Live Report Internazionali 

Thundermother @ Jailbreak – 30 05 2014

[quote_simple](Clicca l’immagine per aprire la Galleria Fotografica a cura di Jennifer Venuti)[/quote_simple]

Venerdi 30 maggio il Jailbreak ha ospitato le rocker svedesi Thundermother che sono tornate in Italia per promuovere il loro album di debutto, “Rock ‘N’ Roll Disaster”, in  una serata tutta dedicata all’hard rock al femminile.

Si inizia alle 22,15 quando salgono sul palco  le romane Sin of Night per proporci il loro hard rock/street/glam. Nella circostanza, il ruolo di bassista e’ stato ricoperto da Francesco Vinci che ha dovuto sostituire l’infortunata Electra Burst (a cui mandiamo un grosso in bocca al lupo). Non essendo la prima volta che le vedo live, si nota in loro un leggero miglioramento soltanto nel look, mentre la proposta musicale risulta ancora acerba. Dato la loro giovanissima età, hanno tutto il tempo per sviluppare il loro progetto con costanza e duro lavoro e se così sarà,  potremmo vederle in futuro in un gradino più alto nella scaletta delle opening act.

Ore 22,40, e dopo il primo cambio palco ecco sullo stage un altra band capitolina, One Eyed Jack. Al contrario della band precedente, formata da 3 ragazze e un ragazzo (in sostituzione appunto), qui ci troviamo davanti a 3 ragazzi e una ragazza, la brava cantante Jade Singer. Loro intrattengono il pubblico con un buon hard rock/sleaze e un’esibizione purtroppo penalizzata dalla scarsa affluenza, palesata già da inizio concerto, e che rimarrà tale per tutta la serata. I pochi rocker sotto il palco hanno potuto sostenere la band che si presenta con i brani “Black Lodge” e “We’re Pretending (it is love)”, che si trovano nel loro primo EP omonimo autoprodotto del dicembre 2013. La band c’è e si sente: buona la sezione ritmica formata da Andrea Nicolè (batteria) e Alberto Sempreboni (basso). Last but not least, il chitarrista Frank Marrelli, leader della band incarna alla perfezione lo spirito Rock n’ Roll, sia nel look che nella tecnica del suo strumento e nell’atteggiamento sul palco. Oltre ai due brani già citati, il loro set continua con i brani “Everynight”, “In Love With The Mirror” e “24/7”, mentre l’ultima track è la cover di Alice Cooper, “School’s Out”.

23,15, ed è il turno dei Wait Hell In Pain, anche loro hanno al microfono una voce femminile, quella della cantante Kate Sale. A differenza degli altri gruppi escono un po’ fuori dal contesto della serata, sfornando un heavy metal melodico, a volte non di facile assimilazione al primo ascolto, con passaggi articolati sostenuti dalla voce pulita di Kate che in alcuni punti azzarda anche il Growl. La batteria non mantiene quasi mai un tempo lineare per incastrarsi bene con chitarre e basso. Eppure questo, (che ne fa uno dei miei generi preferiti in ambito metal generale), non mi ha particolarmente impressionato. E anche in questo caso non è la prima volta che vedo la band esibirsi dal vivo. Le doti dei musicisti non si discutono, ma forse nel genere vedrei più adatta una voce maschile, opinione personalissima. Sei brani per loro in scaletta, per poi dare spazio alle ospiti della serata.

Ore 24, appena salite sul palco le giovanissime svedesi, si capisce subito come sarà il corso della serata, un concentrato di puro hard rock di scuola AC/DC ! Anche se dal riff di chitarra dell’opener del concerto, “Man With Blues”, credevo in un primo momento stassero facendo la cover “Long Stick Goes Boom” degli svizzeri Krokus. Ero partito da casa un po’ titubante, ma le Thundermother mi hanno fatto ricredere. Hanno energia da vendere e sanno suonare, in più sono simpaticissime e carinissime, cosa volere di più?…bè..una cosa ci sarebbe..ma sorvoliamo. Tutta la band, e specialmente la cantante Clare Cunningham, sanno come interagire con il pubblico. La voce della singer è tagliente, acuta e potente al punto giusto. La batterista Tilda Stenqvist, anche lei biondina, piccolina, ma una volta dietro le pelli picchia come un uomo, ed è sempre con il sorriso stampato in faccia, come tutte del resto. Linda Strom percuote le corde del suo basso come Cliff Williams insegna. E poi ci sono le due chitarriste, Filippa Nassil (solista) e Giorgia Carteri, unica italiana, (ritmica) che si scambiano spesso il posto ai lati opposti del palco per accaparrarsi nuovi fans. Filippa usa una Gibson “diavoletto”, come Angus Young impone. Ed è proprio questo che impersona, un vero “diavoletto”, tanto da scendere dal palco durante il solo di chitarra del loro primo singolo “Shoot To Kill”, per andare a suonarlo prima in mezzo al pubblico e poi a correre lungo tutto il locale, addirittura fuori e dietro il bancone del bar, facendosi offrire da bere. Anche la loro elettrizzante, energica e coinvolgente performance si avvia purtroppo alla conclusione, e così dopo aver lasciato il palco si presentano di nuovo con il bis “Saturday” e la conclusiva “You Made My Day”, unico brano assieme a “Tease”, a non essere inserito nel loro unico album, eseguito invece per intero. Finisce così un’altra bellissima serata di hard rock, grazie alla Roxx Roma Eventi che sicuramente ci porterà a breve altri artisti di fama internazionale.

Set List Thunder Mother:

Man With The Blues
The Dangerous Kind
Cheers
Deranged
Please me
Thunderous
One For The Road
Tease
Motorhead Riff
Rock ‘n’ Roll Disaster
Shoot To Kill
Saturday
You Made My Day

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