Pino Scotto - Dissesto Musicale - Live For A Dream - Tour 2017 - PromoNews 

Pino Scotto a Roma: una data live al Dissesto Musicale il 5 Gennaio 2017

Pino Scotto a Roma.
Torna nella capitale Pino Scotto Giovedì 5 Gennaio, al Dissesto Musicale!!

Pino Scotto a Roma – I Dettagli:

Dissesto Musicale
Strada del Barco 7, Bagni di Tivoli
Contributo artistico: 8 euro
► Tessera associativa 2017: 2 euro

A diciassette anni lascia Monte di Procida (nell’area flegrea) e si trasferisce nel centro di Napoli, dove fonda prima una cover band che suona blues/rock psichedelico e poi Gli Ebrei, con cui registra anche diversi brani per la RCA Italiana (che non vedranno mai la luce). In seguito si trasferisce a Milano dove svolge il servizio militare e, una volta terminato, si sposa e ha un figlio. Sul finire degli anni settanta fonda i Pulsar, un gruppo southern rock in cui milita anche Ruggero Zanolini, con i quali incide il 45 giri “A Man on the Road“. Poco tempo dopo diviene il frontman del gruppo hard & heavy Vanadium, fondato dal chitarrista Stefano Tessarin, con cui incide otto album e intraprende regolarmente tour italiani ed esteri. Il debutto, “Metal Rock” (1982), che risente dell’influenza dei Deep Purple, vende circa 8.000 copie, a cui segue “A Race with the Devil” (1983). Con “Game Over” (1984) la band raggiunge la cifra di 54.000 copie vendute solo in Italia. Per il successivo disco dal vivo, “Live on Streets of Danger” (1985), primo live pubblicato da una band metal italiana, e per “Born to Fight” (1986), i Vanadium girano due video, regolarmente programmati su Videomusic: “Easy Way to Love“, tratta dal secondo LP sopra citato e registrata al Marquee di Londra, diviene il tema portante della trasmissione TV Discoring, e “You Can’t Stop the Music“.
In seguito al fallimento della loro etichetta, la Durium, il gruppo vede interrompere bruscamente l’ultimo lavoro in studio “Corruption of Innocence” (1987), prodotto da Jim Faraci, ma riesce ugualmente a riprendersi entrando nella scuderia della Green Line/Ricordi e dando alla luce l’album “Seventheaven“, prodotto da Guy Bidmead e orientato sul versante del metal statunitense, molto in voga in quel periodo. In questo lavoro Scotto addolcisce notevolmente il timbro della sua voce. La distribuzione e la promozione di questo LP risentono però dello scarso supporto offerto dalla nuova etichetta. Dopo quest’ultima esperienza la band decide di prendersi una pausa: fra il 1990 e il 1992 Scotto realizza il suo primo album solista in lingua italiana, “Il grido disperato di mille bands” (a cui contribuiscono l’axe–man di Vasco Rossi, Andrea Braido, Luigi Schiavone, chitarrista di Enrico Ruggeri, e l’armonicista Fabio Treves), e intraprende un tour con il suo Jam Roll Project, che lo vede ospite anche sul palco del Monsters of Rock, dove divide la scena, fra gli altri, con Black Sabbath, Megadeth, Iron Maiden, Pantera, Warrant e Testament.

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