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Mark Lanegan: morto il cantante americano

Mark Lanegan è morto il 22 febbraio all’età di 57 anni. Nelle sue ere geologiche musicali, il cantante americano aveva attraversato il grunge con gli Screaming Trees e i Mad Season, lo stoner con i Queen of the Stone Age, l’elettronica assieme ai Soulsavers, l’indie maritato a Isobel Campbell, virando in età matura alla canzone d’autore (di stampo Waits) alla guida della propria band: sempre mantenendo un’aura di coerenza e riconoscibilità, prove alle quali altri artisti sarebbero presto naufragati. Sarà stata la voce profonda e cavernosa, il carisma che se uno non ce l’ha non se lo può dare, sta di fatto che chi ha amato il venerabile maestro lo ha amato tanto, del tutto, incondizionatamente. Mark Lanegan aveva lasciato il segno anche in Italia: non solo negli Afterhours di Manuel Agnelli, con i quali condivise un tour americano e incise la nuova versione di “Pelle“, ma, da innocente, in un celebre dissing degli Offlaga Disco Pax (‘Tono metallico standard’, quello di un negoziante di dischi che si scoprirà pure collega). Lo stesso giorno della dipartita di Gary Brooker, voce degli storici e altrettanto immortali Procol Harum, la musica di Lanegan si ferma mentre ancora l’autore era al lavoro.

Cantante dalla voce inconfondibile, rauca e gutturale, è conosciuto soprattutto per essere stato il cantante nonché leader degli Screaming Trees, band fondamentale per l’evoluzione del grunge, oltre che per la sua collaborazione con i Queens of the Stone Age. Ha in seguito avviato un’acclamata carriera solista improntata su un personalissimo cantautorato scuro nei toni e spoglio negli arrangiamenti, affermandosi come uno dei cantautori più sensibili e originali della sua generazione.

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