Seraphic Eyes - 2016Recensioni Recensioni Nazionali 

Recensione di Seraphic Eyes – “Unity”

L’album “Unity” (Bagana Records) dei Seraphic Eyes sarà ufficialmente disponibile in copia fisica dall’8 aprile 2016. Dopo lunghi anni di gestione travagliata, dopo “un incidente fortuito… in un bagliore nel contatto tra due auto” e dopo due EP autoprodotti nel 2012 e nel 2013, il power trio di Biella pubblica finalmente il suo primo album completo. “Unity” lo abbiamo ascoltato con piacere e recensito con altrettanto piacere per voi.

Il power trio si definisce grunge/alternative metal/punk, tre elementi che in diversa misura ritroviamo ben miscelati nelle 12 tracce dell’album. Sorprendentemente il talento dei 3 componenti riesce a costruire brani ispirati e mai noiosi e a rendere godibili e non smaccatamente di moda le influenze punk, ma anche quelle new wave, che fanno capolino in modo deciso in quello che potremo definire un grunge ormai classico, ma aperto ad altro, come dovrebbe e potrebbe essere il grunge.
Ma lasciamo perdere le definizioni di genere, sempre limitanti, e inoltriamoci nei fatti, in un album che in 37 minuti di durata (né troppi, né troppo pochi) piace per la sua onestà, supportata da una tecnica esecutiva ben asservita alla musica proposta, ma non succube degli aspetti più grezzi che ci si potrebbe aspettare di trovare.

L’apertura di “Lies” – un brano fondamentalmente di rock and roll orecchiabile e spensierato, punk più nel suo ritornello tormentone di facile ed infantile presa “I don’t care, I don’t care for you” che nell’effettiva resa – ci dice subito: “non aspettatevi fronzoli da questo album”, ma in realtà non è del tutto vero. E’ evidente già da questo “biglietto da visita”, semplice e superficiale come lo sono i biglietti da visita, una produzione, ad opera di Moreno Delsignore, tesa a cogliere atmosfere old school, con suoni, “arrotondati” e “morbidi”, che fanno molto british anni ’70. L’impasto dei tre strumenti più la voce, semplicemente non c’è, ogni elemento è nitido nella sua morbidezza, dando quel tocco di raffinate sonorità che non infastidisce.
Explode” attacca con un riff grintoso e graffiante, ma quasi danzereccio e che si stempera in strofe cantate alla Dave Brock. In effetti, qua e là nell’album si colgono impressioni che ricordano i momenti meno “space” del rock degli Hawkwind.
Forti tocchi new wave in “I Pray” con la sezione ritmica ben compatta e sinuosa. La chitarra ritmica sostiene l’armonia in modo egregio. La batteria non è mai statica ma neanche mai invadente.
Con “Noise” ritorna il punk, questa volta anche nella resa, oltre che nella presa, dei suoi versi volutamente semplici, infantili e quasi balbettanti nel loro ripetersi (“My Generation” degli Who, fa ancora scuola), interrotti da un assolo di chitarra che sa molto di primi Ultravox (quelli con John Foxx).
Nell’album non brilla nessun assolo di chitarra particolarmente eclatante, e probabilmente non sarebbe neanche congruo con questo tipo di musica, ma Alberto Marconetto si dimostra un chitarrista ritmico di tutto rispetto, onnipresente e mai banale.
Seraphic Eyes - Unity - Album CoverCon la successiva “Waiting for Dawn” è il momento per l’accoppiata Gagliardi/Azzalin, dimostrare che non è solo “allegra caciara“. La quasi bossa nova sincopata di Azzalin è mirabilmente unita ai raffinati giri di basso della Gagliardi, entrambi a supportare la voce disillusa di Marconetto, più dei comunque appropriati arpeggi di quest’ultimo. Forse il brano si trascina un po’ troppo nel finale, ma pazienza.

Ancora nessun momento di stanca, ma arriva “Now Breath“, esattamente al centro dell’album, a conferma (come se non lo sapessimo), che i pezzi peggiori si mettono sempre al centro. Forse le melodie vocali sono troppo simili ai brani precedenti. Il brano graffia, ma graffia poco. Un buono e breve inciso di chitarra solista, migliora, di poco, l’interesse del brano.
L’acqua di un ruscello e la voce che attacca studiatamente mezza misura prima della chitarra acustica, per la ballata di rito. “The River” strizza l’occhio alle ballate dei metaller quando questi sono in vena di sentimenti. C’è da dire che i giri di basso non sono mai banali, anche quando tutto nel resto del brano porterebbe ad adeguarsi. Comunque il brano scorre bene e lo scroscio ritorna quasi improvviso a terminare insieme al giro di chitarra.
Chitarre aperte e grintose in “Skin & Heart” si alternano alla melodia punkeggiante, ma il brano si innesta più nell’ambito dell’hard rock d’antan, terminando con un rallentamento del tempo che lascia spazio alle note lunghe della chitarra.
Perfect” mi ricorda i R.E.M. Che c’entra il gruppo di Michael Stipe e soci? Semplicemente che il brano mi ricorda i R.E.M.
Bell’apertura in “Sad Smile“. Il lavoro di incastro ritmico fra i tre musicisti è sempre molto efficace, semplice nel risultato, ma con gusto raffinato… forse un po’ troppo per una band che si definisce, fra l’altro, punk.
“Mancava l’immancabile cover”, “Break On Trough (To The Other Side)“. Quasi scontato trovare una cover, ma decisamente meno scontata è la scelta del classico dei Doors. Molto buono l’arrangiamento sul basso elettrico in un brano che nell’originale è di un gruppo famoso, tra l’altro, per non avere mai avuto un vero bassista.
Il Gran Finale dell’album “Unity” è affidato al grunge lento di “My Own Will“. Lavoro sempre egregio della Gagliardi con il suo basso sinuoso, sottolineato dalle percussioni tribali di Azzalin, il brano procede tra momenti di apparente calma velata da funerei e minacciosi rintocchi a disperate aperture nel refrain.

Unity” dei Seraphic Eyes ci è piaciuto. Diretto, semplice ma non semplicistico. Efficace nell’andare dove vuole andare. Non presenta nulla di nuovo ma lo presenta molto bene.

Seraphic Eyes – “Unity”

Band: Seraphic Eyes
Album: “Unity”
Data Pubblicazione: 8 aprile 2016
Etichetta: Bagana Records
Produzione: Seraphic Eyes e Moreno Delsignore
Registrato e mixato da Federico Provini presso PFL Studio

Tracklist – “Unity”

1 – Lies
2 – Explode
3 – I Pray
4 – Noise
5 – Waiting For The Dawn
6 – Now Breath
7 – The River
8 – Skin & Heart
9 – Perfect
10 – Sad Smile
11 – Break On Through ( cover The Doors)
12 – My Own Will

Line Up – “Unity”

Alberto Marconetto: chitarra, voce
Laura Gagliardi: basso elettrico, voce
Alessio Azzalin: batteria, voce

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