Serata di apertura del rock 'n art @ Locanda BluesInterviste Operatori di Settore 

Riccardo Nifosì: vi racconto il mio Rock ‘n Art

Prima di tutto vorrei ringraziarti per quest’intervista che ci permette di sapere qualcosa di più sul backstage della manifestazione Rock ‘n Art e guardare più da vicino cosa succede nel mondo musicale emergente.

Quando è nata l’idea di Rock ‘n Art?

Beh, diciamo che non è semplicissimo attribuire un momento ben definito alla nascita dell’iniziativa. Per molto tempo ho valutato la possibilità di unire in un solo evento arti figurative e musica rock,
ma inizialmente non pensavo di andare oltre un singolo evento, una solo data.
L’occasione si è presentata per la prima volta nell’aprile 2013 dopo aver fissato una serata al Cross Roads Live Club per il 23 maggio durante la quale avrei dovuto esibirmi con il gruppo con il quale suonavo.
Dovendo sopperire alla necessità di garantire un grande evento ad un’altrettanto grande location ho pensato di contattare altre due band e fornire un contesto diverso dal solito.
Il contesto era Rock ‘N’ Art. Ho iniziato a proporre a numerosi pittori, fotografi, tatuatori di esporre le loro opere durante la serata.
Il risultato è stato incredibile: giovedì, biglietto d’ingresso a 10 euro e 130 ingressi.
Da lì ad un mese l’evento è stato riproposto alla Locanda Blues con risultati simili, cosa che ha generato un ottimo feedback positivo, fatto che mi ha permesso di pensare per la prima volta di rendere Rock ‘N’ Art
una vera e propria iniziativa, un appuntamento e una festa per tutti coloro che volessero prenderne parte.

Quali difficoltà hai dovuto affrontare per poter portare avanti il progetto?

Tutte quelle legate alla promozione e organizzazione di una realtà neonata e naturalmente alla collaborazione con i locali.
Garantire pubblico sia agli artisti che ai locali, creare situazioni favorevoli studiando le programmazioni della stagione, abbinare band con sonorità e caratteristiche affini, variare il contenuto delle esposizioni,
ma anche cercare riconoscimenti della comunità che si è sviluppata nell’underground, l’appoggio di riviste e webzine, servizi fotografici e reportage per fornire una vetrina valida e degna dell’ambizione del progetto.
In fin dei conti tuttavia non posso certo affermare di aver avuto problemi insormontabili ed il bilancio dopo 2 anni è sicuramente positivo al 100%

Come nasce la collaborazione tra Rock ‘n Art ed i vari artisti (che siano musicisti o pittori o di altra natura)?

In modo abbastanza semplice. Gli artisti sono Rock ‘N’ Art, a volte io trovo loro a volte loro trovano me.
Quando si hanno interessi in comune la sintonia nasce spontanea, come anche la voglia di dare vita insieme a qualcosa di unico.
Frequento o mi tengo in contatto con tutti i ragazzi che hanno preso parte ai vari appuntamenti della rassegna cercando per quanto possibile di continuare a promuovere il loro lavoro e studiando insieme nuove soluzioni per spettacoli ed eventi. Per i più “affezionati” è diventato praticamente scontato suggerire idee o riproporsi per eventi futuri.

Qual è stata la risposta da parte del pubblico in una città difficile per la musica come quella di Roma?

Non so dare una risposta netta; in fin dei conti mi sono mosso su un’ area limitata (Roma Nord) ed ho iniziato da così poco tempo da non poter dire di avere una visione chiara dell’impatto di Rock ‘N’ Art.
Per quanto ho potuto sperimentare fin ora non posso che ringraziare il pubblico che ha reso unici gli eventi organizzati e che ha innescato un discreto passaparola. Niente di incredibile, ma mi è capitato
in un paio di occasioni di incontrare persone che mi hanno riconosciuto come “quello di Rock ‘n’ Art”.
Inoltre la fetta di pubblico partecipante non è ristretta a giovani direttamente interessati, ma si allarga con numerosi curiosi di tutte le età che di volta in volta prendono parte agli eventi.

La scelta di affiancare altre arti alla musica ha una radice nella difficoltà di attirare pubblico con i live di genere Rock?

Si e no. Per intenderci…Come ho già spiegato raccontando della nascita di Rock ‘N’ Art come iniziativa, l’idea di affiancare arte e musica mi piaceva da prima di iniziare ad organizzare queste serate, quindi affermare che abbia una radice nella necessità di allargare la portata del singolo evento non sarebbe corretto. Tuttavia proprio questa fusione puà essere identificata come la causa del successo di Rock ‘N’ Art, disponendosi col tempo come un meccanismo perfetto per attirare il pubblico.

Hai trovato facilmente un luogo capace di accogliere il progetto?

Si. Per tutta la stagione 2013/14 ho sfruttato la mia posizione di direttore artistico della programmazione “band emergenti” al Cross Roads per ospitare Rock ‘N’ Art a cadenza mensile. Un altro palco ormai legato all’iniziativa è senza dubbio quello della Locanda Blues che ha ospitato le ultime due date della passata stagione e ospiterà quella di apertura 2014/15 che si terrà il 16 ottobre.
Per limitare i problemi di gestione e organizzazione ho dato seguito agli appuntamenti di Rock ‘N’ Art solo in queste due location, ma spero con il tempo e complice una consolidata capacità di organizzare e raccogliere successi, di allargare sempre di più il campo d’azione.

Qual è il bilancio di Rock ‘n Art fin qui?

Come accennato prima è assolutamente positivo, con 11 eventi realizzati direttamente, 28 in collaborazione tra cui anche un evento di beneficenza dello scorso giugno, almeno 30 band e 20 artisti coinvolti
e con un pubblico che oscilla tra un minimo di 100 e un massimo di 260 persone, nuovi partner, nuove proposte e possibilità.

Dobbiamo aspettarci qualche cambiamento per la prossima stagione rispetto alla precedente?

Nessun cambiamento sonstanzioso, forse soltanto una riduzione del numero di eventi.
Diciamo che inizio a preferire la qualità della proposta mirando ad eventi unici a scapito di una nota fissa sul calendario degli eventi romani.

Cosa puoi dirci della serata inaugurale della stagione?

Sarà una vera e propria festa. Sul palco della Locanda Blues due band fresche di registrazione del loro primo album. Sono gli Stable Noise e gli Edward Johnson & The Great Escape che hanno già partecipato ad una delle serate free stage a Cross Roads durante la scorsa programmazione. Sonorità decisamente stoner rock, per quanto non si possa definire lo stoner un vero genere, non mi sento di attribuirgli un aggettivo diverso.
Dunque si…presentazione di questi due progetti inediti assolutamente degni di nota, la ovviamente immancabile mostra d’arte con nuove e vecchie conoscenze, birra, arte e rock ‘n’ roll. Same old story.
Questa volta dopo un anno risalgo sul palco di Rock ‘N’ Art come artista per inauguare la stagione insieme ai ragazzi. Il divertimento rimane il concetto di fondo che lo si voglia vedere dalla mia prospettiva di organizzatore, da quella degli artisti o da quella dei gestori dei locali, ognuno ha da guadagnarci.
Quindi cosa posso dirvi riguardo alla serata inauguarale? Più siamo e meglio è!

Come direttore artistico di un evento di grande portata, come valuti la qualità artistica delle proposte musicali del così detto mondo underground?

(ahaha ci vorrebbe un’intervista solo per questa domanda) Le proposte artistiche sono davvero infinite, valutarle tutte è impossibile. Credo tuttavia che ci sia una distinzione semplice da fare, ovvero tra proposte valide e proposte non valide. Non ho la giusta esperienza e tanto meno la presunzione per dare un giudizio o un voto al tipo di prodotto proposto, ma sono sicuramente più che competente nel definire ciò che è fatto con mestiere e serietà professionale e distinguerlo da proposte di band senza capo ne coda, senza esperienza e che non riconoscono i propri limiti. Personalmente ho un debole per progetti con sonorità legate al rock classico al blues e al metal cosa che mi rende decisamente più critico verso chi si propone con questi generi.
Credo comunque che il mondo dell’underground offra un numero davvero elevato di band molto molto valide e motivate e questo è senza dubbio uno degli elementi che permettono ad un’iniziativa come Rock ‘N’ Art di andare avanti.
Preferirei smettere di organizzare piuttosto che vendere spazzatura per musica.

Ad oggi l’offerta di band è enorme, ma il pubblico continua ad essere il grande assente dei nostri live. Pensi sia possibile avere uno spazio per tutti?

“Pubblico il Grande Assente” ci si potrebbe scrivere un libro. Io ho molte idee sul perchè del fallimento di alcuni eventi. E senza dubbio è un problema tutto italiano, ma dare la colpa ad una realtà sociale mi sembra riduttivo e stupido.
Ogni volta che un evento non funziona una della parti coinvolte ha la “colpa”, ma per tagliare dico solo che ogni “evento deserto” è dovuto ad “errori di valutazione”.
Quindi rispondo che si, è possibile avere uno spazio per tutti, anche all’interno della stessa rassegna Rock ‘N’ Art, ma per non commettere “errori di valutazione” le band devono fidarsi e non farsi prendere dalla fretta di esibirsi, devono evitare di nascondere la prossimità di più date, in modo che chi organizza abbia una visione chiara e possa potenziare l’evento con magari un’altra band o se lo ritiene necessario negare una data troppo ravvicinata ad un’altra.
Se non si può lavorare con la fiducia reciproca quello che nasce come un pretesto per festeggiare e divertirsi divnta un campo di battaglia rovinando ogni buon proposito, come ho visto succedere molte volte, fortunatamente in situazioni non me o Rock ‘N’ Art in prima persona.

Il Rock ‘n Art è aperto a sole band romane o richiama anche band da tutta Italia?

Ahimè per ora soltano a band del Lazio. Non riesco ancora a fare del tutto a meno del pubblico portato dalle band che si esibiscono di volta in volta. Ho intenzione di iniziare ad affiancare band di altre regioni a band romane e forse nel corso di questa stagione potrebbe già succedere, ma non posso assicurare nulla.

Tornando al Rock ‘n Art, quali sono i tuoi progetti a lungo termine?

Primo su tutti trovare collaboratori e partener in grado di assicurare un futuro all’iniziativa, anche un appoggio finanziario che renda superfluo strappare ai locali le condizioni per ogni serata, che mi permetta di sviluppare una pubblicità degna di nota e mantenere un ufficio stampa, ma anche per affittare spazi in modo indipendente, valorizzare di più l’aspetto delle mostre trovando location più idonee.
Tanti propositi e pochi veri progetti. Il vero progetto a lungo termine è molto più ambizioso di quanto abbia il coraggio di affermare quindi magari quando si compirà dirò “Ehi, comunque era questo il mio progetto a lungo termine!”

Grazie ancora a Riccardo Nifosì, direttore artistico di Rock ‘n Art.

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