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Neil Peart: messa all’asta la sua batteria

Messa all’asta una batteria del defunto Neil Peart dei Rush, si tratta del modello Slingerland che utilizzò per registrare gli album “Fly By Night“, “Caress of Steel” e “2112” e che suonò nel loro primo concerto. Anche altri strumenti sono stati messi all’asta su ‘Bonhams‘.

Il drumkit attualmente ha un valore che si aggira tra gli 80.000 e i 120.000 dollari.

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Neil Peart è considerato dal pubblico, dai critici e da altri musicisti, uno dei più grandi batteristi rock di tutti i tempi. Egli è inoltre stimato come uno dei migliori esecutori di assoli di batteria in concerto. All’interno degli assoli molto intricati di Peart vi sono spesso tempi dispari, complessi arrangiamenti, (talvolta pattern totalmente separati di braccia e gambe), e grande utilizzo di percussioni etniche campionate su pad elettronici. Al di fuori dei Rush, Neil ha pubblicato vari DVD, tra i quali “Anatomy of a Drum Solo“, dove spiega come costruire un assolo. Le sue influenze vanno da Keith Moon dei The Who al batterista jazz Buddy Rich, passando per John Bonham dei Led Zeppelin.
Peart, sin dalla sua entrata nei Rush, è l’autore della grande maggioranza dei testi dei Rush. In essi abbondano i riferimenti letterari. Tra i suoi testi più commentati troviamo degli omaggi al romanzo La vita è nostra di Ayn Rand; nel brano “Anthem“, che compare sull’album “Fly by Night“, del 1975, e nella suite “2112“, del 1976, che ne è una esplicita derivazione. Nei primi anni del gruppo gli scritti di Neil si focalizzavano principalmente sulla fantascienza. Dagli anni ottanta in poi si è aperto anche ad argomenti sociali e umanitari. I suoi testi continuano tuttora a dividere pubblico ed esperti del settore: ad esempio, è stato eletto da Blender il secondo peggior paroliere di sempre.

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