Nargaroth + Kurgaall + Burian @ Closer - 23 10 2014Live Report Internazionali 

Nargaroth: one man band dalla Germania @ Closer

Sarà per il clima pungente, sarà che per eventi come questo l’overbooking è una chimera e sarà soprattutto che l’ultima comparsa di Nargaroth in Capitale ha lasciato il suo seguito con un leggero amaro in bocca, sicuramente l’inizio serata non promette grandi numeri e poi si sa, le presenze per il primo gruppo in scaletta difficilmente si discostano da amici e conoscenti del medesimo. Certo è, che per una band come i Burian, formatasi circa un anno fa a Latina e con solo 5 pezzi all’attivo non si possono avere grandi pretese, nonostante tra la loro line up si scorgano volti non proprio estranei al panorama black metal locale. Infatti il cantante Thanatos ed il batterista Ex Mortem hanno precedentemente militato negli Hybris. Finalmente qualche pagante si appresta ad entrare e slittando di un’ora sulla tabella di marcia, i Burian fanno il loro ingresso con un intro a cui seguono “La Nera fiamma” e “La Grande Menzogna” pezzi entrambi decisi e dai ritmi serrati. Segue l’omonima “Burian” e, dopo l’esecuzione di “Vento Glaciale“, ultimo  pezzo del loro demo, subentrano alcuni problemi tecnici, risolti prontamente grazie all’intervento del fonico. Una volta ritrovato il suono perduto della chitarra si è potuto concludere con la cover dei Venom “Black Metal”.

I Kurgaall non si fanno attendere troppo e dopo le tempistiche necessarie per la strumentazione e l’ingrossarsi delle fila sottopalco, si palesano con non poca teatralità. La loro musica, sebbene non apporti rilevanti innovazioni nel sound, è innegabilmente d’impatto, e non solo scenograficamente parlando: poche piattate, ritmi veloci ed una sola chitarra, suono grezzo, (che per gli amanti di questo stile non è certo un difetto). La potenza dei pezzi la dobbiamo innanzitutto alla discreta abilità dei musicisti che si percepisce già nell’esecuzione del primo brano “Lucifer Will Reign Again” ,tratto dal loro secondo full-lenght, che squarcia l’epicità dell’Intro con violenza inaudita, immediatamente seguito da un breve accenno di “Raining Blood” degli Slayer.
L’esplicito inno a Satana “Domination” getta le basi per caricare il pubblico con  l’incalzante  “Infernal War”, scatenando il mosh dei più giovani.
Tra la line up dei Kurgaall, spicca un recente acquisto femminile, la bassista Xaphan, complice degli slanci egocentrici del frontman, Lord Astaroth. Membro fisso e fondatore della band piemontese dal 2008, Lord Astaroth manifesta una forte personalità, approfitta delle pause per intrattenere il pubblico con veri e propri monologhi, volti a promuovere il proprio progetto in primis e tutta la cosiddetta “scena” del black metal made in Italy, e condanna l’eccessiva esterofilia dell’ascoltatore medio.
Dopo il primo, di una lunga serie di discorsi concettualmente condivisibili, ma poco appropriati al contesto, si ritorna a sentire musica con “Skullthrone”, altra track di “Voluntas Luciferi” per poi tuffarsi nel passato con le storiche “Satan’s Contract”,”Evokation” e “Summi Verbi Lucifer”, che hanno fatto di questo gruppo uno dei maggiori esponenti del Satanic Black Metal Italiano. L’attenzione  del pubblico va calando e si ritorna alle più attuali “Ego Promitto” ,”Raiping the Corpse of the Holy Virgin” e  con un metaforico calcio in faccia di “Night of the Satanist” ,si chiude lo show più animato della serata.

Ecco che finalmente siamo giunti al momento più atteso: Nargaroth on stage. L’ingresso dei musicisti è immediato ed Ash, prima noto come Kanwulf, si fa largo tra i cavi dando voce alla canzone più celebre, nonché bandiera dei cultori del genere, ”Black Metal Ist Krieg”, purtroppo non resa al meglio dalla pessima acustica delle chitarre e qui è d’uopo lodare la tempestività del fonico nell’ovviare all’ennesimo problema tecnico. Ripreso possesso del suono,ci apprestiamo all’ascolto di “Karmageddon”, anche in quest’occasione, come nel 2011, si rinuncia alla presenza del basso, rinforzando il suono con una seconda chitarra dal tocco femminile di Obscura e con l’altra new entry Simon Schilling alla batteria, che da ampio sfoggio di una tecnica  ineccepibile. A dispetto dei pronostici, la performance regalataci da Nargaroth in questa fredda nottata di ottobre, rasenta la perfezione. Un giovane team di session players superlativo ed una scaletta ricca ed eterogenea, per accontentare sia i fans più veterani che le nuove reclute. La conferma ci arriva sulle prime note di “Sommer”, con l’inconfondibile intro tratta da uno dei lavori più recenti  della one man band tedesca, predisponendo il pubblico ad accogliere la più atmosferica “Herbstleyd”, brano tratto dal demo del ’98 e riproposto in seguito nel blasonatissimo primo album, come la piuttosto scontata “The day Burzum killed  Mayhem”.

E’ la volta di “Abschiedsbrief des Prometeus”, che interrompe il susseguirsi dei brani culto di Nargaroth, ma è l’inaspettata cover di “Mother North” ad ipnotizzare letteralmente la sala ormai gremita, lasciando di stucco per l’interpretazione e l’esecuzione superiore a quella degli stessi Satyricon, di una pietra miliare quasi intoccabile del black metal anni ’90. Qualche fan sarà sicuramente rimasto deluso nel non riascoltare la più scontata “War” di Burzum, si continua poi con “Possessed by Black Fucking Metal” che ci aggredisce con la sua ferocia. Infine Ash ci saluta con un altro brano tratto da “Black Metal Ist Krieg”, ovvero la poetica “Seven Tears are Flowing to the River”.

Si ringraziano i musicisti, la Nihil Production, l’Altamira Events, il fonico, i tecnici e tutto lo staff del Closer Live Club, per la competenza e la serietà dimostrata.

Galleria Fotografica a cura di Jennifer Venuti
Per le foto in alta risoluzione: info@romebywild.it

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