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Release Party “Piece of Cake” – Wicked Starrr

E’ finalmente disponibile “Piece of Cake”, primo album dei Wicked Starrr. Li abbiamo già recensiti in occasione della Steel Night del mese scorso, in quel caso si trattava di un live elettrico, all’interno di una lunga serata piena di heavy metal. Questa volta li incontriamo in un’occasione completamente diversa, più intima e raccolta, il realease party, appunto, di “Piece of Cake”.

L’immagine sulla copertina del disco, il look dei ragazzi, il nome, il logo… è tutto coerente con il miglior spirito Hair Metal anni ’80, (n.d.r. Non è un termine che mi piace molto perché ho scoperto che non esisteva all’epoca, ma rende l’idea). Fin qui sembra una cosa seria e seriosa… e invece i Wicked Starrr sono la perfetta incarnazione di chi si diverte e riesce a far divertire. Simili a loro, in epoca recente, sono sicuramente gli Steel Panther, a cui il gruppo romano si ispira sia nel look che nel modo di interagire con il pubblico. E’ doveroso però un distinguo perché, al contrario di ciò che accade per i cugini di L.A., veri professionisti, per carità, l’ironia dei Wicked Starrr non scade nel cliché del volgare a tutti i costi e di una misogina autoreferenza, cosa che alla lunga stanca. Sul palco i ragazzi romani si prendono in giro e lasciano spazio anche ad un po’ di improvvisazione teatrale, senza però mai dimenticare che in ultima analisi sono musicisti.

Per ovvi motivi di spazio ed opportunità il release party è stato organizzato con set acustico, davanti ad una sala decisamente piena. Tante webzine accorse per l’occasione, invitate dalla Spider Rock Promotion, etichetta di release del disco, e diversi amici e parenti. La perfetta occasione per passare un pomeriggio in musica. Un plauso alla band per la scelta della location, azzeccatissima. In altre occasioni si ascolta il disco, suonato live, e i musicisti che si raccontano dal palco. Qui, oggi, la band può interagire con un pubblico divertito e molto coinvolto, in uno show intimo, ma di chiaro impatto sonoro e visivo.

I Wicked Starrr propongono una scaletta di presentazione che lascia all’ascoltatore il piacere di scoprire alcuni brani, presenti nel disco, ma non eseguiti live. Si parte con “Gang of Wolves” e “You’re Not the Same”, seguite a sorpresa da una cover, “I’ll Cry for You” degli Europe. Quindi “Red Light Paradise” e “Letters of Love”, a quanto pare scritta dal batterista Peppe, tacciato dagli altri di essere un po’ vintage perché le lettere oggi non si usano più, ma “Mails of Love” non avrebbe funzionato. E’ il momento di un’altra cover: “To Be With You” dei Mr. Big. La scaletta si chiude con l’inno di questa band “Neighborhood Rockstar”. A questo punto però i presenti chiedono a gran voce il bis, non sapremo mai se sia stata la band a mettersi d’accordo con alcuni del pubblico o alcuni del pubblico ad essere così presi da non volersene andare, fatto sta che i quattro eseguono anche “Fucker”, dedicato all’eccessivo costo delle prostitute.

I dubbi sono d’obbligo perché la band non si prende sul serio e il confine tra la battuta improvvisata e lo sketch preparato è labile. Una cosa però è fuor di dubbio, questo live ha decretato i Wicked Starrr come una delle realtà più interessanti del panorama romano sia perché i brani sono piacevolissimi, ben eseguiti e pieni di quello spirito americano che molti rincorrono, ma pochi riescono davvero ad evocare, sia perché l’intrattenimento è assicurato ed è sicuramente un intrattenimento di qualità.

Per quanto riguarda la proposta musicale, i brani sono ben arrangiati e orecchiabili al punto giusto. Particolarmente belle sono le armonie vocali che il gruppo ha saputo costruire, valorizzate dall’utilizzo di un set acustico. Qualche sbavatura qui e lì c’è, nel live, come nel lavoro in studio, ma è la caratura della band che emerge, validissima sia da un punto di vista creativo che esecutivo. Lo si capisce anche facendo girare il disco che ho piacevolmente riascoltato in macchina, sulla via di casa.
Continuate così ragazzi!

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