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Scarlet: Avvento della Dama Scarlatta @ Let It Beer – 25 05 2016

Scarlet, andata e ritorno da un passato non troppo lontano con lo sguardo acceso verso un futuro imminente. Un’altra data significativa al Let It Beer.
E’ incredibile il destino, da quando questo locale era stato inaugurato non ci ero mai stato, perché me ne avevano parlato come di un pub piccolino. Invece nella vita bisogna sempre verificare di persona, non è un piccolo locale: l’ambiente è gradevole, così come l’atmosfera. Ha una propria clientela che va spesso per consumare ed ascoltare buona musica. Ed è proprio di buona musica che voglio parlare.

Vidi gli Scarlet, nome derivato dal colore dei capelli della loro eccezionale cantante Francesca Claudia Ruti, live per la prima volta tanti anni fa al Black Out di allora. Ero stato trascinato da Stefano, bassista e fratello di Francesca Claudia, e qualche tempo dopo li rividi al Grigio Notte, un locale molto bello, per metà pub e metà libreria a Trastevere. A quel tempo Stefano suonava con il sottoscritto negli SOS, band in cui suono ancora, e oltre che un musicista fu senz’altro un vero amico, che mi insegnò a capire meglio il rock ed il mondo musicale che volevo costruire intorno a me negli anni a venire. Ricordo che quella era la prima volta che entravo al Black Out, un locale dark bellissimo, pieno di personaggi variopinti, dark, metallari, ecc.
Gli Scarlet allora erano in quattro e in stile glam: Francesca Claudia Ruti alla voce era una pantera, con un corpetto sexy che lasciava libero l’ombelico su un invidiatissima pancia piatta, seni compressi nel leopardato, ma indiscutibilmente evidenti, viso un po’ imbronciato, da vera “rocker” e dei lunghissimi capelli rossi che sembravano seta avvolgente ad ogni movimento che faceva. Stefano Toni alla batteria era il più spogliato di tutti: canotta retata e muscolo tattico in evidenza. Di Alfonso Nini ricordo soprattutto l’acconciatura dei capelli che variavano dal verde scivolando in una fezza rossa su una base di grigio chiaro, quasi sale e pepe, baffi neri e una tecnica ritmica al basso incredibile… poi l’altro elemento, che insieme a Francesca Claudia ha sicuramente destabilizzato la mia giovane carriera da rocker fu StefanohookBarelli alla chitarra: aveva un look leopardato e i capelli da chitarrista americano stile KISS, uno sguardo a metà tra l’assassino e il “forse ‘ste luci me stanno a da’ fastidio“. Insomma questi tipetti mi avevano praticamente folgorato, al punto che a casa scrissi quello che ora è diventato un vecchio brano degli SOS, intitolato “We Rock“. E’ vero, c’è molta storia, tanta roba, ricordi, suggestioni che mi legano a questa band, ma il punto di vista resta comunque obbiettivo, specie dopo la notevole prestazione musicale che i nostri hanno realizzato la sera di mercoledì 25 al Let It Beer.

Scarlet

C’è da dire che, al contrario degli anni ’80, gli Scarlet hanno inserito altri due elementi nella formazione: Marco Betti alla chitarra, gran carisma e una buona voce, forse un po’ troppo scalpitante in alcuni momenti, ma va bene così, e Massimo Gemin alle tastiere, il quale per qualche problemino tecnico della fonia in generale era un po’ coperto dai suoni, ma l’indiscussa bravura e tecnica è comunque evidente, almeno da quello che ho potuto ascoltare. Rotta un po’ l’emozione iniziale da parte di tutti, d’altronde era qualche annetto che non si sentiva più parlare di loro nell’ambiente musicale romano, parte il primo brano, “Bring me to Light“, le precise stoccate di batteria del Toni non lasciano tradire alcuna emozione e la voce di Francesca Claudia accompagna le melodie del brano in maniera ineccepibile. Già da questo incipit si comincia a sentire la crescita ed il cambiamento della band dagli anni ’80, dal puro metal di brani come “First Crime“… brano che adoro e che francamente mi è un po’ mancato in scaletta.
Poi la serata si riscalda e anche gli artisti prendono più sicurezza. La temperatura dell’ambiente ora è al punto giusto e la band può essere dirompente, ma sempre con molta classe ed eleganza con “Fox Under Fire“, “Lies of the Ravens“, “Hungry Eyes“, “Against the World“, “Eyes of Times“. Una vera e propria successione di brani, uno più bello dell’altro, per una scaletta costruita alla perfezione e che cattura l’ascolto, soprattutto nei duetti vocali, un po’ alla Roxette, tra Marco Betti e Francesca Claudia, arrivando a sviluppare dal vivo dei controcanti meravigliosi, di grande forza melodica, al punto da evocare il fantasma di Jenis Joplin.
Toni, Stefanino, Massimo e Alfonso creano un vero e proprio muro ritmico: tecnica semplice, lineare, efficacie e vincente. “I Put A Spell on You” è la cover di una canzone di Screamin’ Jay Hawkins del 1956. È stata inserita nella lista delle “500 Songs that Shaped Rock and Roll”, curata dalla Rock and Roll Hall of Fame. La rivista Rolling Stone l’ha invece inserita nella propria lista delle 500 migliori canzoni, al 320° posto. Già riproposta da decine di artisti, tra cui Nina Simone, Annie Lennox, Bryan Ferry, Joe Cocker, Jeff Back, David Gilmour e tantissimi altri.
Gli Scarlet  danno al brano dei ritmi quasi da film di James Bond, direi proprio che questa versione non stonerebbe affatto come colonna sonora nel genere.
Poi è il momento dell’apoteosi “noir” con “The Last Breath” e “Only A Revolution“, un inno, forse un invito a svegliarci un po’ tutti? Fatto è che gli Scarlet sono tornati e con tutte le carte in regola per stupirci nuovamente, e francamente era molto che non mi entusiasmavo in questo modo.
Gli Scarlet suoneranno di nuovo il a settembre a Locanda Blues in insieme agli SOS per una serata veramente da non perdere. Stay Hard.

SetList – Scarlet

1-Bring me to Light
2-Fox Under Fire
3-Lies of the Ravens
4-Hungry Eyes
5-Against the World
6-Eyes of Times
7-I Put A Spell on You (cover di Screaming’ Jay Hawkins)
8-The Last Breath
9-Only A Revolution

Line Up – Scarlet

Francesca Claudi Ruti: voce.
Marco Betti: chitarra.
Stefano “hook” Barelli: chitarra.
Massimo Gemin: tastiere.
Alfonso Nini: basso elettrico.
Stefano Toni: batteria.

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