Trick or Treat + Sailing To Nowhere + Noumeno + Dharma Storm @ Traffic - 17 10 2015Live Report Live Report Nazionali 

Trick Or Treat + Sailing To Nowhere + Noumeno + Dharma Storm @ Traffic Live Club – 17 10 2015

Sabato 17 ottobre 2015, il Traffic Live Club di Roma è stato ghermito dal pubblico, accorso all’esibizione di quattro gruppi capaci di portare qualità nella scena underground romana e nazionale.

DHARMA STORM

I Dharma Storm aprono le danze (per la gioia di Fabietto; NdR), con il loro heavy metal classico e sinfonico influenzato da elementi hard rock e folk, ma è con l’aggiunta della tastiera che il genere acquista sfumature epiche e maestose. Nelle parti strumentali i ragazzi arrangiano ottimamente ed il solismo di “Harry” Daniele Castagna esce benissimo. Sono tutti molto precisi. Il batterista “Mingo” Nicholas Terribili, che non si sbilancia mai troppo in virtuosismi, tiene il tempo con tocco potente e preciso. “Brandy” Marco De Angeli alla voce usa principalmente tonalità alte e ogni tanto scremma o growla. “Bois” Dario La Montagna alla tastiera dona un senso armonico al tutto con dei riffetti veramente interessanti, di quelli che ci vogliono un paio di giorni per dimenticarli, mentre “Piece” Gianluca Lancianese al basso svolge ottimamente il suo lavoro di accompagnatore, un po’ in disparte, ma molto attivo.

Set List  Dharma Storm

“Immotal Crew”
“Night of the Burning Skulls” (che sembra un titolo dei Cannibale Corpse)
“Blackout”
“The Possesed One”
“Jolly Roger”

Noumeno

I secondi a suonare sono i Noumeno che propongono un metal totalmente strumentale, tecnico, potente e millimetrico.
Attaccano con swippone di chitarra, facendo un gran casino, che incredibilmente arriva alle nostre orecchie con un senso e con una struttura, grazie all’acustica del locale. Avevo già visto il chitarrista ed il batterista al Closer, nella serata in cui si è esibito anche Edu Falaschi, con un’altra formazione. Bravi questi giovani musicisti dai gusti malleabili, che non si dedicano per tutta la vita ad un solo stile.
Il solismo di Danilo Carrabino e Matteo Salvarezza è di livello tecnico molto elevato, e tranne un paio di sbavature da parte di uno dei due, il resto è a dir poco meraviglioso. I due lasciano spazio anche per tempi più doom e pesanti, che a mio avviso rappresentano gli sviluppi più interessanti. In “Gnu Entry” tutto è serratissimo, a tempo con la doppia cassa. “Rodeo Bing” parte con un po’ più di tranquillità e melodia, ma presto devo ricredermi perché si riparte con swippone costanti e moleste, che tanto mi ricordano i Protest the Hero & co, mentre i ritornelli dispari ricordano il 4/4 alternato al 7/8 dei Dream Theater. Via di nuovo a cavallo con le swip, come se piovesse. Caspita! Non si lasciano mai andare a un 4/4 semplice che non fa mai male. Belli senz’anima!! 🙂
Il batterista presenta la band simpaticamente e nel suo discorso ci dice che il bassista sul palco è lì per sostituire il loro bassista ufficiale che ha un concerto altrove. Ci cominciamo ad abituare all’idea, ma ad un tratto appare il bassista ufficiale e lo fanno salire. Non vogliono spiegarci nulla della cosa, chissà, magari hanno disdetto la serata in cui doveva esibirsi o semplicemente volevano fare i “fighi” facendo credere di avere un bassista sostitutivo pronto all’occorrenza come le vere star… mah! Vabbè “chi si frega”, come dicono in Molise.
Nel delirio mistico del diciotto quarantanovesimi alternati ai quarantanove diciottesimi si ode una melodia di ben 10 secondi, semplice ed orecchiabile, in 4/4!! Incredibile! e si ripete! noooo, sono emozionato! Chiedono di alzare le mani, fanno una foto e se ne vanno.
Bravissimi i ragazzi che, nonostante abbiamo scelto un genere totalmente strumentale e suonino tempi difficili e contorti, riescono a tenere il pubblico sull’attenti per tutto il concerto, e ci regalano dei rari sprazzi melodici stupendi, che, a mio avviso, dovrebbero approfondire e proporre di più. Suonano “Noumeno”, “Gnu entry” (che ha un titolo fantastico), “Rodeo Bing“, “Visionary Schizophrenia“, “24“, “A moment for Chuck“, il cui titolo ricorda “A moment of Clarity“, che credo proprio sia dedicata al deceduto cantante dei Death. Nel cambio palco noto tra il pubblico il commesso di Cherubini con la maglietta dei New Disorder, toh! Che sorprese…

Set List Noumeno

“Noumeno”
“Gnu Entry”
“Rodeo Bing”
“Visionary Schizophrenia”
“24”
“A moment for Chuck”

Sailing To Nowhere

I Sailing to Nowhere intanto cominciano a salire sul palco. Sono tutti strisciati di nero, tipo militari che serpeggiano a terra nella giungla. Stanno sul palco fermi e non dicono una parola. Gente strana i metallari: o parlano a ruota o si obliviano nel silenzio più assoluto. Mi trovo d’accordo con la scritta che si vede in giro sulle magliette: Extreme people for Extreme Music.

I Sailing finalmente salutano a gran voce e fanno sentire il loro calore! Ah, ma allora siete caldi! Attaccano e fanno subito capire che sono amanti del metal classico. Il cantante Marco Palazzi usa spesso un timbro vocale molto ruvido, che insieme agli arrangiamenti melodici della tastierista Valentina De Iuliis, ricorda molto lo stile dei Blind Guardian; grande lavoro della tastiera, bellissimo. Marco annuncia che il loro show di questa sera è il release party del loro primo album “To The Unknown” e che sono tutti felicissimi di vedere così tanti partecipanti. La loro gioia è sincera e ben manifesta, si sente perché arriva subito, forte e chiara.
Il loro secondo pezzo è tutto maggiore e melodico, molto bello. Ci intrattengono con simpatia e grande carica. Si sentono ogni tanto delle leggerissime imprecisioni calanti dei cantanti; mentre gli assoli di chitarra di Andrea Lanzillo sono semplici ed efficaci. Ma torniamo alle voci. Che canna che c’hanno in gola i ragazzi! Veronica Bultrini va altissima ed è potentissima.
Tra un pezzo e l’altro ci annunciano che cominceranno a brevissimo il loro tour italiano e ci preparano per i Trick or Treat. Tra il pubblico si nota la cantante delle Menade, storico gruppo dell’underground romano, molto attivo.
Grazie all’ottimo lavoro dei fonici del Traffic l’acustica è veramente ottima, mi sembra doveroso fare i complimenti al locale e al suo staff.
I Sailing suonano la loro “Sailing to Nowhere” che mi ricorda molto i Kaledon, e, a gran sorpresa, una cover di Anastasia riadattata in chiave metal. Ci salutano, fanno anche loro una foto chiedendoci di alzare le mani e se ne vanno. La loro scaletta è “No Dreams in My Night“, “Big Fire“, “Fallen Angel“, titolo già sentito nel mondo metal (e anche dai King Crimson nel 1974; NdR), “Strange Dimension“,”Lovers“, “Left Outside Alone“, di Anastasia, “Sweet Rain“, “Sailing to Nowhere” e a chiudere “You Won’t Dare“.

Set List Sailing to Nowhere

“No dreams in My Night”
“Big fire”
“Fallen Angel”
“Strange Dimension”
“Lovers”
“Left Outside Alone” (cover Anastasia)
“Sweet Rain”
“Sailing to Nowhere”
“You Won’t Dare”

Trick Or Treat

Salgono finalmente sul palco gli headliner della serata: Trick or Treat.
Il bassista Leone Villani Conti, detto Leo, sfoggia un basso a sei corde marrone chiaro molto bello.
I ragazzi iniziano a suonare ed è subito festa. Iniziano “a palla”. Sembrano gli Helloween nei periodi d’oro. Possiamo definire il loro genere happy power metal, dove “happy” significa che molto spesso suonano in tonalità maggiore e che sono felicissimi di farlo. La voce di Alessandro Conti è altissima, dà quasi fastidio, un paio di hertz più sù e sarebbe fuori dal range d’udito dei cani. Il chitarrista Guido Benedetti ha sulla chitarra gli stessi disegni che scelse tempo fa un signore chiamato Van Halen.
Sono molto bravi, praticamente macchinette, precisissimi e luminosissimi, ed Alessandro è molto simpatico. Non ci crederete, ma il pezzo che ho apprezzato di più è la loro versione di “Girl Just Wanna Have Fun” di Cindy Lauper… vi giuro, era meravigliosa! Per me è senza dubbio il pezzo più riuscito. Voglio postare questo video trovato su youtube di un loro live in un’altra occasione e condividere con voi questa gioia:
https://www.youtube.com/watch?v=lTqhNUlsWlY

Gli assoli di Luca Venturelli alla chitarra sono precisi e ben studiati e contribuiscono a portare ancora più luminosità ad una performance già accecante. Sfornano pezzi power sempre con voce altissima; credo che Alessandro abbia la cosiddetta confort zone tre o quattro ottave sopra quella di Albano Carrisi… allucinante.
Ad un tratto, nel visibilio generale, parte la sigla di Robin Hood riadattata nel loro stile, squillantissima. Il cantante, poco prima, ha affermato di essere innamorato di Cristina D’avena, ed io personalmente gli ho creduto, anche se secondo me Sonia di Super Tre era di gran lunga più graziosa (“bona” nella versione originale, ma noi siamo gentiluomini; NdC)
Luca Setti alla batteria accompagna questa performance al limite tra il power ed il satirico con enorme energia e precisione, del resto è il loro trecentesimo concerto, ci dicono, hanno avuto modo di allenarsi parecchio. Accennano addirittura una cover degli Slayer, ma si fermano dopo pochi secondi, tra la delusione di tutti, e ripartono con incredibile verve.
La serata è stata grandiosa, i gruppi hanno suonato molto bene, e la simpatia di Alessandro dei Trick or Treat ci ha tenuto vispi e allegri fino alla fine. Al Traffic c’è sempre grande spettacolo, non c’è niente da fare.

Set List Trick or Treat

“Evil Needs Candy Too”
“Premonition”
“Wrong Turn”
“Loser Song”
“Girls Just Want to Have Fun” (cover Cindy Lauper)
“Take Your Chance”
“Rabbits’ Hill”
“Robin Hood” (cover TV)
“False Paradise”
“Like Donald Duck”

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