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Recensione di Five Finger Death Punch – “Got Your Six”

Charge, I’m a fuc**ng soldier!“. Ecco, è cosi che inizia questo “Got Your Six“, l’ultima fatica appena data alle stampe dai californiani Five Finger Death Punch.
L’immancabile firma groove/alternative metal del quintetto losangelino è subito visibile. La soave voce di Ivan Moody anche.
La title-track è un trionfo di doppio pedale e rabbia che ricorda qualcosa di “Bulletproof“, (brano del loro secondo album, “War Is The Answer” del 2009 – NdR). Un insieme di suoni graffianti e violenti, che chiaramente esaltano il sottoscritto.
Jekyll and Hide” porta con sé un po’ di industrial metal, ritornello paradisiaco e coretti alla P.O.D., anche se sembra la versione satanica della loro “Youth of the Nation“, mandata al contrario.
Intro (brevissimo) in clean guitar per “Wash It All Away“, una traccia che mi ricorda i gloriosi anni ’80. Thumbs up per questa song.
Ain’t My Last Dance” e “My Nemesis” sono invece intuizioni moderne che riassumono senza ombra di dubbio quella che è la realtà attuale dell’alternative metal, soprattutto in America. Anche perché, in Italia, una realtà alternative metal, se non scopiazzata da lì, non esiste.

Il disco scorre senza troppe pretese con “No Sudden Movement” e “Question Everything“, fino ad arrivare a “Hell to Pay” e “Digging My Own Grave” che, sì, non portano certo una ventata di novità al genere, ma che nel loro insieme funzionano. Stiamo comunque parlando di musicisti che sanno il fatto loro, non degli ultimi arrivati.
Meet My Maker“, escludendo il ritornello che bene o male ripete il marchio di fabbrica dei guys in questione, ha una strofa niente male che fa muovere il collo. Nel medallo (come direbbe Richard Benson) fare avanti e indietro con la testa è sintomo di qualità del prodotto.
Ottimo intro e groove nell’ultima “Boots and Blood“. Sembra una traccia differente dalla altre, anche nelle liriche e nella sezione ritmica. Mi dà quel senso di Pantera che ora voi lettori non potete leggere sul mio sguardo, ma che è un po’, diciamo, un sorriso a 666 denti!

Five Finger Death Punch - "Got Your Six" CoverCompletano l’album, in alcune versioni, le tre bonus trackYou’re not my Kind“, “This Is My War” e “I Apologize“. Fatta eccezione per “I Apologize“, song costruita sullo scheletro di una power ballad, gli altri due pezzi continuano ad evidenziare quanto già detto all’interno del disco.

In definitiva questo “Got Your Six” è un buonissimo album che non sto comunque proclamando come loro miglior lavoro, sia ben chiaro. A livello tecnico non c’è un errore, la bravura dei musicisti e l’immensa voce del cantante si sentono in ogni brano. Registrazione ultra professionale e mastering di livello danno quel tocco di – questoèmetalchecosacavoloabbassiilvolume – che non può mancare in una band come questa.
E’ un gruppo molto ispirato che però, almeno personalmente, mi fa sempre venire in mente qualche altro collega ogni volta che ascolto un loro brano, che siano Pantera, i P.O.D., Stone Sour o Sevendust.
Ma c’è da dire che ogni idea, anche se inflazionata in alcuni punti, è poi resa estrema dall’arrangiamento e questa è cosa buona e giusta.
Insomma, che cavolo, con tutta la schifezza che gira di questi tempi non posso gridare al miracolo, ma io il disco me lo compro.

Five Finger Death Punch – “Got Your Six”

Band: Five Finger Death Punch
Album: “Got Your Six”
Release Date: settembre 2015
Label: PProspect Park; Produzione: Kevin Churko e 5FFDP

Tracklist

1-Got Your Six
2-Jekyll And Hyde
3-Wash It All Away
4-Ain’t My Last Dance
5-My Nemesis
6-No Sudden Movement
7-Question Everything
8-Hell To Pay
9-Digging My Own Grave
10-Meet My Maker
11-Boots And Blood

Bonus Track Deluxe edition
12-You’re Not My Kind
13-This Is My War
14-I Apologize
15-Jekyll And Hyde (voicemail, hidden track)

Line Up

Zoltan Bathory – chitarra ritmica
Jeremy Spencer – batteria
Chris Kael – basso
Ivan Moody – cori
Jason Hook – chitarra solista

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