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Recensione di Tremonti – “Dust”

I Tremonti con il terzo album “Dust” continuano la scia di qualità cominciata con “All I Was” nel 2012 e proseguita con “Cauterize” nel 2015, album ben accolto dalla critica e da noi recensito a suo tempo.

Mike Tremonti e soci dimostrano ancora una volta di saper prendere solo il meglio dai generi thrash e speed metal e di miscelare questa troppo spesso monotona materia con le esigenze di una musica che non perde mai d’occhio la melodia e il comunicare sentimenti ed emozioni, vari e stratificati. Siamo d’accordo che lo stesso Mike aveva dichiarato che questo “Dust” è frutto delle stesse session del fortunato predecessore e infatti, oltre a trovare la stessa ottima formazione di “Cauterize“, sia l’atmosfera musicale, forse meno cupa, sia la grafica, si rimandano molto al predecessore ma non era scontato che questo materiale sarebbe stato della stessa qualità. Il pericolo poteva essere che la selezione avrebbe lasciato le “prime scelte” a “Cauterize” e gli scarti per “Dust“. Non è così.

D’altra parte “Dust” proprio per questa origine comune con l’album precedente non evolve di molto la musica della band ma è pur vero che esistono gruppi che da decenni fanno sempre lo stesso album …

Differenze dal predecessore si trovano nella scelta dell’ordine dei brani. Fattore di scelta importantissimo in fase di produzione. “Cauterize” divideva l’album praticamente in due, con una prima metà più potente e “cattiva” e una seconda parte più ballad oriented. In questo caso la title track “Dust“, “Tore My Heart Out” e “Unable To See” sono tutte ballad inserite rispettivamente come 4°, 6° e 10° traccia. E’ bene precisare che queste “ballad” hanno ben poco di melenso. Al contrario sono potenza compressa e controllata … a stento nel caso di “Tore My Heart Out

Tremonti - Dust - Album CoverMy Last Mistake”  con i suoi intenti palesemente AOR, è un buon inizio ma le successive “The Cage” e “Once Dead” sono anche superiori, continuando e migliorando la qualità e facendo vedere di cosa è capace questa band.
Betray Me” arriva proprio al momento giusto dell’album e con Mike sugli scudi (ancor di più delle sue ottime performance medie) che senza mai dimenticare che il musicista è al servizio del pezzo, offre diverse lezioni di tecnica e gusto a tutti i nuovi e giovani chitarristi della milionesima nota al secondo che sono li fuori. “Catching Fire“, “Never Wrong” e “Rising Storm” sono hard rock più convenzionale se per convenzionale si intende qualcosa di potente ma raffinato, ben arrangiato e suonato che non si consuma ad un solo ascolto e poi si passa avanti.

Dust” è un album con 10 tracce nessuna delle quali è debole e nessuna abbassa la media di un album maturo e allo stesso tempo sorprendente che ormai conferma i Tremonti come una band capace di andare avanti per i propri meriti senza bisogno di associarsi come “derivata da”.

Tremonti – “Dust”

Artista/Band: Tremonti
Album: Dust
Data di Pubblicazione: 29 aprile 2016
Etichetta: FRET12 Records
Produzione:Michael Baskette. Mix di Michael Baskette presso Straling Sound. Master di Ted Jensen presso Studio Barbarossa. Tecnico del suono, Jef Moll

Tracklist – “Dust”

1-My Last Mistake
2-The Cage
3-Once Dead
4-Dust
5-Betray Me
6-Tore My Heart Out
7-Catching Fire
8-Never Wrong
9-Rising Storm
10-Unable to See

Line Up – “Dust”

Mike Tremonti: chitarra solista, voce solista
Wolfgang Van Halen: basso elettrico, cori
Eric Friedman: chitarra, cori
Garrett Whitlock: batteria

Dust” – disponibile in CD e digitale – link

 

 

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