Live Report Internazionali 

Stormlord + Shores Of Null @ Black Out – 26 10 2013

Una scossa ogni tanto ci vuole… ed ecco che gli Stormlord arrivano sul palco romano del BlackOut Rock Club. Un sodalizio non certo nuovo, ma sempre di grande impatto scenico e musicale!

Aprono la serata gli Shores of Null, band composta da musicisti rodatissimi, con alle spalle tanta esperienza a livello individuale e una grande capacità di sintesi come gruppo. La malgama è ottima e da vita ad una proposta black metal misto doom riuscitissima: le melodie si intrecciano a riff ipnotici e ritmi molto più che sostenuti, le atmosfere doom si mescolano con la potenza tipica del death metal per un risultato gotico e accattivante. Senza il minimo dubbio possiamo perdonare qualche piccola sbavatura a questa band che ha parecchio da dire, sia in termini compositivi che esecutivi e, se non ci credete, cercate il loro album, di prossima uscita… ne vale davvero la pena!

Mentre le mura del locale si riempiono con gli aspetti più dark del metal proposti dagli Shores of Null, il sottopalco inizia a riempirsi in previsione del gruppo headliner: gli Stormlord. Band nata all’inizio degli anni ’90, con all’attivo diverse pubblicazioni e un numero impressionante di live in tutto il mondo (compresi diversi Gods of Metal), si presenta con una formazione relativamente recente, supportata da un’esperienza ed un livello musicale comune a pochi.

Gli Stormlord fanno capire subito di che pasta sono fatti, in un crescendo che li porta a coinvolgere sempre più il pubblico. La differenza tra persona e strumento non esiste, tutto si mescola in un turbinio di note sparate ad alto volume. Un gruppo che è insieme da 20 anni, seppur non immune da cambi di line up, ha una marcia in più! Sarà l’esperienza, sarà che si matura, sarà che in 20 anni c’è tempo di studiare e migliorarsi… qualsiasi cosa sia il modo con cui la band è sul palco, l’armonia tra i musicisti, gli ammiccamenti al pubblico, la qualità compositiva… si sviluppano solo provando e suonando, fino allo sfinimento. Una cosa che i tempi di oggi non riconoscono quanto dovrebbero, siamo ormai abituati al dover arrivare subito o rinunciare perché fare strada costa troppi soldi, troppa fatica e nel frattempo la vita va avanti, spesso aprendo strade alternative alla musica. Questo forse è il più grande danno che l’attuale struttura del mercato musicale ha fatto a tutti gli appassionati di musica… questo è il motivo per cui forse, e dico forse, non c’è più spazio per i geni della musica.

La band di epic metal estremo che tutti aspettano è introdotta da una vestale che mostra al pubblico uno scudo su cui è raffigurata Medusa, lasciato per tutto il tempo proprio davanti alla batteria. Il gruppo sale sul palco con il volto mascherato e una camicia che ricorda l’abbigliamento delle favole epiche… come se la musica non bastasse a fare di questa serata un evento, gli Stormlord non dimenticano che anche l’occhio vuole la sua parte e qualche dettaglio scenico rende il tutto più coinvolgente.

Il live a cui stiamo assistendo non richiede solo abilità e precisione nel suonare uno strumento, ma anche tanta, tanta forza fisica. Il palco del BlackOut, di certo superiore alla media, sembra non riuscire a contenere l’energia di questi sei ragazzi, che lo fanno apparire fin troppo piccolo per questo concerto. L’intensità della voce di Cristiano Borchi non ha mai un cedimento, David Folchitto alla batteria si misura con ritmi elevati, che richiedono potenza e precisione. Poi ci sono Gianpaolo Caprino, chitarra, Andrea Angelini, chitarra, e Francesco Bucci, basso, che oltre ad eseguire perfettamente i brani, incitano il pubblico, caricano gli animi e si concedono volentieri ai fotografi. L’unico che forse può tirare un sospiro di sollievo è Riccardo Studer che dietro la sua tastiera è chiamato comunque a farsi carico anche del campionamento di suoni e voci.

Durante il live la band presenta alcuni brani tratti dal nuovo album “Hesperia”, già indicato dalla stampa internazionale come uno degli highlights del 2013. “Hesperia” è un concept album che omaggia uno dei più grandi poemi dell’epica: l’Eneide di Virgilio. In questo lavoro sono gli arrangiamenti e la cura per il dettaglio a fare la differenza, creando una cornice perfetta e raffinata per i racconti epici che narrano le gesta dei nostri antenati, a partire dalla traccia di apertura, del live e dell’album, “Aeneas”, seguita da “Noward to Rome”, “Motherland”, “Those Among the Pyre”, “My Lost Empire”. Ai nuovi brani si affiancano, ovviamente, anche quelli più famosi, tra cui “Legacy of the Snake”, “I am Legend”, “Mare Nostrum”, “And the Wind Shall Scream My Name” e “Stormlord”.
La band è accolta da un pubblico già caldo a inizio concerto e sempre più coinvolto dall’inarrestabile energia della band, fino a sfociare anche in qualche tentativo di pogo.

Un concerto davvero degno di questo nome, sicuramente al pari con le migliori proposte internazionali, a dimostrazione del fatto che anche noi italiani siamo in grado di fare ottima musica.
Un grazie va sicuramente alle band che si sono esibite, regalandoci una serata da ricordare – Shores of Null e Stormlord – ma anche a chi ha dato spazio a questi ragazzi e ne ha riconosciuto il merito – BlackOut Rock Club – in un momento in cui i live sembrano non godere di molta fortuna.

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