Live Report Locali 

Tributo G3 – Petrucci, Satriani, Vai @ Locanda Blues – 09 11 13

Una serata tributo interamente dedicata alla “sei corde” quella di sabato 9 novembre a Locanda Blues, dove ad esibirsi sono state 3 band, ma soprattutto 3 chitarristi per omaggiare il famosissimo G3 nella sua ultima versione. Con questo unico tributo europeo si rivive, in forma più intima, l’evento che ha visto Joe Satriani, Steve Vai e John Petrucci sullo stesso palco, da cui è stato tratto il mitico “live in tokyo” del 2005.

I primi a salire sul palco (rinnovato con tanto di pedana della batteria) sono stati i LIQUIDREAM, nati dalle ceneri di un’altra band, i JERICHO, attiva già dal 1994 e tra le prime a proporre in italia il genere progressive. Aprono il concerto con il brano Glasgow di John Petrucci, tratto dal suo album solista “Suspended Animation” del 2005 e si nota subito l’elevata tecnica dei 4 musicisti, soprattuto quella del chitarrista Roberto Ferrara che ripropone fedelmente il brano, con tanto di scale, melodie e armonie originali. Durante lo svolgimento della loro esibizione il locale inizia a riempirsi e si arriva all’ultimo brano in scaletta, “Damage Control”, sempre tratto dall’album solista del chitarrista dei Dream Theater “Suspended Animation”, brano che da un mid tempo iniziale, intorno al min 3:30 si trasforma in un tempo molto più veloce e sostenuto con il basso che fa anche da solista, oltre che da accompagnamento. La canzone riprende poi il tema portante con finale e approvazione del pubblico.

Breve cambio palco ed è il turno dei RUBINA’S SKY del chitarrista Marco Gentilini. Attivi dal 2007 il gruppo interpreta i brani di Joe Satriani. Il primo è “Satch Boogie” che, come si può intuire dal titolo, è appunto un brano sostenuto dal tempo Boogie. Breve presentazione della band e si riparte con “Crushing Day” seguita dalla title track del secondo album di Satriani: il famosissimo, e secondo me miglior disco, “Surfing With The Alien”, di cui fa parte anche la prima canzone eseguita. A questo punto si rallentano i tempi con una ballad per poi passare da un brano del disco “Flying in a Blue Dream” dell’89 alla celebre “Always With Me, Always With You”, altro brano lento in cui, forse per l’emozione, il seppur bravissimo Gentilini perde un po’ di precisione sul tapping. Ci si avvia poi verso il finale con un altro brano sempre dell’album “Surfin With The Alien”.

Secondo ed ultimo cambio palco per fare spazio ai BLUE POWDER che propongono musica strumentale già dal 1997, ma dal 2004, dopo vari cambi di formazione, diventano tribute band di Steve Vai, attualmente considerato il chitarrista vivente più bravo. L’arduo compito è affidato a Massimo Canfora che, oltre all’attenzione per la tecnica chitarristica, aggiunge al tributo anche una particolare attenzione per il look e l’atteggiamento tipico dell’artista ormaggiato: pantaloni di pelle con nastri colorati, camicia azzurra di raso e cappello. Addirittura posiziona affianco alla cassa spia un ventilatore, come l’egocentrico Vai che ama suonare con “i capelli al vento” e ne imita gli ammiccamenti. Nel brano di apertura si incappa subito in un piccolo inconveniente tecnico, risolto comunque in pochi secondi, e si va avanti con un brano più ritmato alternato ad uno più moderato dove a farla da padrone sono anche le simpatiche smorfie ed espressioni facciali di Massimo. Il terzo brano è “The crying Machine”, a tratti molto melodico ed eseguito con precisione. Dopo un cambio di camicia, questa volta bianca, Massimo presenta gli altri membri della band e ci si avvia alla conclusione della serata.

Peccato non essere riusciti a godere della jam prevista tra i tre chitarristi a causa del poco tempo a disposizione, ma possiamo sicuramente ritenerci soddisfatti per uno spettacolo strumentale alla portata di tutte le orecchie! Un ringraziamento va sicuramente fatto anche a Locanda Blues per l’ottima acustica del suo impianto.

Galleria Fotografica a cura di Francesca Keifer
Per le foto in alta risoluzione: info@romebywild.it

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