Uriah Heep @ Orion - 19 03 2016Live Report Live Report Internazionali 

Uriah Heep: heep, heep, urrah @ Orion – 19 03 2016

Gli Uriah Heep, la storica band britannica di hard/prog rock, nella breve frangia italiana del loro tour europeo, sono passati anche a Roma il 19 marzo (il 18 a Milano e il 20 a Bologna). Di seguito il report del nostro inviato.

Dopo la loro ultima esibizione qui a Roma, gli inglesi Uriah Heep hanno suonato molte altre volte in giro per l’Italia, senza mai ripassare dalla Capitale però. E finalmente, dopo anni di attesa, questo 19 di marzo anche i loro fan capitolini hanno potuto assistere di nuovo al favoloso show di una delle band hard rock più sottovalutate della storia della musica. Infatti, ho sempre considerato ingiusta l’esclusione degli Uriah Heep da un riconoscimento artistico al pari di Deep Purple, Led Zeppelin e Black Sabbath, essendo a mio parere, il loro genere un misto di tutte e tre le band citate e dopo anni, ancora capaci di pubblicare dischi all’altezza del loro nome.

Per questo evento non è prevista nessun opening act, quindi sul palco si può ammirare da subito l’originale set di batteria di Russell Gilbrook con le iniziali del nome della band stampate sulle due casse. Stranamente la venue prima del concerto non sembra essere affollata, il pubblico è sparso, un po’ timidamente, sia nel parterre che sui pochi sedili disposti sui gradoni della sala. Ma appena si spengono le luci, alle 21 e 15, tutti accorrono sotto il palco per essere testimoni da vicino ad un evento che rimarrà impresso nella mente dei presenti per un bel po’ di tempo, se non per sempre. Ecco allora che il concerto inizia, come iniziò il loro primo album, solo che adesso il riff iniziale di chitarra della trascinante “Gypsy” è sostituito dal crescendo tastieristico di Phil Lanzon, come fu allora a metà brano, eseguito dallo storico Ken Hensley. Subito dopo si passa ad un altro classico, “Look At Yourself“, ed è ora di dare il benvenuto al pubblico. Dopo averlo fatto, arrivano le storiche “Shadows Of Grief” e “Stealin“, che chiudono il primo set anni ’70 per dare poi spazio alle recenti “The Law” e alla doppia cassa di “The Outsider“.

Dal vivo la band è impeccabile e anche simpatica, con sua maestà Mick Box che, oltre ai suoi magici solo, sfoggia molti sorrisi da dietro i suoi inseparabili occhiali da sole, ed il frontman Bernie Shaw che, con gli stivaletti rosso fiammante, tra un acuto ed un altro posa il microfono nell’apposita fondina in perfetto stile far west che porta sul fianco.
Si torna ai primi, magici, anni ’70 con l’epica “Sunrise“, che invita il pubblico ad accompagnare il tempo con il battito delle mani, e la lunga, suggestiva e progressiva “The Magician’s Birthday“, incentrata sui solo di chitarra e batteria.
Il palco questa volta ospita soltanto il piano e la voce della lenta “Rain“, a seguito della quale la chitarra acustica di Mick Box ci introduce nel mondo di “The Wizard“. Rieccoci nel presente con “One Minute” e l’aggressiva chitarra di “Can’t Take That Away“. Poi una delle più belle e trascinanti song degli Uriah Heep, “July Morning” ci accompagna con i suoi 10 minuti, tra crescendo e phatos, alla fine del concerto. Anche su questo brano, dal basso dell’ultimo arrivato Davey Rimmer, non si può chiedere di meglio.
Per “Lady In BlackBernie Shaw chiede al pubblico di cantare insieme a lui e all’uscita dal palco tutti i musicisti vengono richiamati dalle urla dei fan che fanno echeggiare in aria il nome della band che puntualmente ri-attacca con “Easy Livin’” per chiudere le quasi due ore di concerto.

E dalla musica di una canzone patriottica inglese “Land of Hope and Glory” che risuona dall’amplificazione, il gruppo saluta definitivamente l’audience con inchino e strette di mano per tutti, o almeno per quelli delle prime file.

Una piccola curiosità: tra il pubblico era presente anche Claudio Simonetti, tastierista dei Goblin.

(e nel frattempo Ken Hensley si gode il primo sole primaverile in Spagna – ndr)

SetList – Uriah Heep

1 – Gypsy
2 – Look at Yourself
3 – Shadows of Grief
4 – Stealin’
5 – The Law
6 – The Outsider
7 – Sunrise
8 – The Magician’s Birthday
9 – Rain
10 – The Wizard
11 – One Minute
12 – Can’t Take That Away
13 – July Morning
14 – Lady In Black

Encore:
15 – Easy Livin’

Line Up – Uriah Heep

Mick Box – chitarra
Bernie Shaw – voce
Phil Lanzon – tastiere
Davey Rimmer – basso elettrico
Russell Gilbrook – batteria


Ringraziamo Augusto Rossi.

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