Live Report Locali 

Mindcrime + Endamaged @ Traffic 09/10/2014

Un’altra serata con scarsa affluenza di pubblico, purtroppo, quella del 9 ottobre al Traffic Live Club, dove si esibivano i Mindcrime per la presentazione del loro debut album di recentissima uscita, “Checkmate The King” in compagnia degli Endamaged. Due band romane che avrebbero meritato un pubblico molto più numeroso.

I giovani Endamaged aprono la serata con un heavy “fucking” metal, (definizione data dalla band stessa), che rimanda alle sonorità heavy metal anni ’80/’90 miste al thrash. Molto bravi anche nel tentare partiture più articolate; Roberto Mastropietro tira fuori con grinta i suoi screaming come il genere proposto richiede. Buona la sezione ritmica composta da Riccardo Zito al basso e Filippo Villanova alle pelli. Le chitarre di Luca Grossi e Danilo Delli Compagni completano questa formazione che però meriterebbe un ascolto più accurato vista la non tanto buona acustica di questa occasione. Restiamo in attesa del loro nuovo album di imminente uscita.

Tocca adesso ai Mindcrime che, come si può intuire dal monicker, propongono un heavy metal con influenze Queensryche, infatti in passato sono stati anche una loro tribute band. Importante sottolineare nella line up ben tre membri di una storica band romana, sin da metà anni ’80: mi riferisco a Dario CalìBruno Baudo (ancora attivi) e Maurizio Taccioli (non più nella band), rispettivamente batterista, cantante e chitarrista dei mitici S.O.S. I primi tre brani, “Stormchild”, “Betrayed Him Again” e “Flying In The Wind” sono anche gli stessi che aprono il loro cd d’esordio. Il basso di Adriano Cilenti (ex Muddy Roxx) si accompagna perfettamente alla batteria del già citato Dario mentre le chitarre di Maurizio e Michele Serra poi svolgono interessanti ritmiche e assoli che si alternano e intrecciano all’interno delle strutture. Si continua con la sostenuta “War In The Name Of Peace”, inizio di batteria, arpeggio, basso e via con un melodico assolo prima che Bruno ci delizi ancora le orecchie con la sua magnifica voce immune al tempo che passa. ”Life On The Run” ha un tempo più veloce con un inizio stile Queensryche al 100% e la parte finale che ricorda invece vagamente “Bark At The Moon” di Ozzy Osbourne. Anche l’inizio della lenta “We Were Dreaming” ricorda la famosa band di Seattle, ma non per questo è priva di pregevole fattura. Per omaggiare il mitico gruppo di Geoff Tate e per far ascoltare al pubblico anche qualcosa di più conosciuto, il combo capitolino esegue i capolavori “Empire” e “Best I Can” per poi tornare con l’ultimo loro brano originale, alquanto suggestivo e magniloquente dal titolo “You Always Believed In Me”. Ed il concerto si chiude con di nuovo due classici dei Queensryche, “Eyes Of A Stranger” e “Queen Of The Reich”.

Un plauso va a tutte e due le band che hanno dato il meglio nonostante ci sia stata pochissima affluenza di pubblico, con l’ennesima e solita speranza di vedere in futuro un pubblico romano piu’ attento e presente.

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