Recensioni Nazionali 

Recensione di Labyrinthus Noctis – “D.U.N.N.O.S.”

La band esordisce nel 2002, rinascendo con una nuova formazione e diversa visione musicale dalle ceneri dei Forever Fallen Darkness, ma nonostante tutti questi cambiamenti la band non si distrae e ci ritroviamo ora a commentare la loro ultima produzione, datata 2011, “D.U.N.N.O.S.” (che sta per “Dark Unknown Nonreflective Nondetectable Objects Somewhere”)

La traccia d’apertura dei Labyrinthus Noctis, che tralaltro ho scoperto essere una sorta di regione del pianeta Marte, ci regala le prime sensazioni ed il primo riferimento di genere che è sicuramente di tinte gothic-doom, genere che rimarrà per tutta la durata del disco, salvo riservarci dei momenti un po’ più elettronici e classici. La band pare essere per certi versi lontana dai soliti canoni di questo genere, il che può piacere e non piacere come tutto del resto, ma di certo è un punto a favore dei Labyrinthus Noctis in quanto a personalità ed originalità nell’esecuzione.
Il disco, nonostante la durata piuttosto lunga dei brani che lo compongono scorre via in maniera piuttosto scorrevole, poiché la band spazia molto e ci propone riferimenti stilistici diversi ed interessanti.

Meritano una citazione a parte la magistrale cover di “She Said Destroy” dei Death In June e la particolare scenografia che i Labyrinthus Noctis adoperano nei loro concerti, con un manichino alieno come cantante e frontman, al quale viene data voce dalle varie persone che collaborano con questo progetto.
Concludo dicendo che “D.U.N.N.O.S.” è sicuramente un ottimo prodotto, tuttavia come spesso accade un più accurato lavoro a livello di produzione avrebbe potuto renderlo ancora migliore, ma per questo c’è sempre tempo per migliorare e quindi restiamo sintonizzati.

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