DragonhammeR (Feat. Fabio Lione) @ Traffic - Opening Midnight Sin e HangarvainLive Report Nazionali 

Rock On Night: cuore, anima e metallo @ Traffic – 21 12 214

Domenica 21 si è svolta la prima “Rock On Night” che darà il via ad una serie di appuntamenti all’insegna dell’hard & heavy targati Rock On. Sul palco si son alternate band che hanno dato cuore, anima e metallo ai metal kids accorsi per l’occasione. Ulteriore conferma alle parole di un collega riguardo le band e la musica che propone il Traffic, “La miglior programmazione live di Roma da almeno tre anni a questa parte”, e con cui mi trovo pienamente d’accordo.
Tutto è stato perfettamente curato e, prima di iniziare il racconto della serata vi sveliamo che Rome by Wild, prima del concerto ha avuto l’opportunità di intervistare proprio Fabio Lione, che si è dimostrata persona molto disponibile e alla mano. Ha scambiato quattro chiacchiere con la nostra Alessia Mancini per raccontarci dei suoi progetti futuri, ci ha reso partecipi di alcuni retroscena e molte altre cose in questa video intervista.

Le danze vengo aperte dai partenopei Hangarvain, già opening dei Y&T mesi fa. I quattro capitanati da Sergio Toledo portano sul palco del Traffic un ottimo hard rock dalle venature southern e sonorità molto anni ’90. Pur non disdegnando una strizzata d’occhio ai grandi degli anni ‘80/’90, la band non è mai scontata, né scade nel già sentito.
Rompono gli indugi con “Through the Space and Time” seguita dalla trascinate “Get On” che il pubblico delle prime file canta  a squarcia gola, brano che tra l’altro è l’inno della Briganti Napoli American Football Team. La band prosegue con “Blame it on the Boom Boom”, della band rock del Kentucky Black Stone Cherry. Si continua poi con “A Life for Rock n’ Roll”, “Knock Back Doors” e “Free Bird”, ascoltabili sul loro primo album “Best Ride Horse” e, in versione acustica, nell’ EP “Naked”, uscito a fine novembre 2014.
Il live scorre veloce fino ad arrivare alla bellissima “Father shoes” per poi concludersi con la cover dei Pearl jamEven Flow”. Alla fine di questa performance posso solo consigliare ancora una volta ai nostri lettori di supportare le band italiane che meritano perché ce ne sono.

Tra un cambio palco e l’altro c’è spazio anche per uno spettacolo di danza del ventre, particolarmente apprezzato dai presenti: la sinuosità delle ragazze ha fatto avvicinare anche i pochi che erano distratti ed intenti a fare altro. Le due ballerine hanno saputo catturare l’attenzione e deliziare tutti con questo ballo molto sensuale. Inutile riportare i commenti da “metallaro medio” che di quando in quando si sono sentiti durante la loro esibizione.

Ora è la volta dei Midnight Sin che portano sul palco un hard rock/glam di ottima fattura, in cui tutto è al posto giusto: cori, soli di chitarra, intro e outro, riff orecchiabili e melodici. L’unica cosa che sembra fuori posto è l’anno del concerto, il 2014. Il loro sound riporta alla mante band come i Bon Jovi e, a mio parere, ha in sé anche venature della scena sleaze svedese. Viene da pensare che se fossero nati nella Los Angeles di metà anni ’80 magari oggi ne avremmo sentito parlare a livello internazionale.
Albert Fish & soci tengono benissimo il palco suonando per i presenti tanto hair metal e chi, come il sottoscritto, è fermo al 1986 può facilmente apprezzarne la performance. La band ci regala brani tratti da “SEX FIrST” uscito nel 2014. Tra le proposte in scaletta spicca sicuramente la bella e orecchiabilissima “Feed Me With Lies” e due cover: la prima, famosa e risanata un po’ da tutti in varie versioni, è “Wisky in The Jar” dei Thin Lizzy, che personalmente non mi ha convinto, e la seconda dalla discografia dei Mötley CrüeKickstart My Heart” che tutti, e dico tutti, hanno cantato e ballato.
Le due sensuali ballerine son di nuovo sul palco trasformando in movimento le note di un brano metal dalle forti tinte arabeggianti e anche in questo caso attirano l’attenzione di tutti i presenti lasciando poco dopo il palco ai power metallers DragonhammeR.

L’ intro che si amalgama con “Legend”, estratto dal loro primo album, fa subito capire che il live cambierà sonorità, passando dai brani hard rock delle band precedenti a un più potente e tirato power metal. Si prosegue con “Seek In The Ice”, estratto dal loro ultimo lavoro del 2013 “The X Experiment”, “YMD” e “Fear of a Child”, da “Time For Expiation” (2004), arrivando a suonare poi la title track “The X Experiment”: cinque minuti davvero devastanti per un brano ben arrangiato ed eseguito, i fraseggi di tastiera ben si intrecciano con l’incedere di basso e batteria e le ritmiche in palm muting dei due chitarristi che sfociano poi in interessati soli di chitarra.
Si prosegue con “Last Solution” e subito dopo il frontman della band Max Aguzzi chiama sul palco un cantante che non ha certo bisogno di presentazioni…. Fabio Lione. Il pubblico già caricato dalla potente musica dei DragonhammeR esplode in un ovazione e, dopo un breve scambio di battute tra Max e Fabio, è lo stesso Fabio ad annunciare il brano “The End of the Word” che nel disco vede anche la partecipazione di Roberto Tiranti. Quando il brano inizia sembra che Fabio sia membro della band da sempre, e non ospite casuale. Entra subito in sintonia con i musicisti e il live sale di livello. Dopo questo brano davvero maestoso, e per la gioia di tutti, attaccano con la più che famosa e celebre “Emerald Sword” (Rhapsody Of Fire), le cui note invadono il Traffic, mentre l’incidere del brano trasporta tutti noi tra verdi vallate dove i draghi volano. Lione e i DragonhammeR sono un’accoppiata vincente e tutti voglio che il connubio duri per altri 100 brani, anche se purtroppo suonano ancora soltanto “Black Diamond” degli Stratovarius e il cavallo di battaglia dei DragonhammeR, l’omonima “DragonhammeR”.
Il live giunge al termine velocemente. I power metallers romani danno prova ancora una volta di grande bravura e maestria portando sul palco ottimo power metal che non ha nulla da invidiare ad altre band più blasonate. Il tutto poi è stato imprezziosito dall’aggiunta di un grandissimo artista, invidiato in tutto il mondo, singer tra i singer e che tutte le band vorrebbero avere nella loro formazione, Fabio Lione, che ha regalato la sua arte rapendo e portando l’ascoltatore in un’altra dimensione per fargli dimenticare guai, problemi e quant’altro.
Grazie alla Rock On Agency, ancora una volta abbiamo potuto raccontare una serata carica di bella musica, degna di essere ascoltata, diffusa e supportata e possiamo tranquillamente dire che a volte gli italiani lo fanno meglio.

Galleria Fotografica a cura di Alessia Mancini
Per le foto in alta risoluzione: info@romebywild.it

(La galleria fotografica degli Hangarvain non è disponibile a causa di un problema tecnico)

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