Live Report Internazionali 

Kee Marcello & Neil Murray @ Porky’s Garage – 25 05 2014

Domenica 25 maggio, primo evento internazionale per il nuovo locale Porky’s Garage, e chi meglio di due nomi illustri del panorama mondiale come Neil Murray e Kee Marcello?
Vabbè dai, per quei pochi distratti ricordiamo il primo, principalmente bassista dei Whitesnake e Black Sabbath e il secondo, il chitarrista che sostituì John Norum negli Europe nell’86/87, all’apice del loro successo durante il “The Final Countdown” tour.

Arrivato al Porky’s Garage noto subito con piacere che già un’ora prima del concerto il pubblico non è poco, mi dedico però ai primissimi saluti e poi subito via a riprendere aria fuori dal locale. Chi mi conosce bene sà il mio odio per il caldo, e ieri si cominciava decisamente a far sentire, quindi non ho potuto fare a meno di prendere ossigeno prima di immergermi di nuovo nell’afa del locale.
Questo avviene alle 22:15, quando la band di apertura, gli Hearts of Stone, cominciano a coinvolgere il pubblico con le cover ben fatte degli Europe. Il mio non apprezzamento verso le tribute band non è un segreto, sono rarissime quelle di cui concordo questa scelta… quando si esibiscono in un contesto come questo, però, potrebbero anche andar bene. In questo caso addirittura mi sono piaciuti anche più della band headliner! Ebbene si, anche se si tratta di musicisti come Neil Murray e Kee Marcello.

Gli Hearts of Stone eseguono alla perfezione i brani della band svedese, attingendo dagli album “Wings of Tomorrow”, “The Final Countdown” e “Prisoners in Paradise”. Un solo brano era previsto dal primo album, la suggestiva “Seven Doors Hotel” che purtroppo è stata tolta dalla scaletta all’ultimo momento. Così dall’iniziale “Stormwind” fino all’immancabile “The Final Countdown” ci si imbatte in brani come “Let The Good Times Rock”, “Scream of Anger”, “Ready Or Not”, “Ninja”, “Tower’s Calling”, la sempre bellissima semi ballad “Open Your Heart”, “On The Loose”, “Danger On The Track”, “Sign Of The Times”, “Girl From Lebanon”, “Cherokee” e, in chiusura, “More Than Meets The Eye”, dove viene invitato sul palco ad imbracciare il suo strumento proprio l’ospite della serata Kee Marcello.
Stranamente non era in scaletta la bellissima e famosissima “Carrie”,forse sarebbe stato il caso di inserirla al posto di una molto meno famosa della band, ma va bene lo stesso e infatti il pubblico applaude più che soddisfatto.

E’ ora il turno degli attesissimi ospiti della serata. Il repertorio prevede quasi tutte cover, si parte con “Rock The Night” degli Europe, “Tie Your Mother Down” dei Queen e “Ready An’ Willing” dei Whitesnake, in particolare, nel mezzo di quest’ultimo brano, il richiestissimo batterista italiano Pino Liberti esegue un breve, ma bel solo di batteria. “Dog it Dog” e “Coming Home” sono invece prese da due degli album solisti di Marcello.
Il pubblico sembra apprezzare, ma non il sottoscritto. Non sono rimasto molto colpito dal concerto in sé, né tantomeno dalla voce di Kee Marcello. Sarà che le linee vocali dei brani degli Europe (e specialmente dei Whitesnake) non possono essere interpretate che da una super voce. Si, ok, il chitarrista possiede un buon timbro sporco, ma niente più.  Neil Murray poi, dal canto suo, se ne sta per tutto il concerto in disparte, dando l’ impressione di timbrare il cartellino.
Si prosegue con “Fool For Your Loving” (Whitesnake) e “Love Will Tear Us Apart”, dall’ultimo album solista del chitarrista. “Superstitious” è stata da me gradita fino a quello che reputo uno dei più bei soli di chitarra di sempre, poi però, nella parte centrale, viene rovinata con un break in tempo reggae per l’inserimento di una “No Woman No Cry” di Bob Marley, cantata insieme al pubblico.
Si arriva verso la fine del concerto con “Here I Go Again” (Whitesnake), mentre, anche per loro come per la tribute band degli Europe, viene tolto un brano dalla scaletta. In questo caso si tratta di “We Go Rockin’” degli Easy Action,la prima band di Kee Marcello, e questo e’ un vero peccato – band e disco eccezionale, da riscoprire!!!

A questo punto i musicisti scendono dal palco per una manciata di secondi e risalgono subito per il bis finale con una inutile e ridondante “The Final Countdown”, già eseguita, ed anche meglio, dagli Hearts Of Stone. Per aggiungere carne al fuoco poi c’è stata la delusione di un Neil Murray in fuga verso l’hotel subito dopo il concerto, niente foto e autografi quindi, come invece avvenne qualche anno fa dopo una sua esibizione. Segno anche questo, come accennato in precedenza per la sua freddezza sul palco, di qualcosa che forse non lo ha soddisfatto a pieno (n.d.r. abbiamo saputo poi che si è trattato di problemi con l’amplificazione), al contrario di un Kee Marcello invece, questa volta “lucido”, che si è trattenuto con i fans fino a tarda notte.

P.S. Un saluto ad Alfredo Trojse a cui dedico queste “due righe”.

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