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Recensione di MaidaVale – “Tales Of The Wicked West”

MaidaVale (separando il nome del Comune calabrese da valle) è uno storico quartiere di Londra, famoso per gli studi della BBC dove sono passati quasi tutti i grandi e meno grandi nomi della storia del rock britannico negli anni ’60 e ’70 (vedi la nostra serie sulle BBC session – ndr), gli stessi nomi, soprattutto gruppi e singoli musicisti del british blues boom che sono i chiari e diretti ispiratori di questo “Tales Of The Wicked West“, album di debutto delle quattro belle valchirie di Stoccolma che vanno sotto il nome di …. MaidaVale. (sessista? Diciamo che anche per noi maschietti l’occhio ogni tanto deve venir stuzzicato insieme all’orecchio .. lo dico pensando alle numerosissime fangirl dell’hair metal .. così ce n’è per tutti).

MaidaVale - Tales Of The Wicked West - 2016Gli intenti delle MaidaVale quindi sono ben chiari fin dal nome. Per intenderci, potevano chiamarsi anche Marquee Club, storico locale londinese, anch’esso fondamentale per la storia del rock. Di certo non potevano chiamarsi Abbey Road Music Machine (anche se la famosa striscia pedonale è piuttosto vicina al quartiere).
Il mersey beat e la psichedelia pop non sono di interesse per le MaidaVale bensì, il buon, sano, immortale, blues elettrico di John Mayall, Jimmy Page, Jeff Beck e loro compari, senza farsi mancare una spruzzata di blues psichedelico alla Steamhammer e così dall’apertura di “(If You Want the Smoke) Be the Fire
” fino alla chiusura di “Heaven And Eart
h” con una chitarra che più alla Peter Green di così non si può,  le ragazze svedesi in 9 tracce ripercorrono quello stile e quel sound di blues rock dal gusto squisitamente british, pescando il blues sia dalle acque del Tamigi ma anche da qualche semi-prosciugato creek americanosenza particolare originalità ma anche senza sbavature: precise, maestose, un poco lisergiche e psichedeliche, persino sanguigne nel rievocare la selvaggia e sensuale voce soul blues di … Janis Joplin … o più opportunamente, di Maggie Bell degli scozzesi Stone The Crows. C’è comunque spazio anche per momenti di sapore più traditional blues/folk come nel brano “Restless Wanderer” e per le rievocazioni dei paesaggi del profondo e poco wicked west americano, come in “The Greatest Story Ever Told

Chi cerca l’originalità e “nuovi suoni” l’album “Tales Of The Wicked West” delle MaidaVale potrà apparire “wicked” ma considerando che oggidì raramente, molto raramente, si trovano questi presunti “nuovi suoni”, rinunciamo all’affanno dell’originalità e abbandoniamoci a quanto di buono offre il panorama musicale attuale, pieno di gruppi fotocopia delle mille derivazione del metal. In questo contesto un gruppo fotocopia del british blues rock ogni tanto può apparire “originale” nel suo distinguersi dalle larghe tendenze.

MaidaVale – “Tales Of Wicked West”

Band/Artista: MaidaVale
Album: “Tales Of The Wicked West”
Data Pubblicazione: 5 agosto 2016
Etichetta: The Sign Records
Produzione: MaidaVale, Joona Hassinen presso Studio Underjold. MAstering Linus Andersson.
Cover Artworks: Maarten Donders.

Tracklist – “Tales Of The Wicked West”

1-(If You Want the Smoke) Be the Fire
2-Colour Blind
3-The Greatest Story Ever Told
4-Truth/Lies
5-Dirty War
6-Restless Wanderer
7-Standby Swing
8-Find What You Love and Let it Kill You
9-Heaven And Earth

NB – Il comunicato stampa ufficiale e di conseguenza alcune setlist pubblicate riportano erroneamente le ultime due tracce come:
8-Wish I’d Been Born at Sea
9. Find What You Love and Let it Kill You

Per questa recensione ci siamo basati sul nome indicato nelle singole tracce dell’album.

Line Up – “Tales Of The Wicked West”

Linn Johannesson: basso elettrico
Sofia Ström: chitarra
Matilda Roth: voce
Johanna Hansson: batteria

Tales Of The Wicked West” disponibile in digitale, CD fisico e LP (200 copie) – link

 

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