George Lynch - Seamless - Album CoverNews 

George Lynch: il nuovo album solista “Seamless” il 20 Agosto 2021

Seamless” è il titolo del primo album strumentale che il chitarrista dei Dokken George Lynch pubblicherà il 20 agosto 2021 per Rat Pak Records. Con lui sul disco hanno suonato il batterista Jimmy D’Anda e il bassista Eric Loiselle.

Questa è la tracklist di “Seamless”:

01. Quiver
02. Cola
03. TJ69
04. Death By A Thousand Licks
05. iThink
06. Sharks With Laser Beams
07. Octavia
08. Supersonic Hypnotic Groove Thing
09. Falling Apart

Bonus track:
10. Blue Light Effect
11. House Of Eternal Return
12. The Weight

George Lynch, chitarrista heavy metal statunitense, noto soprattutto per essere stato membro dei Dokken e considerato un virtuoso della chitarra. Lynch iniziò a suonare all’età di dieci anni e durante la sua adolescenza lo fece in band della zona di Sacramento (Nord California), tra cui i Sergent Rocks, fino a quando si spostò a Los Angeles dove fondò la band Xciter. Il paragone con Randy Rhoads non è casuale perché pare che per ben due volte George sia stato chiamato da Ozzy Osbourne per unirsi al suo gruppo, (la prima nel 1979 e la seconda proprio nel 1982 dopo morte di Rhandy), ma sembra che non si sia mai andati oltre al semplice contatto, (anche se qualcuno parla di alcuni concerti).
La carriera di George decollò comunque, nel momento in cui entrò a far parte dei Dokken nel 1980, e si rese partecipe della platinata serie di hits della band quali “Breaking the Chains“, “Paris is Burning“, “Into the Fire“, “Just Got Lucky“, “In My Dreams“, “It’s Not Love“, “Dream Warriors“, “Burning Like a Flame” e molti altri. All’inizio degli anni ’90, quando la band si era sciolta già da un anno, George Lynch è ormai un musicista affermato, osannato dai fan e apprezzato dalla critica, potrebbe iniziare qualunque progetto a suo nome, eppure rilascia continuamente interviste in cui afferma di non sentirsi affatto un guitar hero e di essere interessato solo a far parte di un gruppo. E così avviene: fonda i Lynch Mob, reclutando il cantante Oni Logan, il bassista Anthony Esposito, nonché il suo compagno nei Dokken Mick Brown alla batteria e insieme incidono l’album “Wicked Sensation“. Nonostante la stampa specializzata parli di svolta stilistica e di differente approccio nella lirica e armonia delle nuove canzoni, la sensazione immediata che si prova ascoltando il nuovo lavoro è quella di un normale seguito degli album dei Dokken, ne più ne meno di quello che era stato capace di fare Don Dokken con il suo contemporaneo lavoro solista. Tuttavia le vendite non raggiungono i livelli degli anni ’80 e non va meglio col secondo album, intitolato semplicemente “Lynch Mob“, del 1992, ancora più melodico del precedente e graziato dalla reinterpretazione dei QueenTie Your Mother Down“. Siamo nel pieno dell’esplosione del grunge e serve una svolta radicale: i Lynch Mob vengono sciolti e George Lynch si ripropone al pubblico nel 1993 con l’album solista “Sacred Groove” e con uno stile molto più aggressivo. Finalmente compaiono brani interamente strumentali, che mai sarebbero potuti apparire in un album dei Lynch Mob e che ai fan ricordano tanto i riff di “Mr. Scary” dei Dokken. Inoltre le preziose collaborazioni con Glenn Hughes nei brani “Not Necessary Evil” e “Cry of Brave” con Ray Gillen nel brano “Flesh & Blood” e con Jeff Pilson in “I Will Remember“, rendono il prodotto particolarmente apprezzato dai fan e dalla critica. Bisogna inoltre segnalare la presenza di Don Dokken nel brano “We Don’t Own This World“, da lui scritta insieme a George, che testimonia come le tensioni degli anni ’80 sembravano momentaneamente risolte. Nel 1994 Don Dokken prova a ricostruire il gruppo madre a fronte delle numerosissime richieste dei fan, (in particolare nipponici), ed al mancato successo della sua carriera solista. Non era nelle sue intenzioni richiamare anche George Lynch, ma quando la casa discografica gli rifiuta il contratto contatta anche il chitarrista che mette da parte i vecchi disaccordi e riforma la storica formazione. Ancor prima di uscire nuovamente dai Dokken, George Lynch aveva trovato il tempo di partecipare nel 1996 agli album tributo di Jeff Beck, (dove suona nella canzone “People Get Ready“) e Rush, (dove esegue “Anthem” in compagnia di Mark Slaughter).

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