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Recensione di Pagoda Trip – “Pahama”

Interessante esordio discografico per la band milanese dei Pagoda Trip, band nata dalle ceneri dei Woodoo Weedow.

Pahama” è un EP che in appena 22 minuti concentra diversi stili e idee, ritmi tribali, elettronica, psichedelia, reggae, motivetti da jingle, salsa, un pizzico di jazz, e tanto altro che in mani meno abili sarebbero disciolte in più album o almeno amalgamate peggio. “Pahama” al contrario mostra un gruppo di musicisti giovani già in grado di dimostrare una sapienza compositiva e strumentale che pur con qualche incertezza negli arrangiamenti qua e la (ma pochi però) è di tutto rispetto.

Chicarica” e “Surfin” mostrano già tutte queste caratteristiche. I testi leggeri e di nonsense cantati con la particolare voce di Mirko Zago sono accompagnati da una band duttile che scivola da atmosfera ad atmosfera con naturalezza. “Badabim Badabum“, sulle alterazioni chimiche provocate dalle droghe, si alterna tra strofe spensierate e bucoliche, quasi da nursery song, a un refrain più corposo aggressivo, completandosi in una coda squisitamente incongrua.

La delicatezza melodica di “Superman” si distende su una struttura meno contaminata da stili diversi ma pur restando un brano “rock” è pieno di piccole raffinatezze che impreziosiscono una composizione lineare.
Con “Bambajamba” ci spostiamo sui territori del reggae rockpop. Il brano, pur non tradendo nessuna delle qualità della band, in alcuni momenti ricorda vagamente i Rush di “Digital Man“, che a loro volta si rifacevano, volutamente ai Police.
Approdiamo sulle dolci spiagge hawaiane con il brano finale, “Aloha“. Il brano più autenticamente pop della raccolta che ci lascia dall’ascolto di questo EP, con un senso di nostalgia e leggerezza.

Pagoda Trip - "Pahama" - 2016L’illustrazione di copertina, realizzata da Mattia Iacono è allo stesso tempo essenziale e ricca di significati simbolici e coglie appieno l’essenza della musica dei Pagoda Trip.

Aldilà dei facili nomi di riferimento, Strokes, Smiths e un sapore anni ’80 ben dosato, ai quali si può aggiungere serenamente anche il nome di Supertramp, l’apparente facile musica dei Pagoda Trip si potrebbe complicare più contro le riserve mentali di chi ascolta che contro l’effettivo valore di una musica che si definisce pop ma che non ingabbia affatto il termine in “popolare per le masse”.

Piuttosto il riuscito mélange effettuato dai Pagoda Trip è rivolto più a chi sa apprezzare una sfida intellettuale che un musica per la pancia. Se è pop lo è per il cervello e non per il cuore .. o altre parti anatomiche meno nobili. Sono brani che si apprezzano quasi del tutto con il cervello che con i sentimenti al punto che nonostante la loro “scorevolezza” richiedono più ascolti per abituare l’orecchio (e il cervello) al loro modo di fare le cose. Complice in positivo le capacità dei musicisti coinvolti. I brani saranno scorrevoli ma continuano a mostrare sorprese ad ogni nuovo ascolto.

Pagoda Trip – “Pahama”

Band/Artista: Pagoda Trip
Album: “Pahama”, EP
Data Pubblicazione: 8 aprile 2016
Etichetta: Cabiria Rercords
Produzione: Registrazione, mix  e Master di Ettore Gilardoni presso REal Sound Studio di Milano
Cover Artwork: Mattia Iacono

Tracklist – “Pahama”

1-Chicarica
2-Surfin
3-Badabim BAdabum
4-Superman
5-Bambajamba
6-Aloha

Line Up – “Pahama”

Mirko Zago: voce
Jari Nicolò Lattunen: chitarra, ukulele, voce di supporto
Simone Finocchio: piano, tastiere, synth, voce di supporto
Carlo Leone Fanton: basso elettrico, voce di supporto
Michele Pozzi: batteria, acustica ed elettronica

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