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Satyricon: la mostra “Satyricon & Munch” aprirà il 29 Aprile 2022

Satyricon & Munch è il progetto artistico che vede la collaborazione tra i Satyricon e il Munch Museum di Oslo per un’esposizione che unirà la musica della band all’arte del grande pittore Edvard Munch, e che aprirà il 29 aprile. La mostra allestita al decimo piano del museo, è caratterizzata da opere di Munch selezionate e che attingono a temi esistenziali. Al termine dell’esposizione è prevista la pubblicazione dell’album “Satyricon & Munch” che comprenderà le canzoni scritte dalla band.

Di seguito il commento di Satyr:

“”Non dipingo ciò che vedo, ma ciò che ho visto”, è stato il modo in cui Munch ha spiegato il suo approccio artistico. Lavorando alla musica, mi sono avvicinato alle opere in questione alla stesso modo. Ciò che ho cercato di evocare è la sensazione che mi hanno lasciato, che ho vissuto ed è questo che rappresenta per me la mostra Satyricon & Munch“.

Di seguito le parole di Stein Olav Henrichsen, direttore del museo:

“In questa mostra il pubblico deve aspettarsi l’incontro incredibile che avviene tra musica e arte. Con questo genere di scontri culturali non convenzionali ed emozionanti, Munch continuerà a offrire sorprese e nuove sfide”.

I Satyricon sono un gruppo black metal norvegese formatosi a Oslo nel 1991. Il loro primo album, “Dark Medieval Times” è datato 1994 ed evidenzia come i componenti del gruppo fossero affascinati da tutto ciò che concerneva il medioevo, ed era forte la presenza di strumenti acustici e a fiato, atipici per il genere da loro suonato. I due dischi successivi, “The Shadowthrone” (1994) e “Nemesis Divina” (1996), continuarono su quella strada esplorando sonorità differenti, ricevendo riscontri critici molto positivi e riuscendo a vendere parecchie copie per un genere come il black metal. Da sempre un duo che ruota attorno alle figure carismatiche di Satyr e Frost, la band si avvale spesso di collaboratori sia in studio che dal vivo, su “The Shadowthrone” la chitarra è suonata da Samoth degli Emperor e sul successivo “Nemesis Divina” è presente Nocturno Culto dei Darkthrone con lo pseudonimo di Kveldulv, per ovviare alla mancanza dello stesso Samoth, che si trovava in carcere. “Nemesis Divina” è considerato da molti critici il capolavoro della band e una pietra miliare del black metal. L’album contiene la celebre “Mother North“, ancora oggi considerata un classico del genere e cavallo di battaglia della band. Questo brano esalta la componente più epica con un coro solenne e maestoso in contrapposizione al ritmo furioso della canzone; da essa venne anche tratto un videoclip.
La forma di black metal fino a qui proposta è tipicamente norvegese, fatta quindi di atmosfere cupe e fredde che richiamano paesaggi tipicamente nordici. Momenti di furia cieca fatta di tempi ultraveloci, chitarre “a zanzara” e voce cattiva e glaciale si alternano a passaggi più epici fatti di cori vichinghi e momenti acustici. Satyr svilupperà in seguito questi aspetti della sua musica nei progetti paralleli Storm e Wongraven, accompagnato rispettivamente da Fenriz e da Ihsahn, altri due nomi storici del black norvegese.

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