. Adoro il contatto con il pubblico durante gli spettacoli, molte volte si tratta di momenti magici. E’ una cosa che non delude mai, non importa come posso sentirmi prima di salire sul palco, l’energia e l’amore per il mio lavoro di musicista prende il sopravvento appena suonata la prima nota.

Il 7 ottobre sarà la vostra prima volta a Roma, avete aspettative particolari per questo live?

Si, mi aspetto che sia uno show speciale. Molti della mia famiglia italiana viaggeranno per vederci suonare per la prima volta. Ho sentito dire da altri musicisti che il pubblico a Roma è meraviglioso, quindi sono convinto che andrà molto bene. Sarà un ottimo modo per iniziare il nostro tour Europeo del 2014.

Suonate spesso a Bellagio, sul lago di Como. Avete qualche legame particolare con questo posto?

Si, abbiamo un amico a Bellagio, Aurelio Gandola. Ha fatto un ottimo lavoro nel portare il nostro stile rock in quella regione ed entrambi gli show che abbiamo fatto sono stati grandi.

Sappiamo che ti piace il cibo italiano, avremmo quindi una domanda personale da farti: se nominiamo, appunto, “Aurelio”, a quale piatto pensi?

Risotto.

Grazie davvero per aver risposto alle nostre domande. Non vediamo l’ora di vederti a Roma assieme agli Y&T!

Anche io.

English Version:

First of all thank you very much for agreeing this interview! It’s an honor for us to get to talk to you.
1. Let’s start from the beginning: how has your passion for music grown, what can you recall from your early age?

As far back as I can remember I have had music in my life. It started by playing records at home when I was just a small child. At 10 years of age, I decided to try my hand at being a musician and played accordion for 2 years. That just didn’t feel right to me and I lost interest quickly. When I turned 16 I had a deep desire to play guitar so I bought a very inexpensive electric guitar, taught myself, and never stopped playing. Within 4 years of picking up the guitar for the first time, I was signed to my first record contract. Since then, I have continued to make CDs and tour every year.

Music continues to be a large part of my life, even when I’m not touring. I always have music playing in the background all day long and I still have a big passion for it.

When did you decide to form Y&T?

The band formed and started writing original compositions in January of 1974.

Can you tell us which was the turning point of Y&T career? How did the band become huge?

In the mid 70s Y&T became quite popular in Calfornia and in pockets of the US as we toured on our first 2 records. But because of a bad record company deal and poor management, it took until 1982 before we really started to take off. While recording the Black Tiger record in England, we took a few weeks off and started to tour the UK, which was amazing and created a lot of attention for us. This lead to a major agent booking our tour and we were placed in the direct support slot on the Reading Festival after only a few weeks on the road. That festival got the attention of AC/DC and we were asked to tour with them for their UK and European tours in the fall/winter of 1982. That was one of the biggest breaks for us because within 1 year we became headliners in the UK and started our following throughout Europe.

Our popularity in the US grew after the release of the singles Meanstreak, Rescue Me, Don’t Stop Running and Summertime Girls. We toured the US with many bands over the course of 1983 through 1986. Some of those tours were with Dio, Twisted Sister, Rush, Aerosmith, Motley Crue, and a few others. That, along with popular videos on MTV helped to cement our following in the US.

Y&T was an inspiration for all of the bands to come; which bands (or musicians) did you look at instead, (both as a guitarist and as a singer)?

My love of rhythm and blues and rock made for many varied types of influences. On guitar some of my influences in the early days were guys like Hendrix, Duane Allman, Dicky Betts, Leslie West, Jeff Beck, Jimmy Page, Billy Gibbons, and many others. On vocals I was influenced by mostly bluesy singers like Paul Rodgers, David Coverdale, Ronnie Dio, Sammy Hagar, and r&b singers like Marvin Gaye and James Brown.

What kind of music do you listen to nowadays, is there any new band you really like?

I listen to mostly rhythm and blues, and Jazz. Also rock and classical. I have too many favorites, but lately I have been liking Electric Mary, and It Bites, among others.

We’ve seen the descending path of the music business and usually responsibility falls upon the internet. What do you think about it?

I think the internet has both hurt and helped bands. It helps bands with direct contact to the fans via websites and social networking, plus allows a band to generate their own publicity and tour schedules.

Of course, independent record companies came in around the 90s and changed a lot of things. No longer are bands getting large record deals and receiving tour support monies, so it makes it much more difficult to play shows around the world.

But for a band like us, that already had a following before all of these changes, the net and independent record companies have actually worked in our favor.

What do you recall with most pleasure from the ‘70s/’80s? Do you miss anything of that?

How we tour nowadays is much better than the 70s or 80s ever were. Having said that, there was a certain excitement to those days that will never be repeated as we were looking around every corner for our big break. Many people tell you the climb to the top is the best part and it certainly was fun and weird. However, I am enjoying the last decade as much as the early days. It’s a different type of excitement and fulfillment. One that is simply about enjoying the fans and playing our best every night with passion and energy. No worries about fighting our way to the top of the charts or having to listen to record company executives tell us how we should write songs. Now we are free to do as we wish and it’s awesome.

Is there a record, or a song, you’re most proud of?

I like all our records for different reasons but if I was to pick 3 I might choose Black Tiger, 10, and Facemelter. As fars as the perfect song, I would choose Forever s it has a lot of what we do best – energy, melody, and passion.

Is there any plan for the future with Y&T? Maybe a new album to come?

Yes, next year we will take some time to write for a new Y&T album. We also look forward to a new live DVD in the near future. And of course, touring all the time because that is our favorite thing to do.

You’ve been around since 1973, if you could turn back time, what would you do differently?

Certainly, if I knew what I know now, I would have made a few different decisions with our career moves. But the most important thing I would have done differently is I would have refused to get talked into stopping touring the UK and Europe after 1984. That decision was a huge mistake from management and a few of the band members. I believe things would be quite different for us if we had just come back every year and not waited until 2003 to come back again after the 1982 and 1983 tours.

In 2011 rock music had to say goodbye to Phil Kennemore, bass player of the band and a friend too. Can you share with us any memory of the time you spent together?

Great times and amazing memories were shared with Phil and the guys in the band. He was a quality lyricist, had a great ear for melodies, but more importantly he was mostly a fun guy to hang out with. He and I had the best interests of the band always in mind and we shared in the growth of the band through many decades and changes in the music business. I miss him, but celebrate him every night as we continue to grow the band.

Have you ever thought about ending Y&T after that?

Only for a moment as Phil was battling cancer did I think that. But after much reflection and discussion with Phi I knew the best course of action was to keep the music alive and continue touring and playing these great songs we’ve written and continue to write.

Among all the great stars you’ve jammed with, which are the bands (or projects) you’ve enjoyed the most?

Too many jams to remember, but some of the highlights were with Sammy Hagar, Ronnie Montrose, Neal Schon, Stef Burns, Geoff Tate, Vinny Appice, and the guys that were in my solo band in the early 2000s.

You always give as much as you can in all of your concerts, and that’s a lot! What keeps you still so energetic after all these years?

Playing live is in my blood. I love the connection to the audience at the shows, which many times makes for magical moments. It never fails that no matter how I may feel before going onstage, the energy and love of being a musician takes over after the first notes are played.

On the 7th of October it’s gonna be your very first time in Rome, do you have any expectation from the show?

Yes, I’m expecting it to be a special show. Many of my Italian family will be travelling to see us play for the first time. I have heard from other musicians that the crowd in Rome is great so I am hopeful it will go very well. It will be a nice way to start our 2014 European tour.

Bellagio (Como Lake) is not a new venue instead, do you have any connection with that city?

Yes, we have a friend from Bellagio, Aurelio Gandola. He has done a great job bringing our style of rock to the region and both shows we played there were great.

I know you love Italian food, so I’d like to end with a personal question: if I say “Aurelio”, which dish are you thinking of?

Risotto.

Thank you very, very much for answering our questions! We’re looking forward to see Y&T in Rome!

I am as well.

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