Live Report Locali 

Stardishwashers @ VTwin – 27 02 2014

Fa freddo, le stufe a gas non bastano a riscaldare ma ci vuole poco a rendere il posto hot grazie agli Stardishwashers. In un paio d’ore hanno avuto modo di infiammare gli animi degli affezionati accorsi per ascoltarli al loro ritorno live in occasione dell’uscita del singolo “Starfucker”.

Dopo un lungo periodo di lavoro in studio per registrare nuovi pezzi e impostare il prossimo EP, gli Stardishwashers aggrediscono il palco ed esprimono tutta la loro energia, ma soprattutto la loro passione per il rock sanguigno, duro come la pietra. Scalmanati come pochi, si scambiano sguardi e occhiate d’intesa eseguendo a raffica una serie di brani come colpi d’ascia su un tronco. La musica è passione, il rock è energia e loro già lo hanno capito. Una band relativamente giovane che ha già attraversato un periodo di assestamento nella formazione che, dopo varie vicissitudini, è arrivata a quella attuale composta da Matteo Cenciarelli alla chitarra (unico rimasto dei fondatori), Michele Caldaro al basso, Elia Salvatori alla batteria e Leonardo Satta alla voce.

Ascoltandoli parlare della loro musica (o nello specifico della loro visione della musica) li sento dire che fare musica deve essere innanzitutto divertimento, che non bisogno prendersi troppo sul serio o puntare subito al successo. E come hanno ragione! Questo rende la loro performance una sequela di risate e gestualità che denotano il feeling raggiunto da questo manipolo di hard rockers convinti nonostante il poco tempo insieme e qualche difficoltà dovuta alle distanze (il cantante è sardo mentre gli altri tutti laziali). Diversi fra loro ma uguali sul palco, riescono a farmi battere il tempo col piede nonostante li sento per la prima volta e dopo mezzora ho già perso l’uso dell’orecchio destro per via della vicinanza con la cassa. Si sente qualche influenza di spicco negli arrangiamenti ma tutto sommato non c’è ombra di “copia”, il loro sound è puro, ruvido come la carta vetrata, la voce di Leonardo è potente e limpida, e i contro-cori di Matteo danno l’impronta rock che mi fanno pensare a duetti storici di altra memoria. La sezione ritmica è molto incisiva, i tocchi alle corde di Miky si fanno sentire e danno strada alle incursioni pazzesche di Elia che apparentemente senza scomporsi troppo rulla da paura e fa vibrare i piatti tanto da farci vedere doppio o triplo. Poco spazio alle cover in una scaletta molto fitta, giusto un passaggio per i Led Zeppelin ed una versione davvero coverizzata di Lamette (Rettore) con l’ausilio del pubblico per il refrain.

Divertimento e passione, due ingredienti fondamentali per una band che si affaccia sul difficile panorama musicale emergente italiano, dove bisognerà sgomitare un po’ , sprigionare tutta l’energia possibile ma essere sicuri e convinti delle potenzialità, dare spazio e tempo al miglioramento e alla fine i risultati si vedranno. In bocca al lupo agli Stardishwashers!

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