Live Report Internazionali 

Shameless live @ Jailbreak – 18 04 2014

Ed eccoci qui, alla seconda parte del Glam Fest. La scorsa settimana avevamo visto all’opera gli Svedesi Bai Bang, mentre incendiavano l’Init, ora ci troviamo nella location del Jailbreak per assistere ad un altro grande concerto, quello degli SHAMELESS. Per me sono la party rock band europea per eccellenza, accompagnati alla voce dal mitico Stevie Rachelle della Hair metal band Tuff. Per questo concerto l’opening è affidato a quattro band di apertura, tutte romane: Physical Noise, Pillow Fight, Dancing Crap e Lipstick. Avrebbero dovuto esserci anche gli svedesi Fatal Smile, che proprio pochi giorni prima del concerto si sono sciolti, annullando tutto il tour in un colpo solo.
L’affluenza di pubblico forse non è stata esattamente al pari della prima parte del Glam Fest, ma l’entusiasmo era forse anche più evidente.

Physical Noise

Sono le 21.30 precise e nel locale c’è un discreto numero di persone, che andrà aumentando via via nel corso della serata, quando fanno il loro ingresso i Physical Noise. Devo dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto della loro esibizione, ottima la prova al microfono del cantante Luca Fizzarotti, capace di garantire costantemente refrain azzeccati. Ottima anche la prova di Erica Berton al basso e di Andrea Colle alla chitarra, artefice di guitar-solos lunghi e ben calibrati, di stampo quasi maideniano e dalla precisa linea melodica che riporta alla mente i giorni epici della N.W.O.B.H.M. La loro musica è fottutamente metal, ricca di idee e melodie. Da segnalare il riuscitissimo accenno alla cover di Dio “Holy Diver”, l’ottima “Physical Noise” e “The Southern Cross”. Band promossa a pieni voti!

Pillow Fight

Dopo di loro salgono sul palco i Pillow Fight con il loro hard rock stile AC/DC in cui non mancano anche sfumature punk. Il gruppo infatti è composto da giovanissimi e una rielaborazione del suono in chiave attuale, con tutte le influenze del caso, ci sta. I Pillow Fight si sono fatti strada nel panorama underground suonando di locale in locale e ad oggi sono una delle band più attive della capitale.
Il sound del gruppo risulta molto piacevole: i Pillow Fight hanno la capacità di dosare interessanti riff e melodie accattivanti, mescolandole alla potenza degli strumenti. Di grande impatto le canzoni dall’EP “Evil Walks”, da cui eseguono “Raise Your Hands (For Rock ‘n Roll)”, “Fireman”, “Sex For Free” e le nuove “Scream” e “Shout It Loud (And Carry On)”, che saranno presenti nel prossimo full lenght. Che dire… la voglia c’è, la musica è più che valida e noi continuiamo a sostenere i Pillow Fight!

Dancing Crap

Dopo la carica dei Pillow Fight irrompono sul palco i Dancing Crap. Ronnie & Co. partono con un collaudato siparietto: ciascuno ad uno strumento diverso dal proprio, per poi ritornare ai legittimi ruoli. Forse il loro sound non è perfettamente in linea con la serata, ma il loro show è energico, di un’energia punk n’ street n’ roll piuttosto contagiosa. Il cantante è perfettamente a suo agio nel giocare sui corridoi sonori creati dagli altri tre compagni di avventura. Durante l’esibizione Ronnie non manca neanche di ricordare che l’undergorund capitolino è pieno di band valide.
E’ la prima volta che li vedo in concerto e la sensazione che ho è ampiamente positiva. Attendiamo il full-length per dare un giudizio ancora più preciso.

Lipstick

Sono quasi le 11 quando fanno il loro ingresso i Lipstick, band formata da Jessie alla voce, Andrew Simmons al basso, Hurricane Bob alla batteria e Arkady alla chitarra… sono 3 volte che vedo questi ragazzi dal vivo e devo dire che mi sorprendono sempre di più, la loro carica è contagiosa, si divertono come pazzi, gli spunti musicali sono veramente interessanti, in sede live spaccano di brutto. La loro musica è un miscuglio di sleaze/street che nella storia ha visto alfieri internazionali come Skid Row, Guns ‘n Roses e Motley Crue.
Dall’Ep “Urban Legends, City Vampires” eseguono “Dancing”, “Savage”, “Fuel 4 a Lady” e “Shake It Up”, poi anche spazio per un nuovo pezzo “Nightwolf”. Ottima la sezione ritmica di Bob e Andrew, così come la performance vocale di Jessie e Arkady. Il loro show coinvolge tutti, ma proprio tutti. Questi ragazzi andranno lontano credete a me. Ottimo show per potenza e melodia.

SHAMELESS
Sono le 23.45… finalmente arrivano gli Shamless!! Li accoglie il calore del publico del Jailbreak.

La band, fondata a Monaco nel 1989 per volere del bassista Alexx Michael, annovera sotto mentite spoglie un super gruppo formato da veterani della scena glam rock degli anni ‘80, tra cui il vocalist dei Pretty Boy Floyd, Steve Summers, il vocalist dei Tuff Stevie Rachelle e chitarristi del calibro di Tracii Guns e Andy Briggs, più una manciata di altri special guests per arricchire un piatto a base di sanguigno e scanzonato glam metal.
Per questo tour la formazione è composta da: Stevie Rachelle alla voce, Alexx Michael al basso, l’ottimo Bc Sleaze alla chitarra e Tommy Wagner alla batteria.

La loro performance è GRANDIOSA! La loro forza risiede non solo nell’orecchiabilità dei pezzi, ma soprattutto nella capacità di dosare sentimento ed energia: per un attimo mi è sembrato di trovarmi non più a Roma, ma al Whisky a go go di Los Angeles. La parte del leone la fanno i pezzi dei Tuff, canzoni come, “The All New Generation” e la ballatona “I Hate Kissing You Goodbye” cantanta a squarciagola da tutto il publico del Jailbreak. Da aggiungere anche “So Many Seasons”, ma intendiamoci, anche i pezzi degli Shameless fanno la loro figura. C’è un nuovo album da promuovere di cui segnaliamo la bellissima “You’re Not Cinderella”, song che, celando il titolo del disco, racchiude il DNA degli Shameless: quel glam metal che gioca con armonie spigolose e appassionate, tutto teso a trascinare l’ascoltatore in un vortice chitarristico, mid tempo e cori incrociati che spaccano di brutto. Così come la splendida “Queen for a day”, dotata di un ritornello irresistibile nel suo incedere selvaggio, e la grandissima “Summertime Goodbye”.
La band suona con incredibile maestria, si diverte e intrattiene il pubblico come solo i grandi professionisti sanno fare. Gli avventori del Jailbreak cantano, ballano e si agitano sotto il palco.

Apprezzabilissima la prova del grande Stevie Rachelle al microfono che ha coinvolto il publico non solo dal punto di vista musicale, ma anche emotivo, creando con l’audience un feeling speciale. La voce c’è ancora e si sente. Un plauso va al grandissimo chitarrista Bc Sleaze, autore di un’ottima prova, i suoi assoli colpiscono dritto al cuore.
Da segnalare anche 2 cover in scaletta: la riuscitissima “God of Thunder” dei Kiss, cantata dal batterista Tommy Wagner, che dimostra di essere un perfetto clone vocale di Gene Simmons e l’ottima cover di Alice Cooper “Eighteen”, segnata dal lato graffiato e graffiante della voce di Stevie Rachelle che interpreta magistralmente tutta la canzone.

Il tempo a nostra disposizione è scaduto e la band ci lascia con l’incredibile “American Hair Band”, eseguita durante il bis, perfetta chiusura di una serata all’insegna dell’ hair metal americano.

A fine concerto Stevie e gli altri si sono concessi a tutti i fan per una foto o un autografo, dimostrandosi come ho già detto persone disponibilissime e simpatiche. Gli assenti si sono persi un concerto da paura e anche la possibilità di acquistare molto merchandising, visto che il caro Stevie aveva portato cd e dvd sia dei Tuff che degli Shamless, assieme ad altre cose… un vero ben di Dio (che il sottoscritto ovviamente non si è fatto sfuggire)!!!!

Alla prossima Shameless!!! Chiediamo a Roxx Roma di portarli di nuovo… e continuare così!

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