Tommaso di GiulioNews 

Tommaso di Giulio: esce l’ora solare

TOMMASO DI GIULIO
“L’ORA SOLARE” – TOUR DI PRESENTAZIONE
(Etichetta: Leave Music/Believe Digital)

DATA DI USCITA – 3 MARZO 2015

Dopo l’esordio del 2013 con “Per fortuna dormo poco”, disco che lo ha messo in evidenza come uno dei più talentuosi cantautori della sua generazione, TOMMASO DI GIULIO pubblica il prossimo 3 marzo il nuovo album dal titolo “L’ORA SOLARE”. Il disco, prodotto artisticamente da FRANCESCO FORNI, vanta ospiti come ENRICO GABRIELLI, ROBERTO ANGELINI, GIORGIO BALDI, ILARIA GRAZIANO, FABIO RONDANINI, GABRIELE LAZZAROTTI, ANDREA RUGGIERO, e la band alt-folk BOTTEGA GLITZER.

TOUR DI PRESENTAZIONE

14 MARZO – ROMA – TEATRO QUIRINETTA
22 MARZO – SALERNO – MODO
3 APRILE IRISH CAFFÈ L’AQUILA
8 APRILE – BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) – MARIUS
9 APRILE – CATANIA – LA CHIAVE
10 APRILE – MESSINA – LA MASINA DI NETTUNO
11 APRILE – SELLIA MARINA – (CZ) MORRISON
14 APRILE – FIRENZE – VOLUME
16 APRILE – FIRENZE –TEATRO DEL SALE
22 APRILE – BERGAMO – MAITE
24 APRILE – TREVISO – EDEN CAFFE’
23 MAGGIO – MARINA DI GIOIOSA IONICA (RC) – BLUE DAHLIA
7 GIUGNO – MILANO – ARCI OHIBO’

Qui il video di “Dov’è l’America”, primo singolo estratto:

Lo streaming completo dell’album “L’ora solare” – Esclusiva:
http://www.rockit.it/tommasodigiulioufficiale/album/lora-solare/28213

“L’ORA SOLARE”

L’ora solare è un disco sul tempo e sulle sue contraddizioni.
Il concetto stesso di “ora solare” è ambiguo, perché il suo significato letterale rimanda all’idea di sessanta minuti di luce o di allegria, mentre l’ora solare istituzionale, quando entra in vigore, porta alla notte perché si dorme un’ora in più e fa buio prima, quindi il sole lo vediamo meno.
L’album parte da questa suggestione per ricercare nuovi orizzonti proprio dall’accostamento tra gli opposti.  E’ infatti un disco che alterna brani crepuscolari ed altri caratterizzati da sonorità più ruvide; profondamente intimo e personale ma al contempo anche il più collettivo e corale mai realizzato dall’autore, in quanto ci hanno lavorato complessivamente più di cinquanta persone.
Sono quattordici piccoli racconti per immagini che parlano di innamorati che per un po’ riescono a far credere al tempo di essere morto, di viaggi interstellari fatti sotto le coperte, di ricordi d’infanzia, amori a distanza, di sesso, misantropi redenti, lettere a Mario Monicelli, western metropolitani e cambi di prospettiva.
E’ un disco in cui la successione delle canzoni è strutturata come un vero percorso narrativo, in cui i testi fanno da filo rosso, dove l’eterogeneità dei generi presenti altro non è che la traduzione di un desiderio di libertà espressiva, il palesare una voglia di  mescolare suggestioni sonore a volte anche apparentemente inconciliabili (come il post-punk e la musica da camera, o come la psichedelia e il twang morriconiano).
Oltre alla produzione artistica e gli arrangiamenti del disco curati dallo stesso Tommaso Di Giulio assieme a Francesco Forni, all’album hanno partecipato numerosi ospiti come ENRICO GABRIELLI, ROBERTO ANGELINI, GIORGIO BALDI, ILARIA GRAZIANO, FABIO RONDANINI, GABRIELE LAZZAROTTI, ANDREA RUGGIERO, e la band alt-folk BOTTEGA GLITZER.

Musiche e testi di Tommaso Di Giulio
Produzione artistica e arrangiamenti di Francesco Forni

TOMMASO DI GIULIO - L’ORA SOLARE

SCALETTA BRANI E CREDITI

1) Dov’è L’America?
2) La Fine Del Dopo feat. Ilaria Graziano, Francesco Forni, Roberto Angelini, Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti
3) Spesso e Volentieri
4) Il Misantropo
5) Poveri Posteri feat. Giorgio Baldi
6) Sospesi
7) Musica Da Camera
8) Novanta
9) Melodrammatica fat. Alessandro Chimienti
10) La Trappola
11) Meno Trenta
12) Tango Per Un Povero Diavolo feat. Andrea Ruggiero
13) Ragazzo Per Agosto feat. Bottega Glitzer
14) Universo: Ora Zero feat. Enrico Gabrielli

IN QUESTO DISCO HANNO SUONATO

Tommaso Di Giulio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, percussioni
Francesco Forni: chitarre acustiche, chitarre elettriche, slide guitar, cori
Simone Empler: tastiere, pianoforte, programming, organo, glockenspiel
Stefano Vaccari: basso elettrico
Andrea Freda: batteria e percussioni
Giorgio Baldi: chitarre elettriche, tastiere, programming
Enrico Gabrielli: sax, flauto, casio, clarinetto, cori, glockenspiel, violino
Ilaria Graziano: voce
Roberto Angelini: lap steel guitar
Gabriele Lazzarotti: basso elettrico
Fabio Rondanini: batteria e percussioni
Bottega Glitzer: Nadja Maurizi (voce), Giorgio Maria Condemi (chitarra elettrica), Carmine Iuvone (contrabbasso), Matteo Scannicchio (tastiere), Federico Leo (batteria).
Alessandro Chimienti: chitarra elettrica
Andrea Ruggiero: violino
Neil Black: violino, viola, violoncello
Ersilia Prosperi: tromba, flicorno
Giorgia Capovivo: trombone
Valerio Antognelli: sax tenore, sax baritono

Il Coro Degli Insonni (Valentino Affinita, Giancarlo Barbati, Alessio Lucchesi, Vittorio Belvisi, Valerio Lundini, Rob Von Datty, Giannunzio Affininita, Alessandro Laneve, Giovanni Lavosi, Giulia Farace, Giacomo Nanni, Alberto Quartana, Giorgio Maria Condemi, Matteo Ruperto)

Prodotto da Alberto Quartana e Mauro Ciolfi per Leave Music
Responsabile di produzione: Mauro Ciolfi
Assistente produzione: Flaminia Tridente

Musica e testi di Tommaso Di Giulio

Le canzoni

1) DOV’E L’AMERICA?

Dov’è L’America? È il primo brano dell’album L’Ora Solare, che non a caso comincia con una domanda.
L’America qui raccontata non è un luogo reale, non sono gli Stati Uniti, ma l’immagine (un miraggio)? Un fantasma?) di un posto che si desidera raggiungere e che, una volta raggiunto, scopriamo essere ancora lontano, molto distante da come l’avevamo immaginato e molto meno luminoso rispetto a ciò che avevamo sognato. O semplicemente irreale.
E’ una canzone sui punti di vista e sul vedere, che racconta come qualcosa, spesso uno shock o una presa di coscienza, possa cambiare radicalmente il nostro sguardo sulle cose che ci circondano e su noi stessi.

2) LA FINE DEL DOPO

Il titolo è un ossimoro, un paradosso, un corto circuito.
E’ una canzone che racconta una serie di istantanee; momenti che il protagonista riesce a congelare e vivere con tutta la calma che vuole perché è convinto di aver ingannato il tempo, facendogli credere di essere morto dopo avergli sparato con una pistola a salve.
Il tempo morto diventa quindi, per poco, un qualcosa di positivo grazie a cui si può godere al proprio ritmo sopratutto dell’amore, fino a che il tempo non si risveglierà obbligandoci a velocità disumane.
E’ un brano che nasce folk, con il cuore dalle parti di Nick Drake, che dopo poco cambia direzione e si contamina di ritmi esotici, tropicalismi e psichedelica.
Lo impreziosiscono la voce di Ilaria Graziano, l’acustica di Francesco Forni, la chitarra slide di Roberto Angelini, il basso di Gabriele Lazzarotti e la batteria di Fabio Rondanini.

3) SPESSO E VOLENTIERI

E’ un’altra canzone sul tempo, come lo sono tutte le canzoni dell’album, in un modo o nell’altro.
“Spesso e Volentieri” racconta le difficoltà di vivere al passo con i tempi, specie se ci si ritrova a pensare di non essere nati nell’epoca giusta per noi. Quando nemmeno le ore ed i minuti sembrano essere su misura per noi l’amore si trasforma in un’ancora di salvezza: l’unica bussola affidabile, anche se di solito è proprio l’amore a far perdere l’orientamento.
E’ un brano che si muove leggero, profondamente debitore della canzone italiana anni ’60 e di certo folk americano contemporaneo.

4) IL MISANTROPO

E’ un brano sul cambiamento progressivo ma radicale di un individuo.
Si racconta di una rinascita, di un cambio di prospettiva e di sguardo: l’umanità forse non è il male. La curiosità è la panacea contro l’inaridimento di cuore e cervello.
E’ una canzone rock n’ roll, in cui si sente che mi piacciono molto il beat e le colonne sonore dei film italiani anni ’70.

5) POVERI POSTERI

E’ il brano più aggressivo del disco, uno sfogo violento contro le pose che tanti finti sedicenti impegnati nel sociale indossano sorseggiando spritz all’aperitivo.
E’ un j’accuse contro chi vive solo di slogan vuoti, anche nel mondo dell’arte, che altro non fanno che ridurre la capacità della gente di decodificare messaggi e concetti più complessi della norma. E’ anche e sopratutto un brano che rivendica l’importanza di affermare e difendere la propria individualità, che però è ben diverso dall’essere individualisti. In sostanza, è un brano politico nel senso più etimologico del termine.
Il brano è stato arrangiato assieme a Giorgio Baldi, ed è partito come brano new-wave per approdare ad uno strano ibrido di anthem hardcore alla Husker Du e post-punk contemporaneo.

6) SOSPESI

Una canzone che parla di litigi nati a causa del caldo estivo, di solitudini notturne, di gusti cinematografici divergenti e di sogni che portano verso il Messico.
Potrebbe essere la colonna sonora per la scena madre di un noir francese, fra trombe fumose e chitarre pulp.

7) MUSICA DA CAMERA

Lo spartiacque del disco: un ragazzo e una ragazza vogliono fare l’amore ma non hanno soldi per una casa tutta loro e quindi, come tanti, convivono con dei coinquilini.
Per ritagliarsi la loro intimità tra orecchie indiscrete e pareti troppo sottili si può ricorrere solo al volume dello stereo, ma la scelta della musica da mettere è delicatissima e potrebbe condizionare seriamente le sorti dell’amplesso.
E’ un pop da camera in cui tra i riferimenti alla musica del ‘600 c’è spazio per l’elettronica.

8) NOVANTA

Come il precedente è principalmente un brano sul sesso ma anche sulla nostalgia e sulla paura di crescere.
I brani anni ’90 che da adolescente intollerante schifavo perché stavo scoprendo il rock oggi mi commuovono.
Anche questa canzone è il frutto dell’incontro tra due opposti, anche musicali: è un glam-rock che un po’ tradisce la mia passione per T-Rex e Mott The Hoople in cui fa capolino la dance music.

9) MELODRAMMATICA

Immagini da una storia d’amore a distanza o forse sulle distanze dell’amore.
E’ una canzone che racconta l’amore come un moto ondoso, che può essere un lento cullare ma anche un mare forza nove; ma pur sempre un’avventura irrinunciabile.
E’ il brano più intriso di classicità dell’album, in cui confesso tutta la mia passione per le torch song americane ma anche per la canzone italiana, specie quella degli anni ’60.

10) LA TRAPPOLA

Tutto è partito da una nota frase di Mario Monicelli: “La speranza è una trappola”.
Il brano è sia un omaggio ad uno dei miei registi preferiti che uno sfogo in cui lancio invettive contro un sacco di cose che mi fanno incazzare.
Anche se si tratta di una canzone amara è sopratutto un invito a unirsi, a condividere e a non lasciarsi tirar giù dalle sabbie mobili del sentito dire e del “se tanto fanno tutti così, lo faccio pure io”.

11) MENO TRENTA

Una telefonata interurbana tra qualcuno che se n’è andato in un paese lontano e freddo perché stanco dell’Italia ed una vecchia amica.
La canzone racconta dei sentimenti che travolgono il protagonista.
E’ un valzer che arriva dagli anni ’50 ma poi si sposta dalle parti dei canadesi Timber Timbre.

12) TANGO PER UN POVERO DIAVOLO

Qui si racconta il punto di vista di una carogna, di un personaggio deprecabile e addirittura un po’ disgustoso.
E’ un tango atipico, un tango che andrebbe bene in un saloon del vecchio west.
Il violino infuocato è suonato da Andrea Ruggiero.

13) RAGAZZO PER AGOSTO

Un divertissement ma anche una storia vera. O quasi del tutto vera. Oltre che un omaggio ad uno dei miei generi musicali preferiti: il rockabilly.
Lo impreziosisce la Bottega Glitzer al completo.

14) UNIVERSO: ORA ZERO

La fine del viaggio ma anche l’inizio di un altro percorso.
Da ricordi d’infanzia allo spazio siderale passando per una lettera scritta al David Bowie di Space Oddity si arriva al punto di una nuova partenza.
E’ un altro brano sperimentale che mi risulta difficile definire.
L’orchestrazione (e la maggior parte degli strumenti presenti) sono ad opera di Enrico Gabrielli.

TOMMASO DI GIULIO – BIO

TOMMASO DI GIULIO nasce a Roma nell’agosto del 1986 e inizia a prendere dimestichezza con il palco e con il microfono a quindici anni, grazie ad un gruppo di compagni di liceo che lo invitano a cantare in una band rockabilly.  A partire dal 2008 Tommaso gravita in svariate formazioni sia in veste di cantante che come bassista o chitarrista e realizza più di dieci colonne sonore originali per teatro, televisione e cinema.
Con l’intensificarsi dell’attività dal vivo, la conquista di premi all’interno di alcuni concorsi musicali cresce anche l’attenzione delle radio e della tv (nel 2009 Tommaso duetta con Max Gazzè all’interno della trasmissione 1×1 in onda su SKY). Nel 2011 pubblica con i Bal Musette Motel, di cui Di Giulio fa parte, l’album Tutto il male vien per nuocere che riceve il plauso di critica e pubblico. Con questo disco, nell’estate del 2012, è tra i vincitori del concorso Musicultura: arriva secondo e suona due sere consecutive allo Sferisterio di Macerata in apertura di artisti quali Francesco De Gregori, Pino Daniele, Fabio Concato e Jethro Tull.

Nel 2013 pubblica l’album d’esordio come solista, Per fortuna dormo poco, prodotto da Leave Music e distribuito da Universal, un album dove sonorità rock e new wave di matrice anglosassone incontrano la tradizione cantautorale italiana. L’album viene accolto con calore da critica e pubblico.
L’album viene presentato in un tour che in un anno e mezzo vede Tommaso e la sua band attraversare l’Italia durante cento concerti tra cui si contano quelli a Le Scimmie di Milano, al Teatro Palladium, al Circolo Degli Artisti, all’Auditorium Parco della Musica di Roma e all’Abbabula Festival di Sassari.
Durante il 2013, quattro singoli estratti da Per fortuna dormo poco vengono trasmessi da più di cento radio italiane; il brano Le mie scuse più sincere diventa la sigla del programma E…state in garage in onda Rai Isoradio.
Nel corso del Per fortuna dormo poco tour Tommaso apre anche numerosi concerti di altri artisti tra cui Franco Battiato, Max Gazzè, Marta Sui Tubi, The Niro, Mario Venuti, Irene Grandi, Marlene Kuntz, Alessandro Mannarino, Il Muro Del Canto, Dente, Renzo Rubino.
Nell’estate del 2013 Tommaso viene invitato a suonare a Marsiglia come rappresentante italiano durante la manifestazione La fête de la musique.[
Nel 2014 suona a Music Corner di Repubblica, rubrica web curata e condotta da Gino Castaldo e Ernesto Assante e al format Rocksteria condotto da Federico Fiume. Si esibisce e viene intervistato da numerose radio nazionali, tra cui Radio 1 (nel programma Brasil) e Radio 2 (a SuperMax, Meno Male che c’è Radio 2 e Wake Up Revolution).

Per fortuna dormo poco viene recensito da importanti testate nazionali. Scrive di lui Gino Castaldo su La Repubblica:  “Bella novità (…) Possiede una voce da cantautore mobile e arguto, ricca di suadente musicalità, con idee da vendere. Tutto fa pensare a una promettente carriera.” , mentre sul Il Mucchio Federico Guglielmi scrive  : “Di Giulio sa imporsi come autore non banale nei testi – gioiellini, e molto più profondi di quanto sembrino a un’analisi superficiale- e nelle intriganti melodie, come interprete al quale la leggerezza non sottrae carisma.”

Pasquale Rinadis su ilfattoquotidiano.it scrive:  “ Liricamente delizioso e vocalmente carezzevole, Tommaso con grande capacità di scrittura racconta gli spazi di confine, come quelle ore piccole che non si sa mai se chiamarle notte o mattina, in cui le impressioni di ieri si sommano alle speranze per affrontare il domani.”

Sempre nel 2014 è ospite del giornalista Stefano Mannucci al N’importe quoi, al teatro Tirso De Molina e al Premio Bianca D’Aponte.
Nell’estate del 2014 viene scelto in qualità di “artista della settimana” per MTV New Generation con il videoclip di Voglio un monitor che vince anche il Primo Premio al festival internazionale Corti and Cigarettes.

A marzo 2014 parte, insieme alla sua band, per un mini tour all’estero, con due date a Parigi e una a Bruxelles.

“L’ora solare”, suo secondo album, uscirà il prossimo 3 marzo.

www.facebook.com/tommasodigiuliomusic
www.leavemusic.it

Related posts

Lascia un commento

Il commento è in attesa di approvazione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.