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Recensione di Masking The Hate – “On Stranger Tides”

On Stranger Tides“, EP di debutto della giovane formazione deathcore campana “Masking The Hate“, nati dai This Time i Bleed, si muove nei territori del folk metal pseudo celtico con testi di soggetto fantastico, “scenari epici e ambientazioni ancestrali … che narrano di un mondo popolato da creature mostruose e magiche, villaggi in festa e guerrieri pronti a cadere in battaglia”.
Tutto questo concentrato in un breve EP di soli 19 minuti e 24 secondi che non ci fa “cadere in battaglia” ma riesce di tanto in tanto ad evocare qualche ambientazione ancestrale da romanzo fantasy alla moda.

La breve “Prelude” fatta di … diciamo … arpa e tastiere … evoca le immagini di un villa romana ai tempi della dominazione della Britannia. La traccia, con una pausa non necessaria, ci porta all’epica introduzione di “Urnied” che diventa subito uno spinto metal tirato che accompagna una voce growl, anch’essa non necessaria ma innocua. Il brano prosegue tra l’alternarsi di riff veloci e rallentamenti, voce growl e cori epici. Alla sua conclusione il brano ci appare piuttosto ingenuo.
Bloodyland” è più articolata e raffinata. Il growl innocuo e i riff frastagliati si lasciano cullare dalle antiche note “dell’arpa” per quella che sembra una filastrocca metal folk. Vi dirò: funziona. Nulla di trascendentale ma funziona.
Unforgiven Angel” si sposta nel prog pop anni ’80. La voce, questa volta non growl ma cantando sul serio in modo greve e sofferente, viene contrastata dal suono di piano-synth, melanconico al punto giusto. Gli stecchetti metal melodici, sempre anni ’80, spezzano l’atmosfera senza far perdere il clima generale del brano.

Masking The Hate - On Stranger Tides - Album CoverLa chiusura del breve EP è affidata alla title track “On Stranger Tides“, forse il brano migliore della (breve) raccolta. Annunciata da una bevuta da taverna, lascia il posto all’intrico di chitarra acustica e synth-arpa. Sembra (sembra) di essere in qualche anfratto dell’album “Songs from the Wood” dei Jethro Tull. Purtroppo l’impressione viene subito annullata dallo stacco con i soliti riff tirati e dal growl innocuo. Il brano è comunque interessante per le varie atmosfere di cui si compone. Quasi una mini suit di 4.22 con riferimenti evidenti a certo rock anni ’70.
Come da esempio migliore di tutto l’EP il giudizio su quest’ultimo brano può essere esteso a tutto il mini album.

Ci sono momenti ben sviluppati, anche se non originali e questi non sono i momenti più metal, piuttosto piatti e triti. La parte “folk” della musica dei Masking The Hate è decisamente più convincente. L’amalgama delle due “anime” della loro musica può anche essere convincente, a non convincere è proprio il “loro” metal di per se stesso.
Può essere interessante ascoltare l’EP come esempio di band in crescita. Nulla di eccitante ma si possono intravedere sviluppi futuri promettenti.
Comunque potrete farvi un vostro giudizio ascoltando l’EP direttamente dal loro sito.

Masking The Hate – “On Stranger Tides”

Artista/Band: Masking The Hate
Album: “On Stranger Tides”
Data di Pubblicazione:dicembre 2015
Etichetta: Autoprodotto
Produzione: Masking The Hate. Registrazioni, mix e Mastering presso Omega Music Studio
Artwork: Ciro di Niccolo

Tracklist – “On Stranger Tides”

1-Prelude
2-Urnield
3-Bloodyland
4-Unforgiven Angel
5-On Stranger Tides

Line Up – “On Stranger Tides”

Simone Aruta (Grave): chitarra ritmica, voce
Guido della Gatta (Suffocate): basso guitar, cori.
Pasquale D’Angelo (Plague): chitarra solista, cori
Andrea Di Michele (Vague): tastiere, synth, effetti.

Masking The Hate, sito web – link

 

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