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Morrissey: la copertina provocatoria del suo nuovo album “Low In High School” in uscita il 17 Novembre 2017

Low In High School” è il nuovo album di Morrissey in uscita il 17 novembre prossimo. Recentemente ne è stata pubblicata sui social la copertina che ha subito scatenato clamore e polemiche. L’immagine ritrae, infatti, un bambino (si tratta del figlio del bassista di Morrissey, Max Lopez) con indosso una maglietta nera con la scritta “Morrissey” fuori dai cancelli di Buckingham Palace mentre tiene nella mano destra un’accetta e nella sinistra un cartello che recita: “Axe The Monarchy“, letteralmente: “Fai a pezzi la monarchia”. L’ex cantante degli Smiths, d’altronde, non è nuovo a dichiarazioni controverse riguardo la monarchia britannica. Morrissey non ha mai nascosto il proprio disprezzo nei confronti della famiglia reale, dei membri del governo e dei principali partiti politici del Regno Unito, spesso con invettive particolarmente dure.
Secondo quanto riferito da James Maker, amico di Morrissey, in un post su Facebook, Trade and Retail avrebbe invitato la casa discografica e Morrissey stesso a realizzare una copertina alternativa per l’album.

Morrissey è considerato tra i più importanti precursori e innovatori della musica indie e britpop, è ritenuto uno dei più grandi parolieri della storia della musica britannica e i suoi testi sono divenuti oggetto di studio accademico. Nel 2007, il quotidiano inglese Daily Telegraph l’ha inserito nella classifica dei cento geni viventi. Nel 2008 è stato invece annoverato tra i cento grandi cantanti di tutti i tempi, in una classifica stilata dalla rivista Rolling Stone. Giunto al successo, negli anni ottanta, come voce principale della band inglese The Smiths, nel 1987, dopo la separazione del gruppo, si avviò a una carriera solista durante la quale ha pubblicato diversi album, incrementando ulteriormente la propria popolarità a livello internazionale. Le sue opinioni sull’industria discografica, sul vegetarianesimo e i diritti degli animali, i suoi sferzanti giudizi nei confronti della Famiglia Reale Britannica e dei vari politici internazionali, lo hanno spesso visto protagonista nel dibattito pubblico.

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