25 agosto 1951 - nasce Rob HalfordNews 

Rob Halford: i suoi 10 album Heavy Metal preferiti

Rob Halford, storico frontman dei Judas Priest, è da sempre un punto di riferimento per gli appassionati del mondo heavy metal. Dopo aver stilato la classifica dei 100 migliori album metal di sempre, la rivista Rolling Stone ha dato il giusto tributo al leader della band inglese chiedendo ad Halford la sua personalissima top ten.

Di seguito i 10 migliori album Heavy Metal di Rob Halford:

01 – Black Sabbath – “Black Sabbath” (1970)
02 – Metallica – “Kill ‘Em All” (1983)
03 – Korn – “Korn” (1994)
04 – Iron Maiden – “Iron Maiden” (1980)
05 – Slayer – “Reign In Blood” (1986)
06 – Pantera – “Cowboys From Hell” (1990)
07 – Dio – “Holy Diver” (1983)
08 – Emperor – “Anthems To The Welkin At Dusk” (1997)
09 – Slipknot – “Slipknot” (1999)
10 – Motörhead – “Ace Of Spades” (1980)

Di seguito il commento di Rob Halford riguardo il nuovo album in arrivo:

“È davvero fantastico vedere come questo album sia il frutto del lavoro di tutti, un po’ come accadeva i primi tempi quando in studio eravamo solo io, Glenn (Tipton, ndr) e Richie (Faulkner, ndr), seduti con una coppia di chitarre e beh, sapete, a fare quello che sappiamo fare. Iniziavamo sempre la giornata con niente in mano e alla fine, potenzialmente, avevamo creato una grande, classica canzone in stile Priest come non avevamo mai avuto”.

Rob Halford è ricordato principalmente per la sua incredibile estensione vocale, per i suoi abbigliamenti, (divenuti un vero e proprio marchio di fabbrica), e per le sue entrate spettacolari sul palco a bordo della sua motocicletta. Da ragazzo i suoi idoli erano Beatles, Rolling Stones, Cream, David Bowie, Frank Sinatra e nutriva anche una grande ammirazione per Elvis Presley. Entrò nel mondo della musica cantando in varie bands minori tra cui Hiroshima, Lord Lucifer ed Abraxas, mentre nel 1973 venne chiamato a sostituire Al Atkins nei Judas Priest, iniziando, così, la sua carriera in questa band.
Nei primi anni ottanta la carriera con i Judas procedette senza ostacoli, grazie ad album come “British Steel” (1980), “Screaming for Vengeance” (1982) e “Defenders of the Faith” (1984), tre album considerati come fondamentali per l’heavy metal.
Nella seconda metà di questo decennio il loro stile musicale iniziò a subire radicali mutamenti verso sonorità più morbide.
Nonostante l’arrivo del nuovo batterista Scott Travis e l’uscita di “Painkiller” (1990), uno dei più importanti ed influenti lavori heavy metal di sempre, Rob si divise dai Judas Priest. Ciò avvenne poco dopo la fine del “Painkiller” World Tour e a seguito della sentenza di assoluzione al processo in cui il gruppo era stato accusato di aver pubblicato un pezzo intitolato “Better By You, Better Than Me“, (una reinterpretazione degli Spooky Tooth), ricco, secondo l’accusa, di messaggi subliminali che avevano indotto al suicidio due giovani negli USA. Secondo quanto ammesso dallo stesso Rob Halford, il cantante voleva prendere una pausa dall’intensa attività della band per creare un progetto solista di stampo più moderno. Visto che l’etichetta non voleva permettergli di allontanarsi dai Priest, seppur momentaneamente, il suo abbandono totale dai Priest fu comunicato tramite fax nel novembre 1992. Mentre i Judas lo rimpiazzarono con Tim “Ripper” Owens, Halford fondò i Fight, in compagnia di Scott Travis. La band incise due album in studio: “War Of Words” (1993) e “A Small Deadly Space” (1995), e fondò un altro progetto chiamato 2wo, pubblicando però un solo disco, “Voyeurs” (1997).
Nel 1998, Halford rivelò la sua omosessualità in un’intervista ad MTV. Il suo orientamento sessuale era già noto al resto della band e non costituì certo una sorpresa nemmeno per i fan.
Maggior successo riscuoterà la sua band omonima Halford che, reclutando i chitarristi Patrick Lachman e Mike Chlasciak, il bassista Ray Riendeau ed il batterista Bobby Jarzombek, pubblicò “Resurrection” (2000). Nel disco, infatti, si trovarono ottimi brani come “Resurrection“, “Made In Hell“, “Silent Screams” e “The One You Love To Hate“, dove Halford duettò con Bruce Dickinson, il frontman degli Iron Maiden.

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