2 agosto 1951 - nasce Joe Lynn TurnerNews 

Joe Lynn Turner: ricoverato in ospedale per infarto

Joe Lynn Turner è stato ricoverato in ospedale a Minsk, in Bielorussia, per un infarto. La notizia è stata data da diverse agenzie di stampa della zona, che hanno anche dichiarato che le condizioni del cantante, che ha 66 anni, sono stabili e che continua ad essere in cura. Anche un altro ex cantante dei Rainbow, Graham Bonnet, ha pubblicato un breve stato su Facebook a riguardo.

Di seguito lo stato facebook di Graham Bonnet:

“Il mio amico Joe è stato ricoverato in ospedale a Minsk con un problema cardiaco ieri sera a Beth-Ami, io e il resto della Graham Bonnet Band gli auguriamo una guarigione completa e veloce. Ti amiamo, Joe“.

Ovviamente anche noi di Rock by Wild gli auguriamo una pronta guarigione.

Durante i suoi esordi con i Fandango, Joe Lynn Turner viene notato da Ritchie Blackmore, il quale lo vuole come sostituto di Graham Bonnet nei Rainbow nel 1980. Con i Rainbow inciderà tre dischi di gran successo: “Difficult to Cure“, “Straight Between the Eyes” e “Bent Out of Shape“.
Con la reunion dei Deep Purple nel 1983, i Rainbow si sciolgono e Turner inizia la sua carriera solista circondato da session man importanti come Bobby Messano. Il primo disco solista si intitola “Rescue You” ed è un classico album di AOR classico e dalle ricche melodie.
Fra il 1984 e il 1988 si dedica al tour solista e alla stesura di nuovi pezzi che vedranno solo la luce nel disco “Sunstorm” del 2006, ed infine alla collaborazione con alcune artiste AOR come Bonnie Tyler, Cher e Lee Aaron.
Nel 1987 inizia il suo rapporto di lavoro con il virtuoso chitarrista svedese Yngwie J. Malmsteen col quale canterà sul best-sellerOdyssey” e sul live “Trial by Fire – Live in Leningrad“.
Nel 1988, dopo l’ennesimo litigio con Blackmore, Ian Gillan lascia i Deep Purple e Turner viene invitato dal chitarrista ad unirsi al gruppo, il risultato è “Slaves & Masters“, un album dal suono ibrido, a metà tra i Deep Purple d’annata e i Rainbow più AOReggianti del periodo Turner, un lavoro di ottima fattura che tuttavia raccolse molte critiche e pareri negativi, soprattutto da parte dei fan più oltranzisti della band, ancorati al sound di album come “Fireball” e “Machine Head” e piuttosto restii all’idea di trovare un’ugola diversa da quella di Gillan dietro il microfono.
Nel 1992 Turner venne dunque allontanato su pressione del resto del gruppo (e dei fan) che rivolevano Gillan; Turner diede dunque un seguito alle sue prime esperienze da solista e prese parte ad un gran numero di collaborazioni con musicisti e band del calibro di Glenn Hughes (nello Hughes-Turner Project (HTP)), Nikolo Kotzev (sia da solista che con i Brazen Abbot), Jim Peterik (con i Sunstorm) e Akira Kajiyama.

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