Casablanca - Miskatonic Graffiti - Album CoverRecensioni Recensioni Internazionali 

Recensione di Casablanca – “Miskatonic Graffiti”

I Casablanca, con il loro terzo full length album, “Miskatonic Graffiti“, realizzano un concept, molto (ma molto) liberamente ispirato alla materia di Howard Phillips Lovecraft (1890 – 1937). Il, non-solitario di Providence, viene evocato subito con titoli come “Enter the Mountains” e la sua controparte, “Exit The Mountains“, (i due brani più lunghi e “prog” della raccolta), dove le “mountain” sono quelle antartiche dello short novel “At The Mountains of Madness”, e nella stessa title track, “Miskatonic Graffiti“, nome di un fiume e di una università fittizia della città di Arkham nella geografia urbana fantastica dei racconti dello scrittore americano.

Il tema del concept è sul rapporto e conflitto tra individualità e collettività e sull’importanza dell’armonia tra i due (ricorda il tema di “Cygnus X-1” dei Rush), e il contesto narrativo è quello della mitologia creata da Lovecraft nei cosiddetti Miti di Cthulhu (ma più propriamente, Miti di Yog-Sothoth o Ciclo di Arkham), nel quale delle entità cosmiche, antropologicamente chiamate i Grandi Antichi, hanno visitato la terra in tempi pre-umani e sono in procinto di ritornare.
Nel concept dell’album “Miskatonic Graffiti” dei Casablanca invece, i Grandi Antichi, in queste ere preistoriche, hanno dominato il mondo, scalzando la forma originale dell’umanità scaturita dal “Vuoto Dorato” (Golden Void, speak to me, Denying my reality… no, scusate, questi sono gli Hawkwind). Gli “Originali” umani vivono nello spirito del puro rock n’ roll, al di sopra di superstizioni e credenze, ma nel corso delle ere i Grandi Antichi, nel frattempo incatenati, cercano di ritornare, insinuando il concetto di religione nell’umanità per prepararla alla loro venuta, distruggendo così la civiltà umana.
Tutto questo, conflitto tra umanità illuminata preistorica e Grandi Antichi, pur vagamente ricordando la Teosofia di Madame Blavatsky (1831 – 1891), che comunque, in qualche modo, ispirò lo scrittore di Providence, è quanto di più lontano ci possa essere dal concetto originale espresso attraverso i suoi scritti, nei quali, l’universo meccanicistico è cieco e sordo, e soprattutto per i Grandi Antichi l’umanità è insignificante… per non parlare poi del rock n’ roll.
Va bene, cambiamo i nomi e lasciamo che il concept narrativo fantastico si svolga, ma lasciamo stare anche il povero Lovecraft che nella sua tomba si è già rigirato un milione di volte per l’uso “di mercato” fatto dall’arte dell’intrattenimento della sua materia narrativa, in quasi un secolo dalla sua scomparsa.

Casablanca - "Miskatonic Graffiti" Cover

I Casablanca non fanno progressive: la musica del gruppo non è descrittiva (ossia la musica non asseconda necessariamente il testo e il testo non motiva la musica), le atmosfere di “terrore cosmico” o semplicemente terrificanti, sono praticamente assenti in tutto l’album, tranne che in modo accennato nei pezzi che abbiamo indicato come i più “progressivi” (virgolette d’obbligo). La traccia d’apertura “Enter The Mountains” e quella di chiusura “Exit The Mountains“, gli unici che presentano momenti epici e una struttura articolata in 3 parti, ma anche qualche lungaggine, spiegabile col solo pretesto di sembrare prog.
E’ evidente dall’ascolto che la band svedese si sente più a suo agio con brani ben riusciti rock/ballad AOR e di durata e struttura standard pop/rock come “Closer” e “This Is Tomorrow“. “My Shadow Out of Time“, (che con l’articolo The, al posto dell’aggettivo My è il titolo di un’altro tra i più importanti racconti di Lovecraft), presenta nel mezzo qualche momento più “descrittivo” che sfocia in un prova al fulmicotone di Ryan Roxie (chitarrista di Alice Cooper).
La title track, “Miskatonic Graffiti“, è un pimpante power pop, facilmente (e ci auguriamo mai) arrangiabile in versione dance.
RE: Old Money“, “Sister” e “Name Rank Serial Killer“, non aggiungono né tolgono nulla alla qualità complessiva dell’album. Buoni brani riempitivo.
She Was the One” è invece l’immancabile power ballad “riflessiva” prima del gran finale.

Nell’insieme “Miskatonic Graffiti” dei Casablanca è un buon album, ben prodotto e suonato, che pur con qualche banalità di scrittura e ingenuità negli arrangiamenti, nei suoi momenti più interessanti si ascolta con piacere.

Casablanca – “Miskatonic Gaffiti”

Band: Casablanca
Album: “Miskatonic Graffiti”
Data di Pubblicazione: 25 settembre 2015
Etichetta: GSA/Despotz

Tracklist – “Miskatonic Graffiti”

1-Enter The Mountains
2-Closer
3-This Is Tomorrow
4-My Shadow Out Of Time
5-RE: Old Money
6-Sister
7-Name Rank Serial Killer
8-Miskatonic Graffiti
9-She Was The One
10-Exit The Mountain

Lineup – “Miskatonic Graffiti”

Nota: nel libretto non viene menzionato nessun ruolo, sia autoriale che strumentale. Per dovere di cronaca elenchiamo di seguito la formazione indicata nelle loro pagine web ufficiali.

Anders Ljung: voce
Mats Rubarth: basso
Josephine Forsman: batteria
Erik Almström: chitarra
Ryan Roxie: chitarra
Erik Stenemo: chitarra

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