Richie Ramone @ Locanda Atlantide - 05 05 2015Live Report Internazionali 

Richie Ramone: il miglior batterista dei Ramones @ Locanda Atlantide – 05 05 2015

Sono trascorsi solo 5 mesi da quando Richie Ramone è passato per la prima volta a Roma e il 5 maggio 2015 l’artista statunitense torna a farci visita per esibirsi, assieme alla sua band, sul palco di Locanda Atlantide. L’affluenza di pubblico è leggermente minore rispetto alla volta precente, qualcuno potrebbe pensare che la causa sia da imputare proprio alla vicinanza dei due concerti, tuttavia altri due fattori negativi sono da non sottovalutare: la partita e il giorno infrasettimanale. Chi non c’era ha comunque perso un gran concerto, forse persino migliore del precente, in cui il terzo batterista dei Ramones ci ha fatto ascoltare pezzi storici ed estratti dal suo ultimo lavoro da solista “Entitled“, datato ormai 2013.

The Hornets

Come opening act troviamo due band italiane, una delle quali aveva già accompagnato Richie in altre date, stiamo parlando degli abbruzzesi Double Malt. Ma è ai torinesi The Hornest che tocca il compito di aprire per il concerto di Richard Reinhardt, in arte Richie Ramone. 7 brani per loro in scaletta, che gli danno l’opportunità di scaldare la timida audience sparpagliata per il locale. Il loro è un alternative metal che, anche se non perfettamente in linea con la serata, lascia spazio a tutta la rabbia e la grinta che i 5 musicisti esprimono da sopra il palco: Andrea Grosso (voce), Andrea Cataneo e Luca Birocco (chitarre), Andrea Pusceddu (basso) e Marzio Francone (batteria), non si risparmiano. La loro proposta è buona, o almeno sembra, dal momento che, come spesso accade, l’acustica delle band di apertura è penalizzata; si riesce comunque a capire che alcuni dei loro brani sono accompagnati da basi pre-registrate. Purtroppo non si ha una esatta percezione degli arrangiamenti, o delle poche linee melodiche che la band cerca di far arrivare al pubblico in sala, ma noi ci fidiamo, si vede che i The Hornest non sono affatto gli ultimi arrivati e la loro esibizione ci soddisfa lo stesso.

Curioso, e allo stesso tempo bello, notare che nel frattempo un Richie Ramone un po’ brillo passeggia tranquillamente per il locale, assistendo ad alcuni momenti del concerto e rendendosi disponibile per foto e autografi con i suoi fan. Aggiungiamo, per nota di cronaca, che durante la nostra video intervista pre-concerto, (a breve disponibile – n.d.r.), lo stesso Richie ci ha confessato di essere preoccupato per la scarsa affluenza di pubblico. Cosa che magari ha voluto verificare di persona proprio uscendo dai camerini.

Double Malt

Dopo l’esibizione dei The Hornets, è il turno dei Double Malt, di nuovo sul palco al fianco di Richie. Il genere della band abbruzzese non mi sembra si discosti troppo da quello della band precedente, anche se si dirige più su sonorità hard rock/metal odierno. Anche per loro l’acustica non è delle migliori e il volume, forse troppo alto, causa più di un rumore di fondo. La loro line-up li vede addirittura in 6, dato che oltre ai due chitarristi, Angelo Tesoriere e Bruno Sciri, troviamo il tastierista Vittoriano Palerma, il cantante Alfredo Mariani, il bassista Francesco Casoli e il batterista Davide D’Amico. La loro carica è notevole; il sound è potente, come dimostra il brano iniziale “Long Way”, singolo estrtato dall’album “Addiction”, o anche “Just You Know Why”. “Woman”, invece, cover degli australiani Wolfmother, è il penultimo brano, seguito da “Room 182” che chiude questa energica performance. Da notare anche che i musicisti sono apparsi più sciolti rispetto al live precendente, segno che si stanno facendo le ossa.

Richie Ramone

Man mano che la serata scorre si continua a vedere l’entrata di nuovo pubblico, anche se non riesce a colmare tutti gli spazi del locale.

Nel frattempo l’attesa della band headliner si fa sentire… dura una buona mezz’ora, dal momento che per loro il soundcheck è stato fatto all’istante, almeno per quanto riguarda chitarra e batteria. I fan accorsi sono già radunati tutti sotto palco e, come raramente accade, hanno la possibilità di assistere ad un momento fondamentale per un concerto. Forse un po’ noiso per alcuni, ma sicuramente amato da appassionati ed amanti del backstage: il souncheck, appunto.

Finalmente si spengono le luci.

Parte una intro tribale e i musicisti prendono il loro posto, Richie Ramone, ovviamente, per ultimo, accompagnato dall’acclamazione dei presenti. Entra in scena di corsa, con le bacchette in pugno, stringendo le mani delle prime file, poi, dopo aver salutato al microfono, si siede dietro la batteria per dare il via alla veloce “Durango”. Tutto ad un tratto accade il solito miracolo, l’acustica è impeccabile. Richie poi ci da giù così pesante che alla fine del brano riesce subito a rompere la pelle battente della cassa della batteria. Due sono le opzioni: cambiare pelle o cambiare cassa, e si sceglie la seconda, (anche perché più veloce), dato che per fortuna ce n’è un’altra a disposizione.

Per ingannare l’ulteriore attesa il batterista scende dal palco e in mezzo ad un pubblico incredulo offre bicchieri di Jack Daniels versati dalla sua bottiglia personale, poi risale sul palco e uno a uno dedica un R.I.P. a tutti i suoi colleghi Ramones.

Si gira, chiede se tutto è risolto e, ricevuto l’ok, il concerto può proseguire con l’alternarsi di brani appartenenti alla discografia della famosa punk rock band americana e quelli tratti dal suo ultimo album “Entitled”. Brani come “Smash You”, “Warthog”, “Animal Boy” o “Better Than Me”, “Criminal” e “Into The Fire” animano sempre di più un pubblico dedito al pogo più sfrenato, che raggiunge il culmine con il celeberrimo brano “Blitzkrieg Bop” dei Ramones. Richie suona e canta contemporaneamente, ma si divide anche il compito dietro le pelli con il chitarrista ritmico Ben Reagan che, quando lo fa, lascia la sua 6 corde per farlo diventare frontman assoluto dietro il microfono. Alex Kane, l’altro chitarrista (solista), si dimena come un ossesso e non è da meno la bassista Clara Misstake che, a dispetto del suo fisico particolarmente esile, si sbatte per tutto il concerto sempre con il sorriso stampato sul volto. Incredibile la band di Richie che non solo lo accompagna, ma fa essa stessa parte dello show.

I brani sono tanti, una ventina circa, ma il concerto si sta avvicinando al termine con il doppio bis dei brani “Commando” e “Loudmouth”. Un concerto che, anche se durato solo un ora, è stato ricco di emozioni, con un Richie Ramone che si conferma ancora una volta il miglior batterista avuto dai Ramones e quello con lo stile più veloce, nonostante la visibile non lucidità per via dell’alcool e la sua età di 58 anni, ma come farà? Che sia benedetto dai suoi ex compagni passati quasi tutti a miglior vita? A proposito di questo, speriamo che almeno lui rimanga ancora a lungo su questa terra per regalarci ancora del buon punk rock!

Come sempre, ringraziamo ancora una volta tutti gli organizzatori del live, le band che si sono esibite e Locanda Atlantide che ha ospitato l’evento.

Set List The Hornets:

1) Feel
2) Invincible
3) You’re Wonderful
4) Wonder Why
5) Run Away
6) Thinking of You
7) Under My Feet

Set List Double Malt:

1) Long Way
2) Let Me Roll
3) My And My Sweet
4) Right Time
5) Just You Know Why
6) Hear Me, I Scream
7) P.H.
8) Woman
9) Room 182

Set List Richie Ramone:

1) Durango 95
2) I Don’t Wanna Go Down To The Basement
3) Somebody Put Something In My Drink
4) Smash You
5) I Just Want To Have Something To Do
6) (You) Can’t Say Anything Nice
7) Better Than Me
8) Entitled
9) Criminal
10) Into The Fire
11) Blitzrieg Bop
12) War Thog
13) Animal Boy
14) I’m Not Jesus
15) Take My Hand
16) Havana Affair
17) Cretin Hop
18) Humankind
19) Commando
20) Loudmouth

Galleria Fotografica a cura di Francesca Keifer

Video Intervista

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