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Recensione di Frank Sabbath – “Telluric Wanderers”

Frank Sabbath è una progressivedoompsichedelic rock band, come si definiscono i suoi componenti, unitasi a parigi nel 2013 con l’obiettivo di fondere tra loro i vari elementi della tradizione progressive europea, il jazz rock, lo stoner e in particolare di fondere Frank Zappa con i Black Sabbath. Dopo un primo album auto-prodotto tra il 2014 e il 2015 si sono rintanati in un piccolo villaggio del sud della Francia, nell’Aveyron, con il loro tecnico del suono, Léo Minart (da biasimare per un lavoro non proprio eccelso), per la realizzazione del loro secondo album, questo “Telluric Wanderers” pubblicato dalla Argonauta Records a luglio.

L’approccio a “Telluric Wanderers” richiede più ascolti attenti e meditati, come nella migliore tradizione del cosiddetto progressive storico e come in questa tradizione, si tratta di una rivelazione che richiede tempo per manifestarsi in tutta le sue caratteristiche. Una cosa che però salta subito all’orecchio è come i Frank Sabbath, malgrado il loro nome, peschino molto e con soddisfazione dal cosiddetto Canterbury Sound, nonostante un jazz/jazz rock, più dichiarato nei comunicati ufficiale che realmente presente nel lavoro effettivo. Aggiungiamo, riguardo al contesto di questo album un concetto mai troppo ribadito a livello generale, che termini come, “canterbury sound” e soprattutto “zappiano” sono utilizzati troppo spesso come etichette a due dei più grossi equivoci della storia della popular music.

Comunque sia all’ascolto della iniziale suit “Ascension/Subterranean” non mancano le suggestioni su esposte ma si sente la forzatura di allungare il brodo oltre ogni ragionevole esigenza, strutturale e compositiva, volendo giustificare il tutto con le parole progressive e doom da unire insieme. Beh .. peccato che ci aveva pensato già un album chiamato “RED“, ad unire l’architettura musicale del cosiddetto progressive e i suoni grevi, pesanti e rudi (il termine doom, applicato alla musica metal modaiola non veniva ancora usato nel 1974 ma questo non vuol dire che non esisteva un tale modo di suonare) e con più vitalità e sapienza musicale di quanto mai troveremo in questa suite.

Per fortuna va meglio con il resto dell’album.

Frank Sabbath - Telluric Wanderers - Album CoverTerra Incognita” è una malinconica passeggiata in fondo ad un canale. “Inner Doom-Outer Doom-Ducks On Drugs” è un melange di stili e atmosfere. Ricorda i Camel in alcuni momenti. “Interlude n.10” come specifica il titolo è un momento di riposo strumentale, acustico e sognante. “Flying Peacock” forse (forse) è la più vicina a Zappa di tutto l’album. Ma le atmosfere e le suggestioni sanno troppo di Soft Machine, Caravan e Hatfield  per riuscire a scorgere bene i baffoni dello Zio Frank.
Con “Doumedilane-Noisnecsa” tornano, in chiusura album, le atmosfere rinascimentali e notturne che abbiamo trovato nell’Interlude n.10 ma espanse e dirottate in territori inaspettati.

Non possiamo dire con sicurezza se con “Telluric Wanderers” il trio francese sia riuscito a fondere Zappa con i Sabbath, per chi scrive no, ma senz’altro le lezioni di questi Maestri, come della cosiddetta Scuola di Canterbury, sono state apprese a sufficienza da poter parlare di un album riuscito, anche se manca ancora molto lavoro da fare per uscire da questa fase ancora acerba e ancora troppo derivativa. Speriamo che diventare una band matura che viaggia con le proprie gambe sia solo questione di tempo.

Frank Sabbath – “Telluric Wanderers”

Band/Artista: Frank Sabbath
Album: “Telluric Wanderers”
Data Pubblicazione: 13 giugno 2016 (Italia), 1° luglio 2016 (resto del mondo)
Etichetta: Argonauta Rercords
Produzione: Frank Sabbath. Registrazione e mix e Master di Léo Minart presso Studio Stakato di Parigi.
Cover Artwork: Frank Sabbath

Tracklist – “Telluric Wanderers”

1-Ascension / Subterranean
2-Terra Incognita
3-Inner doom / Outer doom / Ducks on drugs
4-Interlude n.10
5-Flying Peacock
6-Doumedilalune / Noisnecsa

Line Up – “Telluric Wanderers”

Jude Mas: chitarra, voce
Guillaume Jankowski: basso elettrico
Baptiste Reig: batteria, voce

Telluric Wanderers” disponibile in CD fisico e digitale – link

 

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