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Recensione di Mercutio – “Back To Nowhere”

Con “Back To Nowhere” i Mercutio sanno far emozionare. Usano suoni moderni, con poca distorsione, il che rende le chitarre più comprensibili. Il loro genere è molto vario, ma potrei definirlo un alternative hard rock con influenze elettroniche e, di tanto in tanto, si lasciano andare a leggere cavalcate di carattere più metal.
La title track inizia con sonorità elettroniche e con un piano. Approvo totalmente la scelta dei suoni, che sacrificano un impatto massiccio e definito, come richiederebbe il loro genere, in onore di una qualità ed una chiarezza impeccabile.

Nel disco si incontrano ottime linee tematiche ed evoluzioni tonali molto interessanti, che ricordano i lavori di Steven Wilson, il che mi fa credere che più di un membro abbia studiato la musica.
I Mercutio propongono anche parti minimali molto semplici, assolutamente inaspettate, composte di sola voce e chitarra. Noto che la voce ha un volume molto più alto rispetto al resto… succede in molti lavori, ma credo che sia una scelta poco fruttuosa perché mette in secondo piano degli arrangiamenti mozzafiato, specialmente quando si parla di gruppi così interessante come questo. Ho solo un appunto per quanto riguarda la parte musicale: il tu ru ru del cantante, che non va bene! non va bene! non ci piace! Un la la la magari sarebbe stato sicuramente meglio, il tu ru ru non ha futuro.
Mi hanno lasciato estasiato i tempi e gli stacchi dispari progheggianti su “Hail the Night“, molto belli.
Il cantante a volte “canta troppo”: credo, sempre per quanto detto prima, che in alcuni passaggi si possa lasciare più spazio alle parti strumentali per permettere che l’infinita bravura tecnica e compositiva della band venga ancora di più espressa e valorizzata.

Mercutio Back To Nowhere

Nel disco si notano spesso anche molte influenze elettroniche, anche estreme, alla Skrillex per capirci, che si amalgamano benissimo al contesto. Ogni tanto mi capita di far fatica a distinguere i ritornelli dalle strofe… credo che stia cambiando il modo di concepire la musica: ora un ritornello può avere meno enfasi di una strofa… o una strofa può essere tranquillamente scambiata per un prechorus.

I ragazzi sono capaci di comporre pezzi molto orecchiabili e lenti come “No Compromise” e di ripartire con “Anytime“, pezzo molto più ritmato e dinamico in cui il cambio tonale tra la strofa e il chorus, lascia veramente a bocca aperta; credo sia il pezzo più interessante dell’album. La batteria è sempre meravigliosa, credetemi non ho altre parole per descriverla, in ogni brano, anche quando non suona, io so che sarebbe stata meravigliosa. I ragazzi amano le grandi aperture melodiche della voce, e lo mostrano in “The Ghost That is You“, ovvero “il fantasma che sei tu”, che sembra il nome di un gioco dei bambini.
Mother“, come il celebre brano dei Pink Floyd, inizia con un arpeggio simile ad uno dei Radiohead e prosegue come una strofa dei Pain of Salvation, bellissimo e lentissimo.
Sull’ultimo pezzo si sentono le mille influenze musicali dei ragazzi: attacca come un pezzo dei Messhuggah, poi si sente del blues, del rock che ricorda i Muse, certe linee degli Skunk Anansie, i primi Queen , il metal tutto, i tempi dispari alla Rush, i Queensreych, i Porcupine Tree, il cantato squillante molto Alter Bridge, il tutto impastato in maniera impeccabile. Quest’album è incredibile, un melting pot tanto azzardato quanto riuscito. Un grazie speciale a questi ragazzi che mi hanno messo a posto le orecchie per un bel po’.

Mercutio – “Back To Nowhere”

Band: Mercutio
EP: “Back To Nowhere”
Release Date: ottobre 2015
Label: Diverge Records
Producer: Andy Wright

Tracklist – “Back To Nowhere”

Set list
01 Shed You Skin
02 Back To Nowhere
03 A Part of Me
04 Anytime
05 Fake
06 No Compromise
07 Hail The Night
08 In Front Of You
09 Mother
10 Set Me Free
11 The Ghost That Is You
12 Reasons To Erase

Line Up – Mercutio

Mirko: Vocals
Staf: Guitar
Naz: Bass
Francesco: Drums

Leggi anche l’intervista ai Mercutio, clicca qui.

https://www.youtube.com/watch?v=1UTqqh7LY_I

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