Mindcrime Band del Mese su Rome by WildInterviste Nazionali 

Mindcrime: la nostra band

I Mindcrime sono stati selezionati come band dallo staff di Rome by Wild. Dopo averli ascoltati per tutto il mese di Dicembre sulle pagine di Rome by Wild siamo andati a conoscerli più da vicino con questa interessante intervista tutta per voi.

Quando vi siete formati con il proposito di fare cover dei Queensryche, avevate già in mente di virare su un progetto originale con il tempo?

No. All’inizio l’idea era soltanto quella di mettere su una tribute band ma la passione nel suonare insieme è stata tale, che il resto è venuto da sé.

Come è nato il nome Mindcrime?

Ovviamente dal disco “Operation: Mindcrime” che era (e rimane tuttora) uno dei nostri dischi “all time favorite”.

Alcuni di voi, in particolare Bruno (voce), Dario (batteria) e Maurizio (chitarra) già si conoscevano da tempo per i trascorsi negli ancora attivi SOS, come è nato il connubbio con Adriano (basso) e Michele (l’altro chitarrista)?

Tramite annunci su siti e community musicali. Cercavamo elementi che avessero sia la nostra stessa passione per la band di Seattle, sia l’intenzione di mettere su il progetto con il medesimo impegno… e col senno di poi, possiamo dire che è andata anche meglio del previsto!

Trovate fastidioso l’accostamento a gruppi come i Queensryche o per voi è un complimento?

In linea di principio non rinneghiamo le nostre radici, né vogliamo a tutti i costi “fare gli originali”, visto che in fondo è stato proprio grazie a un genere così particolare come il prog che siamo riusciti ad unire le nostre differenze individuali in fatto di gusti e tendenze musicali. Ma ciò non toglie che ci dia fastidio chi (riteniamo più che altro per pigrizia) tende ad etichettare qualsiasi cosa per partito preso.

Di quale band vi piacerebbe aprire un concerto?

Ce ne sono tante! Se parliamo di chimere, ovviamente siamo molto legati alle band anni 80 e 90, ma in questo periodo ci vengono in mente i nostri amici DGM (fantastici!) dei quali siamo fan sfegatati, o i magnifici Treshold… o anche gli Evergrey o i Nightwish, tutte band che condividono il nostro gusto musicale.

E’ da poco uscito il vostro primo album “Checkmate the king”, ce lo raccontate?

Certo. E’ un disco nato in sala prove e cresciuto grazie alle nuove tecnologie. Nel senso che i riff raccolti dalle due chitarre Michele e Maurizio su supporto digitale, già da tre anni a questa parte, sono stati elaborati nel tempo insieme agli altri e quello che ne è venuto fuori è un album che parla di amore ed emozioni in tutte le loro forme. Da quando ce n’è in abbondanza (come su “Flying in the wind”) a quando scompaiono del tutto, offuscando perfino il senso comune delle cose (come in “War in the name of peace”). Lo “Scacco al Re” a cui si riferisce il titolo, è in questo senso un riferimento all’abbandono di ogni tipo di strategia, in favore della spontaneità presente in ognuno di noi.

Siete soddisfatti della produzione dell’album? A noi sembra ottima, a parte forse per i suoni di batteria, un po’ troppo semplici rispetto al genere proposto, che ne pensate?

Onestamente, dobbiamo dire che quando abbiamo cominciato a registrare i brani, non eravamo partiti con l’intenzione di produrre qualcosa da distribuire in grande stile, quanto piuttosto dimostrare a noi stessi che eravamo in grado di suonare quello che volevamo, e di farlo bene. Poi l’entusiasmo per il risultato da parte della nostra giovane casa discografica (Red Cat) ha fatto il resto e, per così dire, ci ha colto un po’ impreparati. E’ stata decisamente una sorpresa… che seppure piacevole, rimane pur sempre una sorpresa.

Le recensioni sul vostro album sono tutte positive, compresa quella della rivista Rock Hard, cosa vi aspettate quindi da questo disco?

Come già detto, davvero non ci aspettavamo nulla da questo disco. Per cui leggere tutti i commenti e le varie recensioni che sono state fatte, da un lato ci ha fatto ovviamente molto piacere e dall’altro ci stanno tuttora spingendo a fare di più… ma soprattutto ancora meglio!

Siete tutti musicisti attivi da molto tempo e non più adolescenti, vi capita mai di pensare ancora al “sogno musicale”?

Se per “sogno musicale” si intende quello del bambino che immagina di essere una rockstar, imbracciando una racchetta da tennis davanti allo specchio, no.

Se invece parliamo della passione che ti fa svegliare nel cuore della notte a registrare un motivo che ti è entrato nella testa perché hai paura che da un momento all’altro possa scomparire, allora si.

Se doveste dare un consiglio alle nuove leve, (quelle band che magari si formano tra i banchi di scuola), pensate sia ancora possibile credere in una professione fatta di musica?

Certo che è possibile.

Come band, consigliamo ai ragazzi di avere prima di tutto un progetto preciso, comune e condiviso. Niente atteggiamenti tipo “va bene tutto, basta che si suona” o non si va da nessuna parte. Mentre per chi ha intenzione di lavorare come strumentista (o tournista che dir si voglia) tanta passione per lo strumento, tanta disciplina nello studio, tanta faccia tosta… e tanto, ma tanto pelo sullo stomaco!

Siete una delle poche band romane che potrebbero competere anche a livello nazionale ed internazionale. Quali sono secondo voi i motivi per cui a Roma si fatica così tanto a trovare proposte musicali di qualità come la vostra?

Prima di tutto grazie mille davvero per i complimenti, ma non crediamo affatto sia così difficile trovare delle proposte musicali valide. Tanto per dire, qualche settimana fa abbiamo fatto una serata con due gruppi di ragazzi giovanissimi e in gamba… ci hanno impressionato sul serio! Forse a Roma, più che gruppi musicali validi, mancano delle location adeguate per permettere loro di esprimersi.

Avete date in programma fuori dalla capitale?

Per il momento ancora no. Siamo attualmente in standby, ma comunque sia, anche valutando delle proposte interessanti per la prossima stagione.

Per quanto riguarda i progetti futuri state già lavorando ad un nuovo album (o quantomeno ci state pensando)?

Si, abbiamo un sacco di pezzi nuovi in cantiere. E in tal senso avremmo intenzione di inserire, come nuovo elemento, un tastierista nella band. Ancora non è sicuro al 100%, ma ci piacerebbe.

Pensate di discostarvi dalle influenze dei Queensryche nei prossimi lavori o la cosa non vi preoccupa affatto?

Guarda, noi non pensiamo affatto di essere così influenzati dai Queensryche. Che ti dobbiamo dire, forse siamo noi che non ce ne accorgiamo… ma comunque sia, la cosa non ci toglie di certo il sonno.

Per concludere vi ringraziamo per questa intervista e vi chiediamo di rivolgere un saluto “alla Mindcrime” ai lettori di Rome by Wild…

Grazie a voi! Un caro saluto a tutti i Wilders della capitale e ricordate che, come dice il proverbio, “senza musica non si fa festa”. Rock on! \m/

Related posts

Lascia un commento

Il commento è in attesa di approvazione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.