Live Report Internazionali 

Transatlantic @ Orion – 03 03 2014

Sbarca all’Orion per la seconda data italiana il transatlantico prog composto da Neil Morse (voce, tastiera e chitarra – ex Spock’s Beard), Mike Portnoy (batteria – ex Dream Theater), Roine Stolt (chitarra e voce – ex The Flowers King), Pete Trewavas (basso e voce – ex Marillion), accompagnati in questo tour da Ted Leonard (chitarra e voce, ex Spock’s Beard ). Un tour di sei settimane iniziato a fine gennaio a ridosso dell’uscita del loro quarto album in studio, Kaleidoscope.

I Transatlantic nascono nel 1999 dall’incontro fra Morse e Portnoy, ai quali si sono presto uniti Stolt e Trewavas, e insieme nel 2000 pubblicano il loro primo album “SMPT: e” (acronimo che nasconde le iniziali dei loro cognomi). L’album raccoglie subito un grande successo e la critica lo battezza come uno dei migliori album rock progressive mai scritti. Da qui in poi seguono tour e altri due album con una lunga pausa prima dell’ultimo, Kaleidoscope appunto, che in sei settimane la band porterà negli USA, Sud America ed Europa.

Alle 21:30 circa è previsto l’inizio dello show anche perché considerando le suite che sono contenute nei loro dischi, sarà un concerto lungo e intenso. L’ingresso dei cinque è accolto da una breve intro strumentale nonché dagli applausi del pubblico, non foltissimo ma di sicuro affezionato e attento. La setlist prevede un assaggio del nuovo disco, ma anche un salto indietro ai successi precedenti.
In particolare viene riproposta una buona parte dell’album “The Whirlwind” (2009) noto per essere una suite di 77 minuti circa, divisa in 12 parti, che ha segnato il loro ritorno al progetto Transatlantic con la riscoperta del prog rock con chiare influenze anni ’70 come King Crimson, Gentle Giant, Yes, Pink Floyd e Genesis, che si ritrovano poi anche nel disco attuale e in gran parte delle loro produzioni.

Per questo motivo il sound dei transatlantic live scorre come se ascoltassimo poche lunghissime canzoni interrotte solo da qualche piccolo interludio, come gli incitamenti di Portnoy al pubblico (“dite alle centinaia di fans dei Dream Theater che non sono qui che ca**o di concertone che si stanno perdendo”) o la presentazione di Morse del pezzo “Shine”, una ballad a più voci contenuta nel nuovo disco che sembra staccarsi dal filone visionario fin qui seguito. Voci che si susseguono in molte delle canzoni, altra prerogativa di questo super-gruppo dove le peculiarità di ognuno vengono messe in risalto a turno, e colpisce l’armonia di questa alternanza. Pur essendo degli emeriti professionisti della musica, non ci sono prevaricazioni o virtuosismi estremi di uno o dell’altro. Di nuovo armonia è la parola d’ordine.

Guardandomi intorno la sensazione è quella di un pubblico che da tanto aspettava questa occasione, e la conferma che il genere prog, sebbene non così diffuso, è ancora seguito ed apprezzato. Più di due ore infinite e cariche di sostanza che lasciano un altro segno e nel segnalarvi la setlist vi invito all’ascolto del disco che sicuramente vi colpirà, suggerendovi di scegliere la versione Deluxe che contiene le cover di alcune canzoni molto famose, delle vere e proprie chicche.

Setlist:
1. Into the Blue
2. My New World
3. Shine
4. Whirlwind Medley
5. Overture (Abridged)
6. Rose Colored Glasses
7. Evermore
8. Is It Really Happening?
9. Dancing With Eternal Glory /Whirlwind Reprise
10. Guitar Duet (Morse and Stolt)
11. We All Need Some Light
12. Black as the Sky
Encore:
1. All of the Above (Full Moon Rising / October Wind
2. Stranger in Your Soul (Awakening The Stranger / Slide / Stranger in Your Soul

Related posts

Lascia un commento

Il commento è in attesa di approvazione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.