Profondo Rosso - PosterIl Suono della Paura 

Profondo Rosso – Un’Atmosfera Carica di Tensione

I miei genitori una volta mi dissero, mia madre in particolar modo: “Profondo Rosso? L’ho visto una volta e mai più lo rivedrò”. Questo film le aveva causato, a suo tempo, mentre mio padre era fuori per lavoro, notti insonni a non finire, e ansia patologica mai avuta, nata anche dalla inquietante musica, regalata dai magici Goblin.

Ovviamente dopo aver sentito narrare di una trama fitta di atmosfere tese, intrecciate ad una geniale violenza, vidi subito il film, all’epoca in televisione, poi in VHS, per finire con il DVD, che successivamente comprai per la mia collezione. La mia intenzione ora è quella di elogiare pubblicamente questa produzione che credo meriti di essere vista.

La Trama

Pellicola fin da subito di impatto, che mette lo spettatore nelle condizioni di aspettarsi il peggio, travolgendolo con un inquietante omicidio nella prima scena. I primi minuti, infatti, sono in grado di creare un’atmosfera carica di tensione, potenzialmente pronta a divampare in qualche atrocità distruttiva. L’incipit del film ci presenta Helga Ulmann, una sensitiva tedesca che a Roma, durante un congresso di parapsicologia svoltosi in un teatro, afferma con certezza di percepire l’inquietante presenza di un assassino tra il pubblico. A congresso finito, la medium rivela allo psichiatra Giordani di conoscere l’identità dell’assassino; i due però non si accorgono che il serial killer è ancora nel teatro e li sta osservando.
Alcune scelte registiche mettono in evidenza tale atmosfera in modo eccellente, anche perché la tecnica del “vedo-non vedo” conserva quel fascino avvolto nel mistero fino alla fine, nonostante il fatto che i vari indizi vengano inseriti in contesti particolari, per dare un’idea allo spettatore su chi possa essere l’assassino, ma di per sé parziale. Nel finale si svela poi un intreccio giallo, ben diretto e complesso al punto giusto, e l’unico, tra i personaggi comparsi nel film, che avrei ritenuto insospettabile, è infine il colpevole.

L’abilità narrativa di Argento, riesce a mettere in piedi una quantità notevole di situazioni che non fanno altro che deviare i sospetti in modo abbastanza palese verso chiunque, fuorché l’assassino. Per essere un film del 1975, direi che è più che geniale.

La Colonna Sonora

A far da cornice a questo inquietante quadro troviamo la musica dei Goblin, spettacolare di per sé, adeguata ad ogni contesto in cui è stata inserita. Ecco perché mia madre, nel lontano 1975 lo vide una volta sola e basta. Immaginate di trovarvi soli, in una villa disabitata, buia, con una storia sinistra da raccontare, nella spettrale Torino, con un sottofondo musicale da far venire la pelle d’oca. Personalmente non oso immaginare.

Per Profondo Rosso si aveva bisogno di una colonna sonora speciale, con una partitura rock. Perché Argento ha fin da subito costruito i suoi film secondo una tessitura visivo-sonora, prendendola in prestito proprio dalle suggestioni ritmiche della musica rock, per creare un’unione indissolubile tra immagini e suoni. Forse in pochi sanno che in principio Argento avrebbe voluto addirittura i Pink Floyd per comporla. Il gruppo però declinò gentilmente l’invito, perché troppo impegnato nella composizione dell’allora nuovo album “Wish You Were Here“. Si era pensato anche ad Emerson Lake & Palmer e Deep Purple. ma anche questi ultimi non potevano perché occupati in tour. Fu così che, per questo film, scelse i Goblin, (sotto il suggerimento della moglie Daria Nicolodi).
Ricordo bene di aver sentito suonare i Goblin dal vivo al festival del “Cinema di Roma”, per la presentazione della Terza Madre, con la programmazione di Suspiria ed Inferno. Pensai, ascoltandoli con ammirazione, che la chiave di tutta la loro musica fosse nel loro fantastico arpeggio, nei pochi accordi di chitarra ossessivi come un incubo. Per non parlare del basso ipnotico, che apre la porta ad un grande requiem di sangue. Capii subito il perché del loro successo ed anche il perché fecero centro con il tema creato per Profondo Rosso, che regalò ai Goblin stessi una fama mondiale: immensa bravura e grande arte visionaria.

https://youtu.be/IaJ46lLIVmE

In un’atmosfera tenuta magistralmente tesa per tutta la durata del film, tra un omicidio e l’altro, riusciamo a vedere delle scene cruente, anche se lo spavento veste una sensazione più psicologica: mi inquieta sapere che una persona apparentemente normale possa avere una forza mostruosa. In un intreccio interessante di eventi, posso dire che l’importanza storica di questo film è indiscutibile e, consapevole del mio bagaglio cinematografico horror, arrivato ormai al 2015, posso garantirvi che 40 anni fa, nel 1975, avrei evitato di vedere “Profondo Rosso“, semplicemente per dormire sonni tranquilli.

Tracklist – Profondo Rosso

Profondo rosso – 3:45
Death Dies – 4:43
Mad Puppet – 5:49
Wild Session – 5:00
Deep Shadows – 5:48
School at Night- 2:09
Gianna – 1:52

Versione rimasterizzata del 2005

Mad Puppet’s Laughs (Opening Intro) – 0.21
Profondo Rosso – 3.44
School At Night (Lullaby – Music Box Version) – 2.51
Death Dies – 4.43
School At Night – 0.54
School At Night (Lullaby – Child Version) – 2.19
Mad Puppet – 5.49
School At Night – 2.31
School At Night (Lullaby – Instrumental Version) – 2.16
Death Dies (Film Version – Part 1) – 2.45
Profondo Rosso – 1.01
Gianna (Alternate Version) – 2.14
Profondo Rosso – 0.41
School At Night (Lullaby – Celesta Version) – 2.31
Death Dies (Film Version – Part 2) – 2.45
Profondo Rosso – 0.39
Wild Session – 5.00
Profondo Rosso – 0.46
Deep Shadows (Film Version – Part 1) – 1.56
Deep Shadows (Film Version – Part 2) – 1.49
Deep Shadows (Film Version – Part 3) – 0.35
Death Dies (Film Version – Part 3) – 2.21
Gianna – 1.52
School At Night (Lullaby – Echo Version) – 2.27
Deep Shadows – 5.48
School At Night – 2.09
Profondo Rosso (Re-Mix Version) – 5.14
Profondo Rosso (Original Sound Effect) – 4.02

Scheda Film – Profondo Rosso

Titolo originale: Profondo rosso
Paese di produzione: Italia
Anno: 1975
Durata: 127 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: 2,35:1
Genere: giallo, thriller, horror
Regia:  Dario Argento
Soggetto: Dario Argento, Bernardino Zapponi
Sceneggiatura: Dario Argento, Bernardino Zapponi
Produttore: Salvatore Argento, Angelo Jacono
Produttore esecutivo: Claudio Argento
Casa di produzione: Rizzoli Film, Seda Spettacoli
Fotografia: Luigi Kuveiller
Montaggio: Franco Fraticelli
Effetti speciali: Germano Natali, Carlo Rambaldi
Musiche: Goblin, Giorgio Gaslini
Scenografia: Giuseppe Bassan
Costumi: Elena Mannini
Trucco: Giuliano Laurenti, Giovanni Morosi

Interpreti e personaggi – Profondo Rosso

David Hemmings: Marc Daly
Daria Nicolodi: Gianna Brezzi
Gabriele Lavia: Carlo
Glauco Mauri: prof. Giordani
Giuliana Calandra: Amanda Righetti
Clara Calamai: Marta, madre di Carlo
Eros Pagni: comm. Calcabrini
Macha Méril: Helga Ulmann
Nicoletta Elmi: Olga Rodi
Piero Mazzinghi: Bardi
Liana Del Balzo: Elvira
Aldo Bonamano: padre di Carlo
Vittorio Fanfoni: assistente dell’ispettore
Dante Fioretti: fotografo della polizia
Geraldine Hooper: Massimo Ricci
Jacopo Mariani: Carlo da bambino
Furio Meniconi: Rodi
Fulvio Mingozzi: agente Mingozzi
Lorenzo Piani: addetto impronte digitali
Salvatore Puntillo: agente della polizia
Piero Vida: agente grasso
Salvatore Baccaro: fruttivendolo
Bruno Di Luia: uomo preoccupato nel bagno
Attilio Dottesio: fioraio
Tom Felleghy: chirurgo
Franco Vaccaro: Pietro Valgoi
Doppiatori italiani
Luigi La Monica: Marc Daly
Isa Bellini: Marta
Emanuela Rossi: Olga Rodi
Corrado Gaipa: Rodi
Wanda Tettoni: Elvira
Renato Cortesi: Massimo Ricci28

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