Marco Mendoza @ Jailbreak - 15 04 2016Live Report Live Report Internazionali 

Marco Mendoza: Intimo e Suggestivo @ Jailbreak – 15 04 2016

Marco Mendoza, il bassista americano, torna in Italia per ben quattro date, prima di ripartire – nuovamente – in giro per l’Europa. Dopo L’Aquila, la seconda tappa di questo mini-tour ha luogo a Roma, più precisamente al Jailbreak. Ad accompagnare la band di Mendoza troviamo i Forevermore (cover band dei Whitesnake che da sempre affianca il bassista nelle date italiche), e gli Zerodiva, gruppo che negli ultimi anni si è fatto notare sempre più nella scena rock romana.

Forevermore

Il concerto, inizialmente previsto per le 21:30, prende il via un’ora più tardi.
 A scaldare i presenti – molti dei quali comodamente seduti ai propri tavoli – ci pensano i Forevermore. La loro presenza è più che sensata, del resto fra i (tanti) gruppi dove il bassista americano ha militato, uno dei più importanti è stato sicuramente quello dei Whitesnake.
 Nonostante l’ora un po’ tarda, molte persone sono ancora intente a gustarsi la propria cena: una visione che nessuno vorrebbe vedere dal palco poco prima di suonare. Tuttavia i Forevermore con “Give Me All Your Love” si presentano grintosi e in forma, seppur Carlo Catelli – cantante della band – riuscirà a dare il meglio di sé più nel finale che nella fase iniziale.
 Dopo le energiche “Slide It In” e “Judgement Day“, la performance di “Is This Love” è fortemente sentita dalla band, poiché dedicata ad un loro compagno scomparso, che con loro aveva dato vita al progetto Forevermore. E come anticipato prima, è su “Still of the Night” che Catelli mostra al meglio le sue doti vocali, con acuti da brivido, mentre scende dal palco per salutare i presenti: una chiusura col botto che lascia il pubblico visibilmente entusiasta. Ottima prova anche per il resto del gruppo, specialmente per i chitarristi Filippo e Federico Murgia. 
Che dire, se siete in qualche locale e sapete che troverete i Forevermore, potrete contare su una piacevole colonna sonora per la serata, specie se siete fan dei Whitesnake.

Setlist – Forevermore

1-Give Me All Your Love
2-Slide It In
3-
Judgement Day
4-
Is this Love
5-Ready and Willing
6-Here I Go Again
7-Still of the Night

Line Up – Forevermore

Carlo Catelli: voce
Filippo Murgia: chitarra
Federico Murgia: chitarra
Paolo Castellani: tastiere, voce di supporto
Leo Cuomo: basso elettrico, voce di supporto
Guido Cascone: batteria

Zerodiva

Ormai si avvicina la mezzanotte, eppure il pubblico del locale non ne vuole sapere di alzarsi e andare sotto il palco, neanche dopo l’adrenalinica esibizione di Catelli e compagni.
 Dopo un rapido cambio palco, il Jailbreak si appresta ad ospitare gli Zerodiva, trio romano che, differentemente dai Forevermore, propone brani originali. 
I tre giovani danno il via alle danze con un’intro strumentale che, presa singolarmente, potrebbe far pensare ad un classico gruppo hard rock agli inizi, ma con il susseguirsi delle canzoni ci si rende presto conto che questo pensiero è del tutto errato.
 Canzoni come “Beata Solitudo” propongono un sound poco classico, che crea una strana commistione fra rock ed elettronica, originale quanto basta per la scena giovanile italiana. Altre contaminazioni, come alcuni chorus sfacciatamente pop – e di per sé non è un male – sono presenti in “Mai Dire Mai” e “Creatività e Schizofrenia“, con quest’ultima che riassume perfettamente lo stile del gruppo, non a caso tale titolo è anche quello del loro album.
 Un gruppo che, se avesse successo, riuscirebbe a far conoscere il rock anche alle generazioni più giovani, spesso lontane – per volontà o ignoranza – da questo mondo. Certo, ai più tradizionalisti potrebbe apparire come l’ennesima band che attinge dal proto-rock, ma questi tre ragazzi sanno suonare e sanno il fatto loro. Basti pensare alla cover di “Tutto Nero“, brano di Caterina Caselli (che a sua volta è una cover italiana del classico degli Stones “Paint It Black“), dove dimostrano di conoscere chi ha fatto la storia del genere che suonano. Una caratteristica quasi scontata, ma davvero, molti gruppi odierni suonano senza conoscere nemmeno le basi.
Il loro look è sicuramente un po’ furbetto (chi ha detto mascara?), ciò non toglie che gli Zerodiva sarebbero sicuramente un compromesso migliore rispetto a certe cose che “i giovani d’oggi” considerano rock, perlomeno per quel che riguarda il panorama italiano.

Setlist – Zerodiva

1-Intro
2-Speculazioni
3-Follogica
4-Beata Solitudo
5-
Mai Dire Mai
6-
Creatività e Schizofrenia
7-Tutto Nero (Caterina Caselli cover)
8-Underground

Line Up – Zerodiva

Aleks Ferrara: voce, basso elettrico, piano, synth, loops
Valerio Bulzoni: chitarra, piano, tastiere, voce
Mark Madhoney: batteria, rumori, loops, voce

Marco Mendoza

Conosciuto principalmente come bassista, Marco Mendoza è divenuto anche cantante nell’ultimo decennio, e al Jailbreak, lo diciamo fin da subito, dimostra che anche in questa veste eccelle. 
Il suo arrivo sul palco coincide, fortunatamente, l’alzarsi in piedi del pubblico, e le note di “Let the Sun Shine” creano un certo visibilio tra i presenti.
 La successiva “Hey Baby” scatena ancora di più le persone sotto il palco, grazie anche ad una forte presenza scenica di Mendoza, che fra un solo di basso – in contemporanea a quello di chitarra di Fabio Cerrone – e un invito a tenere il tempo con il solo schiocco delle dita, coinvolge davvero tutti. 
Si prosegue con “Lettin’ Go“, che dopo aver lasciato spazio alla sola voce di Mendoza e ai suoi sussurri, si conclude alla grande con degli ottimi cori di Cerrone.
È quasi un dispiacere raccontare un concerto del genere, perché Mendoza è un musicista con il groove nel sangue, che sculetta mentre suona e accompagna vocalmente i numerosi intermezzi con il basso predominante (!), per non parlare poi dei continui saluti in italiano che lancia tra una canzone e l’altra. È un’artista in grado di gasare chiunque con “Look Out for the Boys“, per poi saper commuovere anche il soggetto più freddo con “God Bless the Child” (dedicata a David Bowie e Lemmy Kilmister), cantando senza microfono e con solo il basso ad accompagnare la propria voce. Per apprezzare le diverse sfaccettature che questo show ha saputo offrire, bisognava davvero esserci. È una frase che si dice per la maggior parte dei concerti, ma almeno per il sottoscritto, pochi sono stati così intimi e suggestivi come questo. Se mai avrete l’occasione di vedere Marco Mendoza dal vivo, non lasciatevela scappare!

Setlist – Marco Mendoza

1-Let the Sun Shine
2-
Hey Baby (Ted Nugent cover)
3-Lettin’ Go
4-Hole in my Pocket (Neal Schon cover)
5-
Look Out for the Boys
6-God Bless the Child
7-Still in Me
8-I Got You (I Feel Good) (James Brown cover)
9-medley: 
Higher Ground (Stevie Wonder cover )/ Chinatown (Thin Lizzy cover)

Line Up – Marco Mendoza band

Marco Mendoza: basso elettrico, voce
Fabio Cerrone: chitarra
Pino Liberti: batteria

Gallerie Fotografiche di Andrea Cavallini

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