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Phil Spector: morto il produttore discografico statunitense

Phil Spector, famoso produttore discografico, compositore e musicista statunitense, è morto il 16 gennaio all’età di 81 anni a causa di complicanze legate al COVID-19. Era stato ricoverato in ospedale dal carcere, dove scontava una condanna a 19 anni per aver ucciso, nel 2003, l’attrice Lana Clarkson.

Phil Spector viene considerato il primo produttore discografico ad aver unito al proprio mestiere anche quello dell’artista, compositore ed esecutore, spesso ponendosi come autentico direttore creativo, scrivendo o scegliendo il materiale, curando gli arrangiamenti, guidando i musicisti e supervisionando ogni aspetto del processo realizzativo. Inventore della tecnica Wall of Sound, da lui definito ‘approccio wagneriano al rock’n’roll, Spector fu pioniere del sound dei gruppi femminili degli anni sessanta come Crystals e Ronettes, realizzando più di venticinque singoli da Top 40 tra il 1960 e il 1965. In seguito collaborò con artisti come Tina Turner, John Lennon, Leonard Cohen e i Ramones raggiungendo successi simili; lavorò poi alla realizzazione di “Let It Be“, ultimo album dei Beatles e del The Concert for Bangla Desh di George Harrison, rispettivamente vincitori di Oscar e Grammy. Di George Harrison produsse anche il triplo album “All Things Must Pass“. La canzone “You’ve Lost That Lovin’ Feelin’” del 1965 (uno dei primi singoli commerciali a infrangere la soglia dei tre minuti), prodotta e co-scritta da Spector per i Righteous Brothers, è stata proclamata dalla BMI (organizzazione per i diritti d’autore in campo musicale) come la canzone più riprodotta del XX secolo negli Stati Uniti. Nel 1989 Phil Spector venne introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come non-interprete. La rivista Rolling Stone lo ha messo al 64º posto nella sua classifica dei 100 migliori artisti di tutti i tempi. Nell’ultima parte della sua vita divenne noto anche per l’eccentricità e il comportamento reclusivo e ossessivo, nel 2009 venne condannato a 19 anni di carcere per omicidio di secondo grado.

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