Inior - "Hypnerotomachia" CoverRecensioni Nazionali 

Recensione di INIOR – “Hypnerotomachia”

“Hypnerotomachia”, il viaggio onirico nei labirinti della mente.

E’ il racconto di un sogno, in consono stile per una band che dal prog attinge molte (ma non tutte) delle sue ispirazioni. Stiamo parlando di “Hypnerotomachia“, disco di esordio degli INIOR, band romana rinata nel 2012 dalle ceneri degli Apple Device.

Il viaggio onirico, come descrive il suo titolo (dal Greco, combattimento per amore in sogno), si snoda in un labirinto che è quello della mente umana certamente, ma anche quello dei suoni che si alternano e intrecciano, misti a una massiccia componente tecnica, creativa e artistica, e ad una voce chiara e semplice, (con una perfetta pronuncia British, che fa ancora più prog), incastonata nella giusta dose in questo caleidoscopio di suoni.
Nel disco si sentono anche influenze hard rock (in un paio di brani, come “Stain of Steel” e “Ini.or” c’è qualcosa che riporta a Black Sabbath e Deep Purple); botte di aggressività e giri di batteria pesanti a fare da padroni (la base ritmica, e non solo, sembra ispirarsi molto ai Dream Theater), organi che riportano indietro alla notte dei tempi. Si percepisce una certa sapienza nel mischiare rock e suoni orchestrali d’insieme. Ci sono poi parti più meditative, come nella traccia che apre il disco, “The Paper Ship“. O spazio per il suono di una chitarra quasi classica nel brano successivo “Mu.s.e. (Music and Subtle Ensemble)“. Oppure ancora atmosfere più cupe, quasi da racconto, come quelle in “Resilient“, o nel brano che chiude il disco in modo quasi improvviso e imprevisto, “Dust“.
Un disco che potrebbe sembrare un’unica grande suite per la liquidità che scorre fra i brani. Non un esperimento, ma un disco sperimentale che ci porta attraverso le due dimensioni del sentire (suono / sentimenti) e non risulta mai ripetitivo o annoiante, pur richiamando spesso il passato.
INIOR @ Traffic - 25 09 2015 Peccato (per me) non averli potuti vedere e sentire dal vivo recentemente a Roma, (qui il live report della serata), penso che possano dare molto in termini di scena e di interpretazione, sono di certo una band da seguire per tenere sotto attenzione il percorso musicale intrapreso e le potenzialità che certamente sapranno esprimere.

Inior – “Hypnerotomachia”

Band: Inior
Album: “Hypnerotomachia”
Release Date: 2014
Label: autoprodotto
Distribuzione: BTF

Tracklist

1. The Paper Ship (5:19)
2. Mu.s.e. (Music and Subtle Ensemble) (2:43)
3. Stain Of Steel (7:45)
4. Worn­out (3:03)
5. From Blue to Red (5:56)
6. Starslave (3:43)
7. Resilient (2:44)
8. INI.OR (5:34)
9. Dust (3:09)

Line Up

Marco Berlenghini – chitarra, voce
Domenico Dante – basso
Daniel Mastrovito – tastiere
Daniele Pomo – batteria
Flavio Stazi – voce

Sito Ufficiale Inior

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