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Fleetwood Mac: morto il fondatore della band Peter Green

Peter Green, il chitarrista che nel 1967 fu tra i fondatori della band dei Fleetwood Mac, è morto all’età di 73 anni. La notizia della sua scomparsa è stata data dalla famiglia con un comunicato dei loro avvocati.

Di seguito il comunicato:

“È con profonda tristezza che la famiglia di Peter Green annuncia la sua morte, avvenuta pacificamente nel sonno”.

Peter Green, nome d’arte di Peter Allen Greenbaum è stato un chitarrista e cantante inglese, fondatore della rock band inglese Fleetwood Mac. Dopo una breve esperienza nei Peter B’s Looners nel 1966, ebbe l’occasione di sostituire (dapprima solo per tre concerti, poi stabilmente) Eric Clapton nei John Mayall & the Bluesbreakers, coi quali incise anche l’album “A Hard Road“. Nel 1967 decise di fondare una sua band, i Fleetwood Mac, con la quale cominciò a scrivere ed incidere brani quali “Albatross“, “The Green Manalishi” o “Black Magic Woman“, quest’ultima portata all’immortalità grazie alla interpretazione di Carlos Santana nel 1970. La famosa Blues Jam at Chess fu l’incontro a Chicago, negli studi della Chess, tra i vecchi padri del blues (Willie Dixon, Buddy Guy, Walter Horton, Otis Spann, Honeyboy Edwards) con i Fleetwood Mac di Peter Green. Stimato cantautore e chitarrista di talento, Green si trovò impreparato a gestire il grande successo che gli piovve addosso: cominciò ben presto a fare uso di LSD, per di più in maniera sempre più massiccia e scriteriata, accusando seri problemi di tenuta psichica. Fu costretto ad abbandonare i Fleetwood Mac (che invece andranno avanti ancora per anni e coi quali in avvenire collaborerà solo occasionalmente) per dedicarsi a progetti minori, specie in qualità di session man nelle produzioni di altri artisti. Peter Green ha sviluppato uno stile originale con assolo personali (ben resi grazie ad una Gibson Les Paul del 1959, venduta successivamente a Gary Moore, per poi passare nelle mani di Kirk Hammett) sorretti da un distintivo vibrato assai armonico. Ha influenzato generazioni di artisti rock ed è tuttora ritenuto uno tra i più influenti blues men britannici di ogni tempo. Non a caso, mostri sacri del blues come B.B.King (col quale collaborò alla incisione di un album nel 1971) e John Mayall ne hanno sempre posto in rilievo le capacità di interprete e l’unicità dello stile.

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